SESSA AURUNCA: PROVE TECNICHE DI SCONTRO FRONTALE…LE GRANDI MANOVRE NEL PD SESSANO!

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  –   di Salvatore Zinno   –   Dopo la parentesi di cinque anni, durata del mandato amministrativo affidato a Luigi Tommasino, Sessa Aurunca è tornata saldamente nelle mani del centro-sinistra; per meglio dire nelle mani di Gennaro Oliviero.

Infatti, in questi tre anni e mezzo di mandato della Giunta Sasso è chiaro a tutti che il vero manovratore è proprio lui, il Consigliere Regionale; le uniche attività più o meno concrete registrate a Sessa, sono legate a qualche briciola di finanziamento che giunge dalla Regione Campania. D’altra parte il Sindaco Silvio Sasso, difficilmente viene visto in pubblico, ad incontri ufficiali, matrimoni, funerali, riunioni politiche o eventi di ogni genere da solo; ha sempre la compagnia della sua “balia asciutta”, il fedele Ciro Marcigliano…ma fedele però al Consigliere Regionale, a cui deve tutto: dal suo attuale impiego come funzionario di SMA Campania con distacco presso l’ufficio politico di Oliviero, alla sua elezione al consiglio comunale sessano.

Restando “in casa” Oliviero, il consigliere regionale sessano, cinque anni fa fu il più votato della circoscrizione di Caserta piazzandosi davanti a Stefano Graziano con uno scarto di 1500 voti; pochi mesi prima era “entrato” nel PD, dopo aver annusato l’aria e capito che con il suo storico partito, il PSI, non aveva alcuna chance di confermare il seggio in regione. Questo ingresso nel PD Casertano, diciamocelo, non fu mai ben gradito dalla nomenclatura piddina nostrana, contraddistinta da un generalizzato carattere chiuso e poco incline alle invasioni di campo. Ma il “nostro” seppe farsi il giusto spazio e sgomitando di qua e di la staccò il biglietto per altri cinque anni in regione – Oliviero è al suo terzo mandato.

Veniamo però ai giorni nostri, che stanno iniziando a raccontarci cose curiose e movimenti di truppe in vista della campagna elettorale per le regionali di maggio 2020.

Pochi giorni fa, come da noi ampiamente predetto (…e come si suol dire: non ci voleva la zingara), è stato eletto al Consiglio Provinciale di Caserta, il giovane Massimo Schiavone – Presidente del Consiglio Comunale sessano e rampollo unigenito dell’imprenditore della sanità, Michele Schiavone. Il giovin Schiavone è stato il più votato della lista del PD, l’unica lista PD presentata da Gennaro Oliviero e Nicola Caputo, dopo che l’altra lista del gruppo Graziano-Sgambato-Picierno è stata giudicata inammissibile per vizi formali; sed lex dura lex!

In questa elezione, Gennaro Oliviero ha messo in campo tutta la sua influenza per far si che il rampollo raccogliesse il giusto successo, perché il ragazzo è ambizioso e la sua ambizione va sfamata, o va tenuta addomesticata …come dir si voglia.

Basti pensare che poco più di un anno fa, in occasione delle elezioni politiche del 2018, fu siglato un patto di ferro tra Oliviero e Schiavone (padre): “appoggio totale alla candidatura di Oliviero alla Camera dei Deputati che poi sarebbe stato ricambiato dal neo-deputato in occasione delle regionali 2020 in favore della candidatura di Massimo Schiavone per farlo accomodare nel parlamentino regionale”. I conti però, e questa è storia, furono fatti senza l’oste; in questo caso rappresentato “dall’Onda Gialla” cinque stelle, che travolse tutto e tutti lasciando attoniti e “stupetiati” i big della politica tradizionalista nostrana. Gettone sprecato, tutti fermi al via, e poi se ne parla!

Ora resta da capire se quel patto del 2018 è ancora valido oppure no: per Oliviero sicuramente il patto è decaduto essendo lui rimasto fuori da Montecitorio, mentre per gli Schiavone non è così scontato.

Alle prossime regionali il giovane sessantenne Gennaro Oliviero sicuramente vorrà rimettere la barca all’asciutto per altri cinque anni e si ricandiderà al Consiglio Regionale; il poco più che ventenne Massimo Schiavone cosa vorrà fare, la sua ambizione si accontenterà del consiglio comunale sessano e del ruolo ininfluente di consigliere di opposizione in un consiglio provinciale delegittimato e senza poteri di indirizzo? Questo lo vedremo a breve…ma qualche manovra già si intravede all’orizzonte.

Infatti, mentre il più scafato e calcolatore Oliviero si è legato a filo doppio con il segretario nazionale del PD Nicola Zingaretti per giocare con il PD campano la partita delle regionali con carte sicure e vincenti, in casa Schiavone ci si guarda intorno in cerca di approdi altrettanto sicuri.

L’inverno scorso le voci di un sondaggio del clan Schiavone in casa Lega furono molto insistenti, ma da quelle parti, complice il suicidio politico agostano di Salvini, non è consigliabile praticare.

Ecco quindi che si apre la porta al nuovo soggetto politico partorito recentemente da Matteo Renzi. Infatti è notizia di questi giorni che a Sessa Aurunca è stato costituito il primo comitato renziano; si chiama “Italia Viva – Comitato di Sessa Aurunca” ed ha anche un iscritto, che sarà senz’altro il coordinatore (è lui da solo). Questo coordinatore risponde al nome di Lucilio Rizzo!

…e qui i ragionamenti si accavallano e si contorcono in maniera affannosa, lasciando in ambasce l’umile cronista che ricerca la realtà dei fatti.

Proviamo a capirci: Lucilio Rizzo è un ex politico sessano nato e cresciuto alla scuola del PCI,  nella sua città è stato consigliere comunale, assessore e vice sindaco; da qualche anno era passato armi e bagagli alla corte del Duca sessano, l’onnipresente Gennaro Oliviero, per conto del quale, oltre a svolgere la carica di segretario cittadino del PSI per diversi anni – partito politicamente madre di Gennaro Oliviero, coordinò anche i fallimentari comitati per il “SI” ai referendum che segnarono la fine di Matteo Renzi quale primo ministro.

Ma Lucilio Rizzo è anche altro, nella sua recente attività professionale, di “Consulente di Marketing & Communications”, svolge una considerevole fetta di lavoro proprio per la M2M della famiglia Schiavone…addirittura in molti lo considerano il vero “spin doctor” del giovane Massimo Schiavone, tanto da scriverli gli interventi e preparagli le uscite pubbliche, politiche e giornalistiche. Proprio in occasione della giornata elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale, Rizzo ha accompagnato Schiavone fino alla soglia dell’urna – lo testimonia una foto ricordo con tutta la squadra di aficionados: papà Michele Shiavone, Tommasina Casale, Fausto Fusco e lui, Lucilio Rizzo. A proposito di Tommasina Casale, dopo aver voltato le spalle prima alla Sgambato, poi a Graziano e qualche altro strada facendo, pare sia in procinto di lasciare anche Oliviero per passare dalla parte degli Schiavone – ma è un’altra storia.

Capirete tutti che a questo punto la faccenda si è davvero ingarbugliata!

Cosa ci fa un uomo di Oliviero nonché dipendente di Schiavone al comando del comitato sessano di Italia Viva di Matteo Renzi?

La lettura che riusciamo a dare oggi con gli elementi in nostro possesso e la conoscenza dei fatti che abbiamo, è che Rizzo ha occupato il posto in Italia Viva e lo tiene in caldo per Massimo Schiavone in un eventuale candidatura alle regionali prossime caso mai non trovasse spazio nel PD; spazio saldamente difeso e occupato “manu militari” dai vari Stefano Graziano e Camilla Sgambato, i probabili Luigi Bosco e Giovanni Zannini, l’eventuale Nicola Caputo (anche lui visto in avvicinamento alla nave renziana) e l’ingombrante Gennaro Oliviero, non fosse altro per la pertinenza territoriale tra i due. Non pensiamo che a Sessa ci sia posto per due consiglieri regionali…ma tutto è possibile.

Altra ipotesi, potrebbe essere che lo spin doctor Rizzo è la “serpe in seno” (in senso buono) allevata da Oliviero a vantaggio di Schiavone; viceversa è il cavallo di Troia piazzato in casa Schiavone da Oliviero per osservarne e guidarne i movimenti affinché non confliggano con gli interessi “ducali” – si prenda ad esempio la “strana coppia” Marcigliano/Sasso.

Ora, analizzati i fatti, c’è solo da leggere le prossime mosse dei nostri attori per scrivere il finale di questa storia, ma riteniamo che si stanno profilando un autunno ed un inverno abbastanza caldi dove emergeranno chiare le divisioni tra i contendenti sessani.

Lo scontro sarà Oliviero/Schiavone, giovane contro maturo?

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