OSPEDALE, TOGLI IL BRUSCOLO E LASCIA LA TRAVE…  

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(f.n.) – Aorn, la rivoluzione dal basso…plastica al bando ma… la plastica è come la calunnia …secoli per degradarsi e non solo… perché nel corso della lunga degradazione, le microparticelle provocano altri danni…Il risanamento di un modo di vivere, per compiersi, deve partire a 360°, compresa l’analisi in parallelo degli effetti devastanti dell’ingerenza strisciante e perniciosa che ha generato mostri. Il commissario dell’Aorn ha inaugurato un nuovo stile di vita, in asse con le regole indispensabili di sopravvivenza del pianeta. In mensa ha vietato l’utilizzo di plastica monouso ed i pasti sono serviti in stoviglie, lavabili a vapore e posate in acciaio. Resistono ancora le bottiglie di plastica, ma passeranno a miglior vita in breve tempo. Perfetto!,…bravo commissario, ma non basta… E’ il momento della coerenza, per evitare che quel che si guadagna in salute fisica in mensa, non lo si perda in termini di equilibrio e salute mentale, nel resto dell’Ospedale…A prescindere dai famosi dati sullo stress da lavoro correlato, di cui prima o poi, ad Agresti piacendo, conosceremo infine il peso ed il contrappeso, sarebbe auspicabile che il commissario vivesse con “attenzione”, il suo tempo all’interno dell’Aorn, “attenzione” che non può prescindere dalla registrazione del sopruso, della strafottenza, della calunnia… costanti di un sistema consolidato, che in virtù di squalificate e squalificanti complicità de facto, non ha subito nel tempo, alcuna alterazione e continua imperterrito, nella selezione costante di vittime… Nonostante la farsa del buon governo, targata Ferrante, le sceneggiate tipo: opera da tre soldi, recitate dalla direzione sanitaria, le finte prese di posizione in nome della garanzia e della giustizia, tutto è rimasto esattamente come prima. Le scorribande sindacali non hanno subito interruzioni e nel silenzio assenso circostante ed il compiacente far finta di niente, delle “tre scimmiette” virtuali, che cambiano carica secondo il caso, qualcuno continua a fare il proprio comodo, arrivando persino a dire: “io lavoro quando mi pare e piace…” Davvero illuminante oltre che elegante! Non le pare signor commissario che, chi fa esclusivamente il turno di notte, per ragioni che non staremo qui a ripetere, dovrebbe riposare di giorno, a meno che non sia “cugina carnale” di Mandrake, oppure non faccia i turni notturni in un reparto “narcotizzato” che consente di dormire otto ore di fila? Delle due l’una. A questo interrogativo, che rivendica una risposta esauriente e rapida, da inserire nel rapporto relativo al mantenimento dei Lea, di cui si parla e si sparla a schiovere, si aggiunge lo stupore per quello che, allo stato, somiglia pericolosamente, all’accettazione passiva da parte della direzione, di un dato di fatto…Radio Ospedale ha, infatti, trasmesso una notizia allarmante che non sembra aver turbato minimamente la triade commissariale… Qualche giorno fa, la massima espressione del sindacato di maggioranza è “tornata” nel reparto di Otorino a fare proselitismo, ma prontamente, il primario del reparto l’ha gentilmente messa alla porta. Un plauso al primario, l’unico che ha dimostrato senso di opportunità e garbo e che con quel gesto, ha impedito che chi, in quel reparto è stata vergognosamente strapazzata, dovesse subire anche l’onta dello sbeffeggio, con la silente approvazione del primario in aggiunta. Gentile commissario, dal momento che il giudizio postumo del popolo è spietato, sempre, non vorremmo che lei fosse ricordato soltanto come “l’uomo della plastica” …perché ha fatto fuori quatto piatti e due posate altamente inquinanti ma che, allo stato, rappresentano soltanto il famoso bruscolo nell’occhio sinistro, dinanzi al trave che, a conti fatti lei farebbe finta di non vedere, ma rischia di accecarle il destro…Hasta la vista!

6 Commenti

  1. siamo alle solite….quando la cara direttrice del giornale non sa di che parlare caccia dalla bisacca argomenti vecchi e fatiscenti….anzi, visto che fa affermazioni per sentito dire la inviterei a farsi ricoverare per verificare di persona come si svolge il lavoro assistenziale dei professionisti infermieri di notte, sia sindacalisti sia non sindacalisti… e vorrei ricordare al commentatore Pasquale di non sputare nel piatto dove si mangia perchè le regole valgono per tutti e nell’AORN ci sono già e non c’è bisogno di controllo perchè i primi controllori sono i pazienti stessi….vedi casi eclatanti successi nelle strutture ospedaliere del Nord.
    Gli argomenti da trattare sono altri e non il comportamento di un primario che si accompagna nei giri visita di figure professionali non attinenti all’assistenza e che invece di pensare a fare solo numeri si preoccupasse di sostituire barelle del primo 900 non più a norma per il 21 secolo….la domanda sorge spontanea…se cade un paziente durante il trasporto su barelle senza freni e senza sponde di chi è la colpa?…se in una stanza di degenza ci sono 5 o 6 pazienti con solo tre testaletti e tre posizioni di vuoto aspirante ed ossigeno di chi è la colpa se un paziente si affoga o ha bisogno di ossigeno o di essere aspirato…si cambiano solo i terminali mentre il tubo rimane lo stesso? traete voi le conclusioni e poi se attività sindacale non va fatta non bisogna dare possibilità a nuovo coordinatore di fare riunioni o ricevere visite di cortesia in reparto..hasta la vista

    • Gentile Lino, siamo alle solite…infatti lei continua a fare il/la timido/a e a non firmare ciò che scrive riducendo sensibilmente al credibilità dell’assunto…Per quanto riguarda il “non sapere cosa parlare”…sono costretta a contraddirla perché, vede, io ho sempre una discreta quantità di “succulente” notizie da pubblicare ma, fortunatamente per coloro che non si firmano, sono una di quelle persone che attivano cervello e cuore e preferiscono tacere su alcune “schifezze” , mi creda, inconfutabili. Quindi prima di tentare “pateticamente” di essere insultante, attivi anche lei, soprattutto il coraggio per firmare e poi il ragionamento. Ritengo inoltre sia elementare riflettere sul dato inequivocabile che, “se scorrazzo di giorno di notte ho bisogno di dormire o no?, ed allora sappia che io comprendo la sua contrarietà ed il suo sacro furore nel denunciare lo stato in cui sono ridotte le barelle…Su pagliericci del genere come si fa a riposare dopo una giornata da podista? Hasta la suerte!

  2. La parola” non me ne frega di niente e di nessuno” esprime atteggiamento di strafottenza ed egoismo di chi pensa solo a se stesso e al proprio comodo vantaggio. È giusto questo?

  3. Peggio sono il primario della neurologia e anche capodipartimento e la sua caposala che continuano a favorirla nei turni. Blitz notturni e allontanamento fuori dal reparto di barelle e materassini. Cosi vediamo chi dorme durante il turno di notte. Le barelle le possono mettere nelle stanze ambulatorio fuori dal reparto ed in urgenza le prendono. Hanno paura di ritorsioni? Incominciare a cambiare caposala che è la prima colpevole

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