OSPEDALE, SCOMPARE LA PLASTICA E RITORNANO I BATTERI?

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(f.n.) – Lettera “per conoscenza” al commissario Carmine Mariano, che è costretto a gestire l’Aorn di Caserta in perfetta solitudine, visto che l’ambaradan della direzione è privo di quadri intermedi e di supporti…Inutile tentare un approccio epistolare sia pure pubblico,  con la sub commissaria, che in queste ore starà consultando le sacre scritture per sintonizzare la nuova sfumatura giallo-canaria dello shatush di sinistra, con il mondo circostante che gira a destra, perché, a quanto pare, nulla di ciò che le viene sottoposto, sembra essere di sua competenza…Ebbene …giriamo al commissario Mariano il contenuto della lettera che abbiamo ricevuto poco fa… è la lettera di una mamma, il cui bambino è ricoverato nel reparto di Pediatria dell’Ospedale di Caserta…una mamma che parla a nome di altre mamme, nelle sue stesse condizioni. Un bambino ricoverato, rappresenta di per sé la prima morsa di angoscia che ti chiude la gola ed allo stesso tempo ti ricorda che sarebbe assai naturale che la lettera di una mamma, fosse trasmessa alla direzione sanitaria, peraltro coordinata da una donna. Ma…il fatto che si scriva ad un giornale la dice lunga sulla fiducia che questa donna, le sue colonne marmoree e l’intera direzione hanno trasmesso nel tempo, all’utenza…detto questo e non è poco, continuiamo nella lettura…Oggi, dopo giorni di lamentele, le mamme dei bambini ricoverati hanno rifiutato le posate di acciaio, che vengono loro consegnate “sfuse”…Forse il commissario ricorda quel famoso ristorante romano, “Meo Patacca”, la cui caratteristica trash era quella di gettare sul tavolo una manciata di posate?, qualche nostalgico della gestione romanesca dell’igiene, che oggi circola in Ospedale, dovrebbe forse essere sanzionato, sempre che in codesto Ospedale si sanzioni ancora e non si siano procurati tutti ma proprio tutti,  il salvacondotto di Chianese, a prescindere…Le mamme si chiedono, ci chiedono e noi lo chiediamo a lei, commissario: “Siamo d’accordo con l’eliminazione della plastica ma così si torna indietro di vent’anni…chi tocca quelle posate?, e se cadono per terra, siamo sicuri che vengano sostituite o almeno lavate?,…i nostri bambini sono qui perché sono malati…quasi tutti hanno vomito e diarrea…L’igiene non dovrebbe essere la prima cosa?, qui usano vassoi vecchi e senza tovaglietta, tovaglioli sfusi da discount”… La mamma portavoce scrive infine: “…se può, cerchi di segnalare lei, qui nessuno ci ascolta e per questo abbiamo rifiutato le posate… dobbiamo dire che il personale ci ha aiutato, perché ha capito le nostre richieste ed il nostro disagio”. Gentile commissario, potrebbe ricordare a santa Tetta delle Incompetenze, che se legge per conoscenza, dovrebbe autodissolversi per la vergogna, quali siano innanzitutto le sue competenze, quale sia il percorso che porta alle cucine e soprattutto quanto guadagna alla fine del mese e se la beatitudine in cui vagola nella convinzione, tutta personale, di essere utile, gliela hanno regalata per Natale o se l’è lavorata da sola all’uncinetto? Hasta la vista!

3 Commenti

  1. ONESTAMENTE trovo ingiusto queste lamentelesopratutto se fatte da mamme , io da padre ritengo giusto che si salvi il pianeta che e’ il luogo dove devono crescere i miei tre figli Io ho portato mio figlio in ospedale per problemi gastroenterici e mi sono portato posate da casa quelle personali di mio figlio Credo che la gente deve sempre e solo lamentarsi Io le lamentele le farei al cibo e al servizio e non alla rimozione giustamente della plastica
    io elogio quest’amministrazione per aver eliminato o in parte eliminato eccesso di plastica

    • Gentile signore, siamo tutti d’accordo sull’abolizione della plastica e le mamme chiedono soltanto che vengano rispettate le elementari norme igieniche, all’interno di un reparto in cui sono ricoverati i bambini. Se lei ha portato le posate da casa, significa che la pensa allo stesso modo, quindi non comprendo per quale motivo giudichi ingiuste le lamentele delle mamme, che non hanno pensato a portare le posate da casa semplicemente perché, hanno “erroneamente” ritenuto che all’interno del reparto di Pediatria di un Ospedale fossero garantite sicurezza e igiene. Grazie

  2. Giustamente non è di sua competenza. Deve farlo il dec. Che poi i dec possano non capirne nulla è tutto secondario

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