A MAMADOU SY DA FRANCESCA NARDI

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MAMADU’ SY                                                                                                                           foto di Raffaele Ausiello

Arrivederci Mamadou…anche se adesso,  da quella meravigliosa terra di luce che ti avvolge, starai ridendo di me…ti dico che un giorno o l’altro, dalla porticina in fondo al tuo paradiso mi vedrai spuntare…c’è una via di mezzo in cui confluiranno le tue alternative e le mie e le nostre fedi parallele incontreranno la luce… Dove sei stato Mamadou?, sei andato via di nascosto…lasciando il tuo ultimo respiro in questa terra ambigua, distratta, generosa e ostile…in questa terra che vive una povertà di ritorno nello spirito, che si è persa di vista e che tu hai attraversato discreto, cogliendone i silenzi e mitigandone gli eccessi, trovando una scusa anche per le sue cialtronerie, per le sue contraddizioni…la tua era una voce gentile che attraversava il buio dell’odio, che lentamente ed ininterrottamente gocciolava serenità…la tua voce era un sussurro sorridente che infondeva la forza di esistere e ricominciare.  Come farò a dimenticare la prima volta che sei venuto a Tv Luna… era un altro mondo, un’altra era, un’altra galassia…Come farò a dimenticare o a ritrovarne almeno l’ombra, di quell’entusiasmo con cui hai preso al volo, la possibilità per la tua gente di essere protagonista dell’informazione e trasmettere le notizie che arrivavano dalle vostre terre lontane…Il TG degli Immigrati sarà sempre e soltanto legato al tuo nome…Mamadou Sy…Per tre anni hai lavorato puntualmente senza mancare neppure una volta al turno prestabilito per le notizie in lingua Wolof, senza percepire un solo euro, senza lamentarti, senza condannare né criticare, e sarebbe stato lecito e giusto ribellarsi,  chi aveva promesso ed assicurato, dal Capo Dipartimento per l’Immigrazione prefetto Mario Morcone alla Regione, ai vari sindaci di Caserta e a tutti quei politici di destra e di sinistra, che avevano giurato ed assicurato che sarebbero intervenuti, che si sarebbero adoperati per offrire una decorosa possibilità  alla tua gente…una possibilità concreta a quel fratello immigrato che tutti dicono di dover aiutare ma,  girata la pagina, può anche restare all’incrocio a pulire i vetri. Ma tu continuavi a sorridere e a sperare con me, con noi…Sono passati gli anni, nessuno si è dimostrato all’altezza della promessa pronunciata, con incredibile enfasi… spergiuri ed intellettualmente disonesti tutti…Adesso te ne sei andato… così…senza offrirmi neppure l’ultima possibilità di piangere con te, di abituarmi all’idea insostenibile, che quando ricominceremo,  tu non ci sarai…Sei stato un uomo di pace Mamadou, un uomo severo nella tua semplicità, un uomo forte come una roccia…un guerriero valoroso e leale…questa terra è orgogliosa di averti accolto ed io, sono onorata di averti conosciuto.

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