CONVEGNO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE A CAPUA IL 22 NOVEMBRE

2

CAPUA – L’AUSER, associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società, in occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, ha organizzato il convegno dal titolo “Diamo voce al silenzio. Conoscere per educare, agire, prevenire”.   Il convegno si terrà il 22 novembre 2019 alle ore 15,00, in Capua in via Principi Longobardi presso la chiesa di San Salvatore a Corte.  I saluti sono affidati al sindaco della città di Capua Luca Branco, all’assessore alle pari opportunità Loredana Affinito, all’avvocata Angela Del Vecchio, Presidente Associazione Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere e Riccardo Noury (videomessaggio), Portavoce e direttore della Comunicazione di Amnesty Internetional Italia. Modera  l’avvocata Albina Cao, organizzatrice dell’evento.  Gli interventi sono affidati ad una vittima di violenza, che interverrà in anonimato; a Gionata Fiore, Sostituto Procuratore della Repuubblica presso il Tribinale di Santa Maria C.V. ; Martina Piscitelli, avvocata penalista presso “Spazio Donna Onlus” e Tania Parente, psicoterapeuta.  Partner della splendida iniziativa l’Ordine degli Avvocati – Foro di Santa Maria Capua Vetere, l’associazione Onlus “Spazio Donna” ed il Touring Club Italiano. Parteciperanno altresì al convegno e contribuiranno con le loro opere, rendendo completo l’evento, una fotografa, una regista, una scrittrice. La giornata internazionale per la lotta contro la violenza sulle donne è una ricorrenza istituita dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite il giorno 17 dicembre 1999, in ricordo dell’efferato assassinio delle sorelle Mirabal. Patria, Minerva e Maria Teresa, vissero la loro gioventù negli anni della dittatura trujillista, una delle più dure dell’America Latina. L’impegno delle tre giovani donne, di fronte alle atrocità del regime, germinò con la costituzione nel 1960 del “Movimento 14 di giugno” dove usarono il nome in codice Mariposas (farfalle). I membri del movimento vennero perseguitati ed incarcerati, tra questi le sorelle Mirabal ed i rispettivi mariti, le giovani donne furono liberate alcuni mesi dopo, ma i loro mariti rimasero reclusi. Il 25 novembre 1960, allorquando le sorelle si recarono a far visita ai loro mariti, la loro autovettura fu intercettata, le stesse furono condotte in un luogo appartato dove vennero stuprate ed uccise a bastonate. E’ un obbligo morale ricordare questa data attraverso un impegno attivo e costante contro ogni violenza di genere, per creare maggiore consapevolezza in chi la subisce ma anche in chi la esercita. La violenza contro le donne non deve più rimanere impunita e sotto traccia, perché ciò avvenga è indispensabile dare una risposta di sistema evitando di intervenire soltanto con risposte di emergenza. Le vittime devono denunciare e il tessuto connettivo deve lavorare, in modo unanime e laborioso, affinché chi verbalizza il sopruso non sia circondato da biasimo, sarcasmo e scarsa credibilità.

2 Commenti

  1. voi non potete immaginare cosa sia la paura, la paura di sbagliare, la paura di aver sbagliato nella scelta,la paura del restare sola ad affrontare la vita senza un sostegno economico. La compassione di chi guarda senza vedere la tua anima ed il buonismo di chi lo giustifica definendolo uno scatto dovuto allo stress. La notte senza dormire per paura di risvegliarti tra le sue urla o con un coltello puntato alla gola. Il tenersi i bambini accucciati nel tuo letto per proteggerli e le lacrime che ti scendono perchè se pure ora sei andata via non hai nemmeno i soldi per comprarti le sigarette o un caffè al bar. E allora dici che non ne hai voglia. Che ne sanno gli altri di chi tu sei, della tua tristezza e della tua paura del domani. Io non esisto più come donna, forse come donna non esisto nemmeno per gli altri. Ho sbagliato ” la mia scelta iniziale”, ho sbagliato “perchè non ho visto subito”,perchè”ho sopportato”, perchè” non ho denunciato” perchè “ho denunciato” perchè essere donna è difficile e forse ….vorrei dormire e non svegliarli più.

    • Lei esiste! Esiste perché esiste il suo coraggio, quello di affrontare la paura e di sottrarsi alla violenza. Esiste perché esiste l’amore per i suoi figli. Ora il futuro le sembra difficile, ma ha un futuro che forse non avrebbe avuto con suo marito. E anche i suoi figli lo avranno…e lo dovranno solo a lei. Faccia ricorso ancora alla forza che ha dimostrato di avere e si faccia coraggio. Scusi se forse le ho detto cose che le appaiono scontate, ma era quello che sentivo di dirle. Ci segua e, se lo riterrà, siamo qui se vorrà parlare con noi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui