VITALIUZI SI’…..VITALIZI NO…….VITALIZI

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–      di Michele Falcone      –       

Si parla tanto di vitalizi……….che vergogna…che schiaffo a chi è disoccupato, a quanti non hanno da mangiare, a chi è solo e muore di inedia, chi è soffocato dalla solitudine, chi muore negli ospedali lager….

Allorquando fui eletto consigliere provinciale e comunale di Caserta, da questa seconda carica dopo quattro mesi rassegnai le dimissioni poiché ritenevo eticamente improduttivo, nei confronti del mio partito e dei cittadini tutti, il doppio cumulo di cariche, pertanto credo di essere legittimato non solo a esprimere disappunti verso quanti vivono alle spalle del cosiddetto popolo “sovrano”, ma anche a far conoscere gli aspetti Etici della Politica, quella con la lettera maiuscola.

Va da stigmatizzare specialmente per i giovani che spesso frequentano scuole diseducanti, l’art. 50 dello Statuto Albertino che così recita: “Le funzioni di senatori e di deputati non danno luogo ad alcuna retribuzione o indennità”.

Nel giugno del 1861 il senatore Francesco Roncalli conte di Montorio propose al Senato del Regno il rimborso del biglietto del treno per i senatori residenti lontano da Torino. La proposta fu RESPINTA dal Senato con la seguente motivazione “Servire il paese è un previlegio da vivere come un dovere. Chi lo serve in armi rischia tutto, anche la propria vita, senza nulla chiedere in cambio”.

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Enrico Endrich – MSI

Nel 1955 con la stessa sensibilità, il deputato Enrico Endrich del Movimento Sociale Italiano si dimise dalla carica per non poter accettare il principio della concessione della pensione ai senatori e ai deputati della Repubblica.

Riproduco l’atto parlamentare della seduta del 19 gennaio 1955 con il quale la Camera non accettò le dimissioni: DIMISSIONI DEL DEPUTATO ENDRICH

PRESIDENTE. “Comunico che mi è pervenuta dal deputato Endrich la seguente lettera: “ONOREVOLE PRESIDENTE, il concedere la pensione ai senatori e ai deputati equivale ad affermare il principio della professionalità della funzione parlamentare. Poiché non mi sento di accettare tale principio, rassegno le dimissioni da deputato”. Con ossequio. Enrico Endrich

Questa era la scuola politica nella quale, ancora ragazzino, avevo appreso il vero Valore della lotta per il Sociale.