DOMENICA DI CARTA…A CASERTA UN ARCHIVIO SOLO SULLA CARTA

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   –   di Costantino Beltrami   –  

Anche quest’anno si tiene in tutta Italia, Domenica di carta, giornata dedicata ad iniziative di valorizzazione dei documenti degli Archivi di Stato. A Caserta l’Archivio di Stato che oramai esiste solo sulla carta, tiene una mostra documentaria in “collaborazione” con l’Archivio storico della Reggia. Una farsa, o un falso, visto che non esiste un archivio storico della Reggia, ma esso è uno dei fondi dell’Archivio di Stato di Caserta. Che poi lo si gestisca come un cadeau di famiglia e che esso sia fonte di erogazione di ingenti risorse pubbliche senza trasparenza e scientificità alcuna, è altro discorso. Avevamo scritto una lettera aperta alla neodirettrice della Reggia di Caserta Tiziana Maffei, che in tutta la sua spocchia ministeriale, ha ignorato. Nostro malgrado, siamo costretti a trarne le conclusioni: in perfetta continuità con i suoi predecessori, la Maffei non opera con la città e per la città, ma con le “crocchie” casertane, dentro e fuori il palazzo. A diversi mesi dal suo insediamento non ha reso noto quale sia il suo piano di azione, ma ha solo confermato che lei continuerà a non occuparsi della vicenda Archivio di Stato- Archivio della Reggia- Emiciclo. Le ricordiamo Direttrice che l’Archivio di Stato è parte del Museo della Reggia, l’Emiciclo ex Pollio è uno scandalo nello scandalo, un pugno nell’occhio per chi viene a visitare la Reggia. In quanto all’Archivio di Stato, ci si arrampica sugli specchi: accesso negato alla sala studio in Reggia, nessuno spazio ulteriore concesso dalla Maffei, nessuna prospettiva di trovare una sistemazione degna. Continuiamo a pagare il fitto a via Bersaglieri (dal 1972), che l’anno scorso Famiglietti voleva sgombrare d’urgenza perché erano a rischio i documenti, in realtà l’ex DGA voleva solo sbarazzarsi della ex Direttrice Luigia Grillo, che aveva a cuore le sorti dell’Archivio. Continueremo a denunciare lo scempio, perché questa è una pagina scandalosa, in cui ci sono dentro tutti a vario titolo. Per rinfrescarci la memoria, ricordiamo che il primo cittadino avvocato Carlo Marino non ha voluto muovere un dito per l’Archivio, idem il Presidente della Provincia e l’Università. Qualche anno fa, il Procuratore generale della Corte dei Conti della Campania denunciava che i beni culturali sono la nuova frontiera della corruzione: Archivio di Stato di Caserta docet.