I CINQUE MIGLIORI FILM DEL 2019

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È stato un anno pieno di cinema: ripercorriamolo insieme. Ci sono tanti film attesissimi, alcuni dei quali anche deludenti; ci sono state piacevoli ed inaspettate sorprese; abbiamo goduto di una stagione cinematografica appassionante.

Ne abbiamo scelti cinque, probabilmente non i più prevedibili.

1.the irishman de niro pacino 1569928879 I CINQUE MIGLIORI FILM DEL 2019The Irishman”, di Martin Scorsese

Partiamo da un film di cui si è tanto parlato (e discusso), e che è stato atteso con tanta bramosia: “The Irishman”. Tre ore e mezza che sembrano volare via e danno la possibilità di (ri)celebrare un cast d’eccellenza e al tempo stesso comprendere più a fondo l’intera cinematografia di Scorsese. È la sua opera più autobiografica: un lento ed emotivo denudarsi di un regista, di un attore, di un’intera stagione di cinema durata più di cinquant’anni. “The Irishman” è un film puro, che si sofferma sullo scorrere del tempo, che lascia al pubblico l’amara consapevolezza di trovarsi di fronte alla fine di un’epoca. Non è, però, una rassegnazione, piuttosto un’accettazione.

The Report I CINQUE MIGLIORI FILM DEL 20192. “The Report”, di Scott Z. Burns

Un importante film d’inchiesta, che ricorda “Tutti gli uomini del presidente”, “L’ultima minaccia”, o pellicole più recenti come “The Post” e “Il caso Spotlight” e che mette in luce una grande e inconfutabile Verità: la tortura è solo puro sadismo. Un documento storico che ha un’importanza attuale ed incontrovertibile, che mostra come e quanto si è disposti a sporcarsi le mani con azioni lontane da ogni forma di etica e di rispetto della dignità umana. C’è un bisogno di giustizia che traspare da questa pellicola, che si presenta come un quadro pericolosamente nitido, onesto e scrupoloso di ciò che è avvenuto e che resta inevitabilmente impresso nella mente e nella coscienza di chi assiste inerme.

3. “L’immortale”, di Marco D’Amorelimmortale I CINQUE MIGLIORI FILM DEL 2019

Il primo esperimento che incrocia cinema e televisione. La pellicola è una ricostruzione di un personaggio, ed è per questo che si presenta come un’opera intima: Ciro Di Marzio, in fondo, resterà per sempre un orfano abbandonato a se stesso. Marco D’Amore riscrive e approfondisce l’estetica di “Gomorra”: nonostante la morte sia la protagonista indiscussa di tutta la serie (si contano circa millecinquecento morti), mettere in scena un racconto non significa tradirne l’etica. “L’immortale” non è la classica elegia criminale: proprio Marco D’Amore, che ha interpretato a teatro molti personaggi mossi da sentimenti meschini come Jago di Shakespeare, ha deciso di mostrare il lato più umano di Ciro Di Marzio, un uomo divorato dal rimorso e distrutto dalle sue stesse azioni.

storia di un matrimonio I CINQUE MIGLIORI FILM DEL 20194. “Storia di un matrimonio”, di Noah Baumbach

Il nuovo “Kramer contro Kramer”, un’opera complessa ed ambiziosa che mostra gli effetti devastanti della fine di un amore. “Storia di un matrimonio” eccelle per la sua semplicità, naturalezza ed aderenza alla realtà. Non si tratta solo di mettere in scena immagini ad effetto di una felicità ormai lontana, l’intento è quello di dimostrare che non tutto può essere salvato e certe volte bisogna solo avere il coraggio di lasciare andare quando si è arrivati al punto di farsi troppo del male. La pellicola colpisce lo spettatore e provoca grande sofferenza, ma al tempo stesso rincuora: l’amore può assumere sempre nuove forme. Il pubblico resta attonito, viene prima colpito e poi consolato. La sofferenza è reale, tangibile proprio perché la storia raccontata è profondamente vera. È concreta, però, anche la voglia di rivalsa.

5. “Martin Eden”, di Pietro MarcelloMartin Eden  201 5d7678c6d1167 I CINQUE MIGLIORI FILM DEL 2019

Il film è liberamente ispirato al romanzo di Jack London (la storia viene trasposta dal regista nella Napoli degli anni Venti) e racconta la storia di Martin Eden, un marinaio che vuole diventare uno scrittore ed un intellettuale. C’è da fare, infatti, un’importante distinzione tra istruirsi, mostrare amore verso la cultura e l’informazione ed elevarsi solo per “sentirsi degno” di appartenere ad una classe sociale. Martin Eden scopre le infinite possibilità di affrontare il mondo attraverso la cultura, e al tempo stesso denuncia l’immobilismo sociale. Pietro Marcello ha realizzato un’opera coraggiosa e anticonvenzionale, che mette in risalto il ruolo della cultura, il rapporto tra individuo e società, tra socialismo ed individualismo, fino alle lotte di classe e all’ipocrisia degli ambienti medio – borghesi.

Speriamo che il 2020 ci regali altrettante sorprese (cinematografiche e non)!

Mariantonietta Losanno