GIORNALISTI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, MINISTRA DADONE INCONTRA FNSI

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Screenshot 2019 11 07 FNSI Giornalisti nella pubblica amministrazione la ministra Dadone incontra la Fnsi1 580x364 300x188 GIORNALISTI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, MINISTRA DADONE INCONTRA FNSIROMA – Il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso, accompagnato dal vicedirettore Tommaso Daquanno, è stato ricevuto dalla ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone. Nel corso dell’incontro, sono stati discussi i temi legati alla definizione del profilo del giornalista nella pubblica amministrazione e alla salvaguardia delle posizioni contrattuali definite in modo autonomo da alcune Regioni nel corso degli anni. La ministra Dadone ha assicurato che i temi sono all’attenzione del ministero, che si sta adoperando per garantire soluzioni adeguate in tempi brevi. «Siamo grati alla ministra per l’attenzione riservata alle nostre istanze sottolinea il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso . Il sindacato dei giornalisti ha ribadito la propria disponibilità al confronto con il ministero e con l’Aran per assicurare la soluzione delle situazioni ancora pendenti e per portare a compimento il processo di definizione del profilo del giornalista nella pubblica amministrazione, avviato con la firma della dichiarazione congiunta in sede Aran inserita nel contratto nazionale dei dipendenti pubblici. La definizione del profilo garantirà un corretto inquadramento contrattuale e professionale ai giornalisti della pubblica amministrazione, assicurando il rispetto della specificità della professione e coniugandolo con l’esigenza di informare correttamente i cittadini». “Ai giornalisti che svolgono il loro mestiere e fanno domande che evidentemente non si vuole sentire, la Lega risponde con insulti, fischi, e versi che sbeffeggiano i colleghi e tentano di interrompere le loro domande. Così si è svolta ieri mattina al cinema Metropolitan di Napoli la conferenza stampa per la presentazione del nuovo commissario regionale della Lega, alla quale ha preso parte anche Matteo Salvini, leader del Carroccio, mentre sorrideva e sogghignava compiaciuto dei fischi dopo le domande rivoltegli sul Russiagate e sul mancato applauso alla senatrice Liliana Segre. “Ci vuole rispetto delle parti e dei ruoli in una democrazia e in un Paese civile. I giornalisti sono invitati alle conferenze stampa non per reggere i microfoni al politico di turno, ma per fare domande alle quali, però, puntualmente lex ministro non risponde. Del resto, da chi chiede pieni poteri non ci si può aspettare un atteggiamento diverse. È quanto affermano in una nota la Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania.”