INFORMAZIONE ISTITUZIONALE, SANITÀ, SCUOLE E COMUNI “OMISSIVI”

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(f.n.) – La FNSI, impegnata fin dal lontano 2000 in una battaglia orientata a definire una volta per tutte, quella che dovrebbe essere l’Informazione Istituzionale a favore del cittadino utente, ha annunciato che Il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso, accompagnato dal vicedirettore Tommaso Daquanno, è stato ricevuto dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone. Nel corso dell’incontro, sono stati discussi i temi legati alla definizione del profilo del giornalista nella Pubblica Amministrazione. E…poiché nella nostra provincia abbiamo assistito e continuiamo ad assistere alle più fantasiose interpretazioni ed applicazioni della Legge 150/2000 in cui medici, comunicatori pubblicitari o semplici funzionari si sono esercitati, in virtù di pratiche dall’inconfondibile sapore del privilegio, in quella che si traduce nella funzione di portavoce, e non di addetto stampa al servizio del cittadino, inviando “comunicati stampa”, selezionando e gratificando a proprio piacimento le testate giornalistiche, abbiamo chiesto un parere al collega Pasquale Di Benedetto, già Responsabile di Ufficio Stampa di un Ente Pubblico nonché Presidente del GUS Campania e Componente del Direttivo Nazionale Uffici Stampa della FNSI. “La vertenza – dichiara Di Benedetto– ha ormai festeggiato il suo 20° anno di travaglio da quella famosa Legge 150 del 2000. Oggi, perpetuando un andazzo, spesso provocato dalla totale “ignoranza” in materia, sta diventando una vicenda kafkiana. Basti pensare, ad esempio come nel CCNL 2016-2018 comparto Sanità, sia stato previsto e precisato, all’art. 13, il Giornalista Pubblico; come la stessa figura professionale sia stata prevista nello stesso contratto per gli Istituti Scolastici all’’art. 59 e così via per tutto il Comparto della P.A.. Ad oggi, quanti di questi Enti hanno applicato il Contratto Nazionale? Nessuno. Quanti redigono Il Piano di Comunicazione Aziendale in materia di Informazione Istituzionale, obbligo previsto dalla Direttiva M.F,P. del 2001? Nessuno. Quanti di questi fantasiosi “Addetti Stampa” hanno effettuato i Corsi di formazione obbligatoria previsti dal DPR n. 422/2001? In una società di servizi come la nostra– puntualizza Di Benedetto- dove persino in Sanità ci si deve difendere quotidianamente da una “informazione spazzatura” e lesiva dei cittadini, risulta perlomeno grave che le Amministrazioni Pubbliche, disattendano quanto previsto dalla norma. Ora, vogliamo sperare che con questo ennesimo incontro con il Ministero F.P. si dia una svolta decisiva a questo andazzo omissivo. Sempre che non si lasci al libero arbitrio delle PP.AA. l’applicazione di una norma dello Stato come gli Artt. 13 e 59 dei rispettivi CCNNLL..”