I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA – Prima puntata

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       –      rubrica a cura di Silvana Narducci      –         

 – LA GIOIELLERIA DA LUTTO – 

        Il lungo regno della regina Vittoria (1837-1901) ha caratterizzato un’epoca tanto profondamente da influire su tutti i campi della società britannica…e non solo. Le profonde trasformazioni economiche e sociali del Regno Unito e le loro rappresentazioni artistiche, hanno prodotto uno dei periodi di maggiore interesse della storia europea, coincidente con l’idea stessa di progresso e con uno straordinario sviluppo tecnologico. Si tracciarono in quegli anni le linee guida della contemporaneità occidentale, trasformando profondamente la cultura artistica ed intellettuale, ma anche, e soprattutto, la cultura popolare dell’epoca e quella successiva.

In quegli anni la moda, l’arte e l’artigianato si fusero nella creazione di gioielli dalla fattura finissima e…”particolarissima”. Un mondo a sé, fatto di piccoli e curiosi capolavori frutto di idee artistiche, alte capacità artigianali e particolari sensibilità di una società in fermento senza eguali. Ma la moda vittoriana è un universo vasto ed “insolito”…e, a proposito di “insolito”, da cosa potevamo iniziare se non dai GIOIELLI PER IL LUTTO? Un capitolo un po’ macabro, me ne rendo conto (così ci togliamo subito il dente e non ci pensiamo più!) ma davvero bizzarro per molti aspetti.

spilla di onice nero I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntata
Spilla di giaietto finemente lavorata

Nel 1861 l’Inghilterra cadde in un sentimento comune di profondo cordoglio per le morti, pressoché contemporanee, della madre della Regina Vittoria e subito dopo del marito, il Principe consorte Albert, per il quale portò il lutto per tutta la vita. Si diffuse così la moda della “gioielleria da lutto” che prevedeva obbligatoriamente abiti e monili rigorosamente neri. Miniature di ritratti e fini cammei neri sono alcune delle più diffuse opere di questa alta gioielleria, che privilegiò l’uso quasi esclusivo del giaietto (o Jet Whitby o gagàte), un mineraloide nero simile al carbone, usato per la prima volta ad un pranzo dalla Regina Vittoria, anche in quel momento in lutto per la morte della cugina, dove indossò una magnifica collana nera. Da quel momento con il giaietto vene realizzato di tutto: collane con perle a sfera, cammei, anelli e medaglioni a forma di cuore che contenevano fotografie di persone care scomparse. All’epoca, inoltre, si pensava che l’atmosfera funesta generata da tale gioielli causasse misantropia e pessimismo…ed evidentemente sembrava adatta al periodo luttuoso.

Gli stili

Gioielli Lutto 7 I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntata
La regina Vittoria indossa una parure di giaietto

Entriamo nel dettaglio…pronti? Durante il lungo lutto della regina Vittoria infinite furono le occasioni pubbliche ed ai gioielli non era possibile rinunciare per conservare un’immagine di regalità ed opulenza della sovrana. Più la regina compariva in pubblico con gioielli da lutto e più le donne dell’alta società volevano imitarla. Fu così che i maestri orafi si sbizzarrirono con nuove fogge fino a scivolare pian piano sempre più in un gusto macabro e raccapricciante.

Perché raccapricciante? Aspettate di vedere i prossimi gioielli!

Bracciale realizzato con capelli umani I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntata
Bracciale realizzato con capelli umani

I gioielli da lutto ben presto divennero più cupi e forse anche più interessanti: si diffusero in fretta piccole opere d’arte che prevedevano l’uso di capelli umani, piccoli capolavori oggetto del desiderio delle donne dell’alta società britannica.  Si imparò a lavorare i capelli per realizzare una serie di parure chiamati “sentimentali”, per ricordare i propri cari estinti o lontani. Di seguito alcuni esempi che, se non si pensa al fatto che sono fatti con i capelli quasi sempre di un morto, sono dei veri pezzi d’arte…

I vittoriani svilupparono una vera passione per il “Memento mori” (“Ricordati che devi morire”).

MEMENTO MORI I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntata
Parure “Memento Mori”, vera ossessione nell’aristocrazia vittoriana

mourning ring anello lutto 4 I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntataMoltissimi furono i gioielli creati per ricordare la fragilità della vita umana e l’inevitabile mortalità. Teschi, scheletri, bare e vermi erano i soggetti lavorati in oro e smalto a formare ciondoli, anelli e bracciali.

Il mio amore dura oltre la morte I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntata
“Il mio amore dura oltre la morte”

Elemento fondamentale del gioiello memento mori era l’uso di testi per esprimere pensieri di morte, ricordi e motti commemorativi. Parole in latino, francese o inglese erano incise per lo più sulla parte interna del gioiello, visualizzabile quindi solo dal destinatario.

spilla bara I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntata
Spilla raffigurante una piccola bara

Gli esemplari più significativi erano i pendenti in oro smaltato a forma di bara con il coperchio in cristallo di rocca removibile grazie a una cerniera posta nella parte superiore. Il monile era quindi composto da due parti e si apriva lasciando intravedere uno scheletro in smalto bianco.

Il retro era decorato con un teschio e una piccola bolla di vetro (forse per contenere acqua benedetta, simbolo di vita eterna).

Anello Dente e1578577148706 I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntata

Ho lasciato per ultima l’immagine di uno dei gioielli più macabri (ma diffusissimi all’epoca) della galleria relativa alla gioielleria da lutto. Ecco la foto per chi non volesse crederci!…E’ proprio quello che sembra! Un dente del defunto incastonato su un anello in metallo prezioso…sì, proprio un dente vero! E’ terribile, lo so!!! E con questo vi lascio ad una “curiosità”: il galateo del lutto

IL “GALATEO” 

La società d’epoca vittoriana riteneva che ogni perdita richiedesse tempi più o meno lunghi di lutto stretto (nel periodo immediatamente dopo la dipartita) e di mezzo lutto (nel periodo di passaggio tra il lutto e il ritorno alla normalità). lutto stretto I GIOIELLI DELL’EPOCA VITTORIANA   Prima puntataMa questi due periodi successivi alla perdita di una persona cara o di un conoscente quanto dovevano durare?…e il lutto per un figlio era uguale a quello per un conoscente? Per risolvere la cosa i più importanti manuali di etichetta vittoriani, The Queen e Cassell, riportano capitoli dedicati al rigido regolamento per il lutto. 

Ovviamente la vedovanza, richiedeva tempi di lutto superiori a tutti gli altri eventi. Il lutto stretto imponeva abiti neri castigati, velo nero e nessun cappello, nessun gioiello, drastica riduzione della vita sociale…si potevano incontrare solo parenti. Vietato partecipare a cene, eventi sociali, spettacoli.

La vedova in pubblico non mostrava il volto, ma si celava dietro al velo lungo posato sulla cuffietta. Si listavano a lutto fazzoletti e carta da lettere.

Al lutto stretto seguiva il mezzo lutto in cui la vedova poteva aggiungere agli abiti neri un polsino bianco e qualche gioiello; da qui in poi i veli si accorciavano progressivamente, dopo di che la vedova poteva indossare altri colori (cominciando dal grigio e dal viola…non esageriamo con l’allegria!) e di nuovo i cappellini. La vita sociale poteva riprendere, con l’accortezza di indossare accessori bianchi o neri.

Anche ai bambini non era risparmiato il lutto, esattamente con le modalità dei genitori, ad eccezione del volto coperto: le bimbe erano esentate dal velo (e meno male!), appannaggio delle vedove.

LE REGOLE DEL LUTTO VITTORIANO

Lutto per coniuge da uno a 2 anni e mezzo

Per un genitore: 6 mesi a un anno

Per i bambini sopra i 10 anni non compiuti: da 6 mesi a un anno

Per i bambini sotto i 10 anni: da 3 a 6 mesi

Neonati: 6 settimane

Per i fratelli: da 6 a 8 mesi

Per zie e zii: da 3 a 6 mesi

Per cugini: da 6 settimane a 3 mesi

Per zie o zii legati dal matrimonio: da 6 settimane a 3 mesi

Nonni: 6 mesi

Per parenti più lontani e amici: 3 settimane

ULTIME 3 CURIOSITÀ (tanto per restare in tema!)

  1. In epoca vittoriana era usanza coprire gli specchi di casa non appena veniva dichiarato il decesso. Questa usanza, che rappresentava il desiderio di mortificare la vanità nel momento del dolore, era nata, come spesso accadeva, da superstizioni. Lo specchio, infatti, era ritenuto in grado di catturare il riflesso e quindi un po’ anche l’anima. Se lo spirito avesse vagato per la casa, confuso, subito dopo aver abbandonato il corpo, poteva rimanere intrappolato in esso.
  2. Sempre per favorire la dipartita dell’anima dal corpo e facilitare il raggiungimento della nuova dimora ultraterrena, nei minuti immediatamente successivi alla morte, le finestre della casa venivano tutte aperte, in qualunque stagione. Si crede che questa usanza sia nata per consentire il ricambio d’aria nella stanza del defunto, forse per la prima volta dopo una lunga malattia.
  3. Al momento del decesso, nella stanza del morto, venivano fermati gli orologi. Se la stanza non veniva mai più riutilizzata, cosa frequente nelle famiglie dell’alta società, tutto veniva lasciato com’era al momento del decesso e dopo il funerale la camera veniva chiusa, con l’orologio fermo al triste momento ed ogni altra cosa al suo posto. Immaginate quelle stanze!…Capite ora come nascono in Inghilterra le ossessioni per i fantasmi?

Nella prossima puntata parleremo di aspetti più gioiosi del mondo dei gioielli vittoriani, da quello dedicato agli amanti a quello destinato alle giovinette o alle future madri. A presto…