DEDICATO A MARIO L’ABRUZZESE E A TE…CHE NON HAI MAI AVUTO UN CANE…

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   –  di Francesca Nardi   –Mario era un pastore abruzzese…in un’altra vita era stato un leone fiero e coraggioso, che ancora oggi alitava sotto le spoglie di un cane bianco come l’alba e nero come la notte…Mario l’abruzzese fino a ieri scodinzolava trottando, lungo i confini del podere di Nicolò, disegnando il territorio e giocando con la luna di mezzanotte…Mario era l’odore del bosco che rivolava le zolle e correva nel vento, lo spirito libero e ruggente di una frontiera lontana …ma tu non puoi capire…tu che non hai mai avuto un cane, non sai cosa significhi avere un rifugio per il cuore che sospira nell’ombra…tu che non devi scrollarti i peli di dosso, che ne sai di una zampa silenziosa, che ti invita alla carezza per distrarti dal dolore… ma tu non puoi capire…tu che non devi ricordarti di riempire la ciotola d’acqua fresca, che ne sai di quello sguardo liquido e profondo, che ti chiede di restare ancora…di non andare via…di sguazzare anche tu nelle pozzanghere, dopo la pioggia che scroscia per lucidare il mattino…  tu che non devi comprare l’ennesimo paio di pantofole, che ne sai del profondo amore che beve i tuoi silenzi e ti commuove…ma tu non puoi capire…non sai nulla del peso silenzioso, che preme contro le tue gambe e di quell’espressione soddisfatta ed immobile, che sfida la notte e ti consola… non sai nulla dei messaggi in codice che ti lancia, alzando la zampa e raspando nell’aria… No…se non hai avuto un cane, non sai nulla del mondo parallelo, in cui nascono i colori dell’arcobaleno e la grandine si traduce nell’unica emozione che conta e sembra già rugiada…se non avuto un cane, non hai conosciuto i dialoghi intensi fatti di suoni leggeri e di sospiri…Se non hai avuto un cane, non puoi comprendere di cosa sia fatto e come sia lacerante, il dolore di perderlo…ma forse puoi immaginare la disperazione di chi trova il suo cane agonizzante…forse puoi capire la sofferenza di chi, impotente, guarda morire il suo cane, ucciso a bastonate da un miserabile ignoto. Ma forse… tu che non hai mai avuto un cane, sarai più lucido nella condanna di questa inutile, devastante, insensata violenza. Una bestia sconosciuta, ignobile, repellente, mostruosa ha ucciso a bastonate Mario…per 36 ore, il povero cane di Nicolò  ha lottato per restare con il suo padrone poi… è andato via…una tremenda agonia che rimbomba spietata, nei nostri cuori e che  nessuno dimenticherà…Chiunque sia stato, non dovrà trovare pace e nel momento in cui dovesse tornare ad essere umano, inizierà il suo calvario intessuto di rimorso e tormento e allora… non ci saranno alberi nè gronde ad arginare il diluvio della vergogna che avanzerà feroce e monotona, lugubre e lenta e inesorabile come la marea di giugno, che giunge e lambisce le carni e ti sommerge silenziosa, nera e buia come l’anima persa di quel grumo di perversa umanità… E adesso chiudiamo le ultime parole che ci restano, nel cassetto dei ricordi, per coloro che verranno…dopo che il nulla ci avrà ingoiati e resi finalmente inoffensivi, purificati infine dalla strage che stiamo facendo di noi stessi…

Mario era il cane amatissimo di Nicolò Cuscunà. E’ morto dopo un’agonia di 36 ore…accompagnato dalle carezze e dal pianto del suo amico speciale. Qualcuno lo ha ucciso a bastonate. Nessuno di noi cercherà il suo nome nè il suo volto…nè le sue mani…nè il suo bastone lordo di sangue…il Male non ha riferimenti nè forme…solo l’odore acuto e penetrante della sfida e noi… vogliamo restare umani.

Buon ponte dell’arcobaleno Mario! Ora nessuno potrà farti del male!