SAN ROCCO: LA CARICA DEI 100…PIÙ UNO

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 –   di Mario Campiello   – 

Il dovere di cronaca che giustamente vi porta a pubblicare dell’avvenuta presa di posizione di un centinaio di dipendenti, non dovrebbe esimervi dall’ascoltare le motivazioni che stanno dall’altra parte, dalla parte di chi non indossando casacche di partito o dei sindacati confederati, si permette di parlare, denunciare e non denigrare e solo al fine di garantire il benessere dei dipendenti e dell’utenza. E allora quella lettera mi fa pensare più alla carica dei 101, si perché a capo di quei 100 che hanno firmato l’improbabile tentativo di difesa del San Rocco, c’è colui che disperatamente cerca di difendere l’indifendibile, cerca di difendere privilegi e agi che non gli competono, cerca di difendere una posizione che lo ha posto su un gradino della scala sociale che non è il suo.
Ben consapevole di ciò e del pericolo di perdere tutto, si agita e si aggrappa con le unghie e con i denti a questa zattera sempre più alla deriva.
Eppure più che la carica dei 101 sono alcuni passi del famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che si piantano come un tarlo nella mente quando penso ai 100, alcuni dei quali firmatari sotto ricatto, gli altri ricattatori senza scrupoli atti a non perdere quanto immeritatamente conquistato.

“I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti; la loro vanità è più forte della loro miseria.”

“La facoltà di ingannare se stesso, questo è il requisito essenziale per chi voglia guidare gli altri.”

Allora mi piacerebbe passare al setaccio i nomi dei firmatari di questo documento insieme a voi per dimostrarvi quanto penosa sia tutta questa vicenda: primari facenti funzione senza titoli, aspiranti primari in odore di santità politica che temono le prossime elezioni, infermieri che invece di tribolare, come fanno i loro colleghi, tra le mille difficoltà che si rilevano nei reparti, mantengono saldamente incollato ad una poltroncina di pessima fattura il loro culo, fingendosi amministrativi pur di tirarsi fuori dalle sabbie mobili dei reparti, e ancora infermieri ricattabili per cento, mille motivi e tutta una serie di precari in cerca di legittima sistemazione.
Se un risultato avessero voluto ottenere con questo documento, sembra che la soluzione adottata sia stata ancor peggio dello sconcio creato da chi a tutto ciò a contribuito.

Abbiate da giornalisti la capacità critica di valutare i gesti ma anche gli autori dri gesti, perchè non sempre 1 vale 1.

Gli uomini liberi si riconoscono dalla capacità di reagire, denunciare e quando è necessario pagare per le proprie scelte, incuranti di cercare privilegi e favoritismi.