LA SCUOLA SULLA LAVAGNA, LA PELLICCIA DELLA VOLPE VENDUTA SENZA AVERLA IN DISPONIBILITÀ, AVVISI, MINACCE E…CHI VUOLE INTENDERE INTENDA

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 –  di Nicolò Antonio Cuscunà  –

Parlare e scrivere della “cosa pubblica” non è mai troppo, al contrario, interrogarsi ed informarsi in generale ed in particolare di quanto accade nel luogo in cui s’è scelto di vivere, partecipare ognuno col ruolo di competenza, è doveroso ed essenziale alla libertà della democrazia.

La conduzione della “res publica” nelle regole della democrazia, consessi pubblici, non sono né dovrebbero mai essere deleghe in bianco, vanno concesse a tempo ed a termine e, nel contempo, abbisognano di verifiche.

Queste verifiche spesso sono carenti o addirittura assenti, motivo per cui i cittadini avocano a se stessi, a gruppi organizzati e all’informazione i compiti a TUTELA.

Il ruolo di guida e di governo va distinto dal ruolo di controllo e proposizione; quando questi si confondono mescolandosi e, addirittura, non più distinguibili allora le libertà nella democrazia sono in pericolo.

La partecipazione attiva di gruppi organizzati, movimenti, partiti, associazioni restano essenziali al mantenimento e crescita delle libertà nella democrazia.

Capannoni ex MACRICO

Ruolo irrinunciabile alle libertà nella democrazia è e resta l’informazione senza distinguo, informare non è mai troppo né superfluo.

Veniamo alla vexata questio, ovvero questione tormentata, ampiamente discussa per la quale non si trova soluzione condivisa: AREA ex Ma.c.ri.co (Magazzino centrale ricambi mezzi corazzati, ex servitù militare).

Negli anni s’è detto e scritto di tutto e di più, addirittura si sono costruiti movimenti d’opinione scaturiti in proposte elettorali. Di certo se ne conosce la proprietà la destinazione d’uso. La prima è l’Istituto Diocesano per il sostegno del Clero, la seconda: area verde col mantenimento della volumetria esistente. Quest’ultimo elemento, prioritario rispetto ad altri, è stato più volte riconosciuto con atti deliberativi, ultimo proposto ed approvato durante la sindacatura del dr. Pio Del Gaudio.

L’area di circa 320.000 mq è centrale alla città, rispetto la posizione della Reggia vanvitelliana con piazza Carlo III, è speculare come i manubri bilancieri per gli esercizi di culturismo. Per ampiezza, posizione e composizione, mista verde con piccola volumetria di ex capannoni depositi, l’area potrebbe e dovrebbe rappresentare il cosiddetto “terno al Lotto” per il futuro sviluppo armonico della città.

EX MACRICO_veduta dall’alto

Elemento essenziale sono: il mantenimento della superficie verde, la bonifica dal materiale inquinante presente (eternit & ?) , il recupero della volumetria esistente con destinazione d’uso da cercarsi ed inserire in un “progetto di ridisegno della città del TERZO millennio. Chiaramente indispensabile è il POSSESSO IN PROPRIETÀ.

La proprietà è della CURIA VESCOVILE, o meglio dell’Istituto che sovrintende al sostentamento del Clero e, considerazioni spirituali a parte, i soldi hanno valore, senza di essi non si recitano messe, per cui: ” dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che clero vuole…”!

Quindi, se prima non si chiarisce se la Curia vuol vendere o cedere, a chi e con quale valore …, appare inutile con una sola figlia femmina prometterla a cento generi.

Le anomalie, confusioni di ruoli, zone d’ombra, cattivi pensieri, indecenze sull’area ex Macrico se ne dicono, sentono, scrivono ed intuiscono.

Ultime in ordine di tempo, solo per citarne alcune, il deliberato di Giunta Municipale targata sindaco Carlo Marino con la quale l’esecutivo, senza delega Consiliare, promuove la ” realizzazione di un plesso scolastico in via Unità Italiana, progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Il documento porta le firme: il dirigente ing. Francesco Biondi e gli assessori arch. Alessandro Pontillo e vice sindaco Francesco De Michele. Dal deliberato si apprende: a) l’Ente Comune non ha in proprietà l’area su cui vorrebbe delocalizzare e costruire il nuovo complesso scolastico; b) … l’Ente Comune è consapevole della non conformità esistente tra l’ipotizzato intervento e le previsioni del PGR (piano regolatore generale….esaurito, fritto, rifritto vetusto e superato ), il nuovo PUC non viene colpevolmente adottato e, nel contempo , si continua a rilasciare concessioni edilizie a dismisura , le quali oramai hanno anche stravolto all’origine il PUC (piano urbanistico comunale); c) l’Ente Comune ha quantizzato il valore economico dell’edificio scolastico in 4.763.720,00 Euro, di questi solo 500.000,00 a carico del programma triennale comunale  ed a partire dal 2020, la rimanente somma di 4.263.720,00, non disponibili, …genericamente verranno impegnati soldi pubblici …?

Inoltre apprendiamo, da uno scritto-chiarimento del capogruppo PD al Comune capoluogo, l’ipotesi-proposta risolutiva della desertificazione delle attività commerciali su corso Trieste, dovuta alla cervellotica ZTL.

Il capogruppo PD Andrea Boccagna propone: la “localizzazione nell’aria ex Macrico”, immediatamente a ridosso del monumento ai Caduti, di un megaparcheggio per ospitarvi BUS e AUTO dei turisti. Questo escamotage costringerebbe i turisti a percorrere a piedi Corso Trieste per giungere (in catene) alla Reggia.

L’ungo corso Trieste si aprirebbero negozi a tema turistico, con prodotti dell’eccellenza casertana, sottolinea il capogruppo PD, per cui gli operatori commerciali ritroveranno nuovi settori in cui riconvertirsi. (Dalle scarpe alle mele annurche, dall’abbigliamento alla mozzarella, dai libri al vino Pallagrello) n.d.r…….Va da se ricordare l’esistenza, nel luogo indicato dal capogruppo PD, di un parcheggio a raso e di uno sotterraneo…entrambi vuoti, luridi ed abbandonati. Inoltre rammentiamo al capogruppo ed al sindaco Carlo Marino che l’area di cui trattasi è inquinata con eternit e idrocarburi. (Non manderei mai un mio nipote in quella scuola).

Come dimostrato, la giunta del sindaco Carlo Marino ed il Partito Democratico casertani hanno idee originali, illuminate e fattibili al desiderato. Peccato siano solo farneticazioni utili a gabbare solo se stessi.

I chiarimenti critici, ironici a queste farneticazioni non sono atto di distinguo politico, sono dovute per dovere di informazione alla città di Caserta.

Sono motivi ostativi, alla costruzione della SCUOLA SULLA LAVAGNA, e se ne chiariscono i motivi…

L’area ex Macrico e strategica, importante ed indispensabile al futuro indirizzo da conferire alla città. Non può bastare l’emergenza scolastica e tampoco quella commerciale di corso Trieste per stravolgere la naturale vocazione di quell’area.

Al contrario se ne dovrà studiare, intuire ed indirizzare lo sviluppo futuro per la CASERTA DEL TERZO MILLENNIO. Non si può perdere questa grande opportunità, non si può delegare a miopi e ciechi il futuro dei nostri figli e nipoti. Non si può vivere in pace solo accusando di incapacità, negligenze e inettitudini altrui, e non fare nulla per cambiare le negatività lasciandole al fato.

Caserta merita altro, merita di meglio, merita vivere e non vegetare.

Caserta deve reagire ritornando a volare alto, ad osare anche al di sopra l’impossibile ma nel concreto, basandosi sulla forza dei suoi figli migliori

Siamo portati a pensare male e, si sa, pensare male è peccato, ma non ci resta che pensare male dei due interventi a gamba tesa della Giunta del sindaco Carlo Marino e del capogruppo PD al consiglio comunale.

Perché pensare male, anzi malissimo; in un passaggio del deliberato di giunta si fa riferimento all’esproprio del suolo dove costruire la nuova scuola, e del cambio di destinazione d’uso del suolo, da verde a edificabile.

Ordunque, da maliziosa come dev’essere l’informazione, vuoi vedere che il sindaco Carlo Marino ed il PD casertano stanno per approntare qualche “paccotto” alla napoletana. Vuoi vedere che da qualche cilindro è pronto a spuntare un bel coniglio disponibile a rilevare l’intera area con la promessa di VARIANTI e con la scusa della pubblica utilità.

La città cosa dice, i consiglieri di minoranza, svegliandosi dal letargo, cosa intendono porre in essere per FINALMENTE IMPEDIRE che continuino: “LE MANI SULLA CITTÀ”. La Curia Vescovile perché tace, perché non esterna il Suo parere, perché non chiarisce se dall’ex Macrico vuol ricavarci oboli per il clero, oppure donarlo per carità cristiana alla città.

Queste cose Caserta attende sapere, queste ed altre maliziose informazioni è auspicabile siano palesate.

Il consiglio è spodestato, le commissioni non interpellate (ancorché riunite in seduta continua per maturare le presenza-stipendio); la città sonnacchiosa, certa informazione aggreppiata oppure cieca e senza lenti d’ingrandimento. Cosa resta …affidarsi a San Sebastiano e Sant’Anna.

Attendiamo…lumi…e chiarimenti.