ARCHIVIO DI STATO…MA QUANTI NEMICI HAI?

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   –   di Costantino Beltrami   –   

Il caso Archivio di Stato di Caserta non smette mai di darci “brutte nuove”. Nel silenzio assordante di politica e istituzioni, lo scempio di denaro pubblico e di mancata fruizione e valorizzazione della cultura continua senza sosta. Abbiamo scoperto, che a Caserta, precisamente in Viale Ellittico, presso l’Università Luigi Vanvitelli dipartimento di Scienze politiche, esiste “il COSME (Centro-Osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa,  centro interdipartimentale di ricerca dell’Università della Campania L. Vanvitelli, a cui aderiscono i dipartimenti di Scienze Politiche, Economia, Lettere-Beni Culturali, Ingegneria” e che “il gruppo di ricerca che fa capo al COSME collaborano  dopo la stipula di diverse convenzioni, alcune università italiane ed europee: la Sorbona-Parigi 1, l’università di Magonza, l’autonoma di Madrid, diverse Direzioni generali ed altri istituti centrali sia del MIBACT italiano sia degli equivalenti Ministeri dei Beni Culturali francesi e spagnoli. Basta andare sul sito del cosme.unicampania.it per approfondire l’argomento.  Tra i partner del Cosme, vi è anche la Direzione Generale Archivi del Mibact. Tra gli ingenti finanziamenti ricevuti dal Cosme sono il Progetto bando MIBACT, Inventariazione, digitalizzazione e messa in rete dell’Archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali (Bando della Direzione Generale degli Archivi del 7 gennaio 2016). Rendicondato e chiuso nel 2018; d) Il POR- FERS Campania, 2014- 2020, Archivi e biblioteche, inventariazione e digitalizzazione della Biblioteca della Banca d’Italia di Caserta (POR in corso). Il Cosme si occupa anche della digitalizzazione dell’Archivio della Reggia. Di fronte a tanto ingegno sorgono spontanee alcune domande: perché il Cosme ha collaborazioni con “tutto il mondo” tranne che con l’Archivio di Stato di Caserta? Perché la Direzione generale Archivi sostiene il Cosme senza mai coinvolgere e sostenere l’Archivio di Stato di Caserta? Perché l’Università di Caserta non ha mai voluto sostenere alcuna iniziativa di valorizzazione dell’Archivio di Stato di Caserta? Perché il Cosme by-passa l’Archivio di Stato di Caserta nella gestione degli Archivi della Reggia e di San Leucio e perché la competente direzione generale consente tutto ciò? Scusate ma i conti non tornano. Ha per caso tutto questo qualcosa a che fare con il mancato trasferimento dell’Archivio di Stato in Reggia? Perché l’ex sottosegretario ai beni culturali, docente accademico in servizio alla Luigi Vanvitelli, si è interessato nel corso del suo mandato dell’Archivio di Stato di Caserta solo facendo finanziare i lavori degli spazi ex aereonautica abbandonando poi a sé stesso l’Archivio di Stato di Caserta? Noi ci auguriamo che qualcuno risponda ai nostri perché e ne dia conto ai lettori. È il caso di ricordare che la provincia di Caserta è tra le ultime d’Italia e che di cultura e conoscenza ne ha bisogno più del pane? I conti non tornano. Quanti nemici ha l’Archivio di Stato di Caserta? Quante bocche deve ancora “sfamare”?

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