A VILLA MATILDE IL FORUM DI GAETANO CERRITO SU BAIA DOMIZIA: TANTI PERSONAGGI ILLUSTRI PRESENTI MA SPICCA L’ASSENZA DI SESSA AURUNCA

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di Giulia Bosco

Quello di ieri a Villa Matilde di Cellole, è stato davvero un momento di importante confronto sullo stato di Baia Domizia, nota località turistica balneare divisa tra i comuni di Sessa Aurunca e Cellole.

Gaetano Cerrito è stato il motore propulsore di questo evento che ha visto una forte partecipazione di pubblico composto da operatori turistico/commerciali di Baia ma anche di tanti cittadini animati dal solo amore per la località turistica.

Tra gli ospiti relatori, moderati dal Prof Luigi Caramiello – sociologo della Federico II – che si sono succeduti al microfono, si sono potuti apprezzare gli interventi dei Sindaci Cristina Compasso – comune di Cellole – e Carlo Montefusco – Comune di Roccamonfina – oltre a Stefano Graziano – Consigliere Regionale della Campania e Presidente della commissione sanità. Tutti e tre i politici intervenuti hanno avuto espresso concetti di comunione sulla necessità di fare squadra per offrire una proposta turistica di livello che comprenda, oltre al mare, le bellezze naturalistiche del vulcano di Roccamonfina e quelle storico/architettoniche di Sessa Aurunca. Per arrivare ad un risultato soddisfacente però, c’è bisogno di essere uniti, e l’unità la si ottiene mettendo da parte i personalismi e cooperando nell’interesse della collettività, come ben spiegato dal Prof. Caramiello. In questo panorama di buoni intenti, la nota stonata risulta essere l’amministrazione di Sessa Aurunca, che non ha ritenuto di partecipare a questo forum ne di inviare un messaggio di saluto, pur essendo la problematica di stresso interesse. Presenti per Sessa Aurunca i consiglieri di opposizione Luigi Tommasino e Alberto Verrengia, Italo Calenzo (ex vice sindaco), oltre a rappresentanti di associazioni attive sul territorio.

Vero protagonista della manifestazione, come già detto, è stato Gaetano Cerrito, definito da Stefano Graziano il “pastore laico” di Baia Domizia; Cerrito ha presentato un lavoro molto dettagliato dal titolo “progetto turismo Baia Domizia”, che prevede la creazione di tre distretti: turistico/ambientale, turistico/culturale e turistico/artistico. Questi distretti vanno creati sfruttando le possibilità messe a disposizione dalla legge 13/5/11, predisponendo dei cataloghi specifici da utilizzare per promuoverli in Italia e all’estero; parallelamente va costituito un consorzio con il compito di gestire la trasformazione dell’area che oggi è del tutto a fruizione estiva, con un’area di utilizzo per tutto l’anno. Come fare?

Innanzitutto il consorzio dovrà avere una dotazione iniziale di almeno 200 abitazioni da proporre in uso per piccoli e lunghi periodi, in modo tale da assicurare una presenza maggiore di persone sul territorio domizio; questo lavoro, secondo il progetto di Cerrito, va affidato a manager dalla comprovata esperienza nel settore turistico-ricettivo per garantire il massimo risultato. Oggi invece, aggiungiamo noi, la gestione di Baia Domizia per lo più è affidata ad improvvisati amministratori con nessuna esperienza e ancor meno idee. Dimostrazione è stata l’appena passata stagione, da tanti definita come la più catastrofica della storia; due serate di intrattenimento in tutto per la parte di Sessa Aurunca e quattro o cinque per la parte di Cellole, con evidentissimi affanni nella raccolta dei rifiuti, nello spazzamento delle strade, nel controllo del territorio per quanto attiene l’abusivismo edilizio ed insediativo, e tanto altro ancora.

Le negatività sono state ben messe in luce dai tre Procuratori della Repubblica presenti al tavolo dei relatori: Luciano D’Emmanuele – Procuratore capo di Cassino – Carlo Fucci – Procuratore Capo di Isernia – e Antonietta Troncone – Procuratore capo di S. Maria C.V. proprio la dott.sa Troncone è stata la più dura verso i politici presenti, ovvero i gestori del territorio, quando con una sonora tirata di orecchi ha detto: “non è possibile affrontare il problema dell’abusivismo dilagante sul territorio, non avendo un corretto censimento della popolazione (abusivamente insediatasi in loco – ndr) con intere aree dei comuni sprovvisti finanche di toponomastica e di qualsiasi altro riferimento.

Interessantissimi spunti di riflessione (il vero obiettivo del forum) sono stati posti sul campo dal rappresentante dell’unione industriali di Napoli e dall’imprenditore Gustavo Ascione (già presidente di Camera di Commercio Caserta e Assindustria Caserta), i quali hanno lamentato le difficoltà che trovano gli imprenditori ad investire in territorio dove mancano garanzie di legalità, certezza della qualità ambientale e aiuti da parte delle amministrazioni sempre più ingessate nella burocrazia – in questo ultimo concetto sono stati ben supportati dal Consigliere Graziano.

È stato offerto il controcanto della Soprintendenza ai beni Ambientali e Culturali di Caserta, per l’occasione rappresentata dall’Arch. Giuseppina Torriero che definendosi una decana della Soprintendenza ha lamentato l’assenza dei piani paesaggistici territoriali che dovevano seguire alla legge Galasso del 1994; offrendo però agli imprenditori l’opportunità di investire sul territorio con il c.d. “Art bonus” della legge 106/14, in modo da poter collaborare fattivamente alle campagne di scavo in corso lungo la statale Domiziana e donare nuove opportunità di attrattiva per i territorio. È cronaca recente, invece, nel territorio di Cellole, lo scavo illecito con distruzione e asportazione di reperti da parte di una nota famiglia di imprenditori locali attivi nell’allevamento delle bufale e produzione di mozzarella.

Proprio i comportamenti scorretti degli imprenditori, che dovrebbero trarre i maggiori benefici da un territorio accogliente, pulito, e ricco di testimonianze storiche-archeologiche, sono stati messi in evidenza dal Procuratore Fucci; il quale ha sottoscritto quanto detto dalla collega Troncone, pur evidenziando il puntuale lavoro svolto dalla Procura di S. Maria C.V., quando lui era aggiunto lì, in materia di controllo degli scarichi abusivi soprattutto da parte di aziende zootecniche. Argomento molto presente, purtroppo, nell’area Aurunca/domiziana. Sia la Troncone che Fucci, hanno stigmatizzato in maniera decisa, il comportamento degli imprenditori che invece di tutelare il loro territorio contribuiscono a devastarlo con scarichi illeciti di ogni tipo, colate di cemento e anche lavoro nero e sottopagato. Assicurando tutta la volontà delle Procure a reprimere duramente questi comportamenti, in alcuni casi anche di singoli cittadini intrisi di una pessima cultura sociale e collettiva. In merito agli scarichi dei reflui, la Procuratore Troncone ha spiegato che tipo di lavoro di sta facendo in Procura a S. Maria, verificando la piena efficienza dei depuratori sparsi sul territorio ed anche il monitoraggio degli scarichi presenti lungo il Garigliano, in collaborazione con la Procura di Cassino (per questo la presenza al convegno del Procuratore D’Emmanuele). Da parte nostra non possiamo fare a meno di sottolineare che va bene controllare l’efficienza dei depuratori esistenti come nel caso recente del sequestro di quello di Castel Volturno – ma andrebbe maggiormente posta l’attenzione su quei comuni che ancora oggi non possiedono i depuratori scaricando i liquami direttamente in mare, come nel caso di Sessa Aurunca – Sessa depura solo i reflui di Baia nord perché allacciata al depuratore di Cellole – ndr. E chissà se non sia questo il motivo dell’assenza del Sindaco Silvio Sasso dal tavolo del forum.

Comunque, il tema ricorrente negli interventi dei relatori, è stato quello della sinergia istituzionale e anche tra gli altri attori impegnati nella filiera socio/turistica di Baia Domizia. Una sinergia che deve necessariamente vedere tutti collaborare al massimo delle loro competenze per fornire la località delle infrastrutture necessarie a farla vivere ben oltre i 50/60 giorni l’anno che vive adesso. Questo per offrire il giusto rilievo alla località ma anche per dare una opportunità di lavoro ai tanti giovani che sono costretti ad emigrare per trovare anche un semplice lavoro da pizzaiolo o da cameriere – come detto dal Sindaco Montefusco – mentre potrebbero tranquillamente restare a casa propria e trovare tutti i tipi di lavoro possibili avendo a disposizione una macchina turistica efficiente e duratura.

A proposito delle infrastrutture, è sempre risultato curioso che mai nessuna amministrazione si sia preoccupata di progettare (almeno quello) un palazzetto dello sport, una struttura per convegni o fiere, un qualcosa che attiri convention e grandi folle, in modo che le attività turistiche – alberghi e ristoranti in primis – lavorino anche nei periodi invernali.

Sul concetto di sinergia, da tutti professato e condiviso, in maniera non del tutto casuale, cala pesante come una mazza da fabbro l’assenza dell’amministrazione comunale di Sessa Aurunca, e del Sindaco Silvio Sasso che ha perso un’altra occasione per non alimentare polemiche e non ricevere le critiche degli altri attori presenti al forum di Cerrito. Come giustamente dichiarato da alcuni degli importanti ospiti, l’occasione del confronto su temi importanti come quelli posti da Gaetano Cerrito, va sempre colta aldilà dei personalismi o delle opinioni personali; amministrare la cosa pubblica vuol dire essere al servizio dei cittadini e del territorio e non della propria autoreferenzialità.

Complimenti al “pastore laico” di Baia Domizia Gaetano Cerrito per aver saputo condurre attorno al tavolo del forum, quasi, tutti gli attori coinvolti nella gestione di Baia Domizia, la cosiddetta “perla del Tirreno”, una nobile decaduta della quale si chiede fortemente il riscatto e la riconsegna del giusto rango.