ARCHIVIO DI STATO CASERTA…IL SIMBOLO DI UNA POLITICA CHE REMA CONTRO I CITTADINI

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–   di Costantino Beltrami   –  Il Comitato pro Archivio di Stato di Caserta ha convocato un incontro aperto a tutta la cittadinanza, per il giorno venerdì 8 novembre pv ore 16,00 presso la sala della Canonica in Piazza Redentore a Caserta. All’ordine del giorno è previsto la Verifica sullo stato dell’arte dell’Archivio di Stato di Caserta”. Sono invitati a partecipare i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e tutti coloro che sono interessati a dare il proprio contributo alla soluzione di una vicenda torbida. La vicenda dell’Archivio di Stato di Caserta, si trascina da anni, ma lo scorso anno, grazie alla incapacità dell’ex Ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli del M5S, ha toccato il punto più basso. Ricordiamo che alla vigilia di ferragosto 2018, l’ex DGA Gino Famiglietti, avocava a sé la direzione dell’Archivio di Stato di Caserta, e non certo per salvarlo, ma per distruggerlo totalmente!!! Adducendo l’urgenza di motivi di sicurezza, in quanto nella sede “provvisoria” dal 1972, quella di via dei Bersaglieri i vigili del fuoco di Caserta avevano costatato l’inadeguatezza dei sistemi antincendio, il Famiglietti, rimuoveva l’ex direttrice Luigia Grillo, rea di aver fatto gli interessi dell’Archivio di Stato e di aver infastidito “sua maestà” l’ex direttore della Reggia, ricordandogli che con l’Archivio della Reggia non c’entrava nulla. Anziché accelerare il trasferimento in Reggia, Famiglietti trasferiva la biblioteca dell’Archivio a Benevento, sottoscriveva un contratto con la Italarchivi di Pastorano, dove avrebbe voluto (???? O fatto finta????) trasferire il patrimonio cartaceo ubicato in via Bersaglieri, ma dopo aver trasportato 4 documenti, il trasferimento è stato bloccato dalla signora Cirillo, fortunata utente del Ministero dei beni culturali dal lontano 1972. Dunque: paghiamo 80.000 euro annui per Pastorano, circa 200.000 per via Bersaglieri, abbiamo speso 500.000 mila euro per una sala studio provvisoria negli spazi della reggia, ma nessuno ne dispone l’apertura. Per quanto riguarda l’Emiciclo ex Pollio, dove si bruciano milioni di euro senza giungere mai a nulla, è tutto bloccato. Sulla vicenda la soprintendenza potrebbe illuminarci, visto che la prima trace di lavori è stata diretta dai tecnici locali, mentre sulla seconda, su cui la senatrice Moronese quando cercava voti ha fatto vari esposti all’Anac e alla Corte dei Conti è calato il silenzio totale. Pare che – finalmente- la Corte dei Conti si sia mossa e abbia bloccato i lavori. Inutile dire che nel frattempo si stanno perdendo tutte le preziose carte sparpagliate in giro per la provincia, da quelle depositate nell’aula bunker a SMCV a tutte le altre, in quanto non c’è spazio per accoglierle.!!!!!!!!!!!! In questa squallida storia cari politici, ci siete tutti. Destra, sinistra, M5S, amministratori locali, onorevoli e chi più ne ha più ne metta. Tutti nemici giurati dei cittadini che vi hanno votato e ai quali dovreste dare conto.