“LIMITLESS”: LA DIPENDENZA E IL POTENZIAMENTO DELLE CAPACITÀ CEREBRALI

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Cosa accadrebbe se potessimo sfruttare il 100% delle capacità del nostro cervello? Secondo alcuni studi sembrerebbe che se il cervello fosse utilizzato appieno, l’individuo godrebbe di capacità straordinarie: si potrebbero, infatti, sviluppare percezioni extrasensoriali e sorprendenti facoltà psicocinetiche e psichiche. Appariremmo, dunque, più sicuri e consapevoli; apprenderemmo le nozioni in tempi da record; saremmo, forse, dei grandi geni, premi Nobel o presidenti di una nazione. Non ci limiteremmo. La pellicola di Neil Burger (regista di “Divergent”, “The Illusionist”), “Limitless”, mostra gli effetti incredibili di una droga, che consente di attivare tutte le aree del cervello, su Eddie Morra, scrittore in crisi depressiva. Il farmaco ha subito un effetto straordinario: Eddie non solo riacquisisce autostima, ma riesce a recuperare tutti i ricordi più reconditi. Supera la crisi e torna a scrivere, ma non solo; parla nuove lingue, impara a suonare nuovi strumenti e a lottare a mani nude, investe e guadagna, riconquista la fidanzata, si fa nuovi amici. Però, vivere senza limiti -nemmeno quelli morali- comporta conseguenze irreversibili.

La stessa sostanza che consente a Eddie di compiere azioni stupefacenti, lo porta anche ad esserne dipendente. La sua, quindi, non è realmente una prova di invincibilità, quanto piuttosto una sensazione di assoggettamento e assuefazione. Le capacità sbalorditive si manifestano, infatti, parallelamente a quelle dannose: nel sentirsi indistruttibile, Eddie, agisce come se non ci fossero regole, uccidendo senza porsi scrupoli, comportandosi come se si sentisse un supereroe esentato dall’adeguarsi alle leggi (scritte e non scritte). La pellicola mostra, quindi, anche l’altro lato della medaglia: provando a cogliere una metafora, infatti, notiamo come non si possa vivere senza porsi un limite, senza curarsi delle conseguenze delle proprie azioni. Non sarebbe un’esistenza decorosa quella in cui ci si comporta senza preoccuparsi di nulla. Il bisogno di sentirsi costantemente appagati, osannati, porterebbe a volere sempre di più, a non sapersi più fermare, a imbattersi in pericoli.

La regia di Neil Burger ci porta ai confini della realtà, la macchina da presa riprende in modo efficace le scene in cui Eddie è sotto effetto di droga: lo spettatore avverte come il corpo cambi, e diventi improvvisamente più forte e scattante. La vista si fa più acuta, la mente più lucida, le reazioni più immediate. Basta, però, non prendere la pillola per un giorno e tutto crolla, si sfalda, la brillantezza svanisce e si manifestano le crisi di astinenza. È una sorta di patto con il diavolo, in sostanza. Non è una strada percorribile quella in cui per avere il controllo totale di se stessi e di tutto ciò che ci circonda, si deve essere totalmente dipendenti. “Limitless” è un film che fa riflettere sulle droghe, sulle manie di grandezza, sulla necessità di vivere una vita vera in cui si rispetta il contesto in cui si vive, gli altri e se stessi.

Mariantonietta Losanno