CAOS A MARCIANISE, CAMPANIA LIBERA: “MERITIAMO PIU’ RISPETTO”

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MARCIANISE – Il segretario provinciale di Campania Libera Luigi Bosco, il segretario locale di Campania Libera Marcianise Alessandro Tartaglione e il capogruppo di Campania Libera in consiglio Maria Di Lernia hanno inviato un comunicato stampa con cui esprimono la propria opinione sulla situazione comunale, con il sindaco Velardi che ha annunciato le proprie dimissioni cinque giorni fa e i consiglieri di maggioranza che hanno chiesto ai cinque ‘dissidenti’ che hanno firmato la sfiducia di fare un passo indietro: «Sono diversi mesi che la comunità di Marcianise è alla ribalta della cronaca politica per i controversi rapporti tra il sindaco Velardi e gran parte dei consiglieri che popolano l’assemblea locale; tanti e diversi i motivi ed i teatri di scontro che vanno a configurare una situazione che non può certo definirsi normale. La sezione locale di Campania Libera, per il tramite del lavoro svolto dal proprio segretario cittadino Alessandro Tartaglione, unitamente al capogruppo Maria Di Lernia, ha sin dal primo momento provato a perorare tutte le strade di una sintesi responsabile tra i diversi punti di vista ma, a quanto pare, invano. Non è questo ciò che merita Marcianise, non sono certo i fiumi di inchiostro sulla diatriba tra ‘Velardi ed i suoi’ a poter risolvere i tanti problemi che ad oggi ancora attanagliano la nostra Marcianise. Come sezione locale abbiamo dimostrato di poterci adattare ai diversi ruoli che la politica mette sul tappeto, dando sia un contributo esterno, sia manifestando la volontà di poterlo fare all’interno della giunta comunale, ragion per cui sentiamo di prendere le più ferme distanze da prese di posizione così nette che poco hanno a che fare con quella politica che fa del dialogo e della costruzione le proprie ragioni fondanti. Non siamo disposti ad essere chiamati solo quando serve il nostro voto in consiglio per salvare questa o quella posizione, avremmo meritato più rispetto, un rispetto che forse è mancato perché l’educazione istituzionale è stata fraintesa al punto tale da non farci sentire più parte di una squadra, il cui allenatore, a conti fatti, non ha voluto mettere in campo quell’umiltà giusta per provare a vincere il campionato; un campionato che se avesse voluto, avrebbe potuto vincere tranquillamente».