OSPEDALE SAN ROCCO DI SESSA AURUNCA: APERTA UN’INCHIESTA DEL DG RUSSO

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   –    di Giulia Bosco    –  

Scetate scè, scetate scè
Cà stuort’ ò muort’ nun sì fess’

“Scetate scè”…è uno dei brani di maggior successo del musical “Scugnizzzi”, interpretata magistralmente da un superlativo Sal Da Vinci, ed una delle sue strofe sembra calzare a pennello al ruolo del neo Direttore Generale dell’ASL di Caserta, il dott. Ferdinando Russo, in sella dal mese di agosto scorso.

Lo ammettiamo, l’assioma Scugnizzi/DG-ASL non è farina del nostro sacco, ma ci è sembrato appropriato e l’autore ce ne perdonerà il plagio e vorrà farci un trattamento di favore sulle royalties che gli competono; come anche il Direttore Russo saprà perdonare il nostro scherzoso richiamo.

L’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca purtroppo, è sempre, indefessamente, al centro di narrazioni sopra le righe. Il sospetto raccolto tra gli addetti dell’ospedale, più che fondato è che al suo interno, ma più ampiamente all’interno dell’ASL di Caserta, ci sia chi in maniera scientifica operi per delegittimare il lavoro di questa struttura pubblica.

Appia Polis, quasi quotidianamente, da qualche anno, fa la cronaca di tutto che ciò che di distorto avviene in questo nosocomio, e lo ammettiamo, finanche con un certo disgusto per quello che avviene ma anche e soprattutto per il pessimo servizio reso a chi ci lavora e ancor di più a chi si affida o si vorrebbe affidare alle cure del San Rocco.

Il sospetto che ci siano dei rematori controcorrente, per noi è più che una certezza e piano piano i nodi stanno venendo al pettine; ma continuiamo nella narrazione odierna.

L’ultimo caso ha riguardato il reparto della sala operatoria, la cui pre-sala, quello spazio chiamato pre-filtro che dovrebbe garantire una setticità totale, è stata scambiata per un deposito di materiali edili dagli operai di una delle ditte che stanno conducendo i lavori di ristrutturazione (LEGGI)

Questi lavori di ristrutturazione stanno avvenendo con una calma snervante, sembra di trovarsi al cospetto della famigerata “Fabbrica di San Pietro”, un’opera infinita che non vedeva mai la fine. Conseguentemente i disagi per gli utenti del nosocomio sono numerosi e a volte determinanti, come nel caso della sospensione della sessione operatoria dell’altro giorno.

Oggi, con nostra enorme sorpresa, apprendiamo che il Direttore Generale Ferdinando Russo, come diceva Sal Da Vinci, si sta svegliando dal sonno…sperando che non sia un falso allarme, dichiarando: che vuole vederci chiaro perché è inammissibile che del personale non autorizzato (i fravecatori) possano accedere liberamente alla sala operatoria, e depositare del materiale che non ha nulla a che vedere con la natura del luogo. Russo chiude la sua intemerata con l’affermazione per certi versi “enorme”: <<Aprirò un’inchiesta interna!!!>>

Stupore, meraviglia, fascinazione…

Sulla scorta delle centinaia di articoli scritti sull’argomento ci sentiamo di avanzare un suggerimento al dott. Russo, sommessamente ma soprattutto “limitatamente minimamente però” (cit. Vasco Rossi), su quale debba essere la linea da seguire nell’espletamento della inchiesta interna.

Ovviamente non ci sentiamo di buttare la croce addosso al povero incolpevole direttore sanitario dott. Moretta, il quale si trova lì per caso e forse per tenere la postazione saldamente in attesa che chi ce lo ha mandato gli spieghi come muoversi…ma anche no, perché muovere le articolazioni richiede dispendio di energie.

Però: se ci sono dei muratori, non proprio specializzati in disinfezione e sterilizzazione di una sala operatoria, che liberamente vagano per il nosocomio sessano depositando qua e là materiali edili; se i nuovi lavori di ristrutturazione della sala operatoria fanno acqua da tutte le parti tanto che quando piove i chirurghi indossano l’impermeabile e gli infermieri usano il nastro adesivo per impermeabilizzare gli ambienti; oppure se il nuovissimo reparto di ginecologia ed ostetricia nei pochissimi giorni di vita ha l’impianto di riscaldamento guasto tanto da costringere le partorienti ad indossare i maglioni di lana; qualche evidente difetto di coordinamento ci deve essere.

A chi spetta il coordinamento dei lavori di manutenzione/ristrutturazione in qualsiasi ambito essi si svolgano? Al Direttore dei Lavori; che per quanto attiene i lavori al San Rocco, pare siano stati affidati ad una “risorsa interna”, e questa risorsa risponde al nome dell’Ing. Raffaele Aceti, per pura coincidenza nato e residente a Sessa Aurunca a pochi metri dall’ospedale.

Per cui non dovrebbe costargli troppa fatica essere presente sull’eterno cantiere del San Rocco, considerato anche il lauto appannaggio che gliene deriva, oltre che il previsto stipendio, per evitare che un muratore qualsiasi, non laureato in medicina e chirurgia, possa entrare in sala operatoria, ecc ecc…

Egregio dottore Russo, noi sulla strada ce l’abbiamo messa…