IL SOLITO SILVIO SASSO, QUESTA VOLTA FA ARRABBIARE ANCHE IL GOVERNATORE DE LUCA 

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       –           di Salvatore Zinno          –                  depositphotos 13942216 stock illustration cartoon woman with a rolling scaled IL SOLITO SILVIO SASSO, QUESTA VOLTA FA ARRABBIARE ANCHE IL GOVERNATORE DE LUCA                   Tutto si innesca con uno degli oramai famigerati post su Facebook, del sindaco di Sessa Aurunca, il fascio/komunista Silvio Sasso.

In questo post, dove parla della sentitissima “celebrazione della settimana santa sessana”, più o meno da per scontato che le tradizionali manifestazioni che la caratterizzano, non ci saranno; diciamo “più o meno”, perché checché ne dica lui, seguire un ragionamento scritto del primo cittadino sessano non è compito semplice, quantunque egli dica di sé stesso, di essere “uno dei migliori scrittori della zona…” ma tant’è.

Comunque, tornando al post, a un certo punto dice: “…con l’aiuto di VOLONTARI NON GENERICI, ma INDIVIDUATI e una preparazione spalmata in diversi giorni per garantire il RISPETTO MASSIMO delle norme e dei criteri di SICUREZZA, alle ore 21.00 del VENERDÌ SANTO arderanno PICCOLI FALÒ lungo il percorso tradizionale della Processione in CENTRO STORICO. Sarà un GESTO SIMBOLICO da accompagnare – ESCLUSIVAMENTE DALLE CASE senza uscire – con l’ESPOSIZIONE ai BALCONI e alle FINESTRE di una FIAMMA VIVA in forma di lumino, candela, olio, fuoco in creta o come possibile e non rischioso. ANDRÀ TUTTO BENE e….bla bla bla”!

Questa sua iniziativa, e sottolineiamo SUA, ha scatenato un putiferio di critiche dei cittadini aurunci, provati dalla forzata costrizione e lungamente privati (come tutti gli italiani del resto) delle loro libertà in favore della battaglia contro l’odiato virus che sta minando il mondo.

Le riflessioni critiche dei cittadini, sono molto varie, c’è chi giustamente si allarma per il rischio a cui ci si può esporre facendo circolare gruppi di persone per la preparazione dei falò; fino a meno razionali motivazioni legate al criterio di scelta delle persone “selezionate ” per preparare i falò. Chi selezionerà chi? Perché non permettere a chiunque di poter uscire di casa e contribuire a preparare i falò sfruttando appunto l’occasione per rompere la quarantena. Una volta accesi i falò, chi si preoccuperà di governarli e chi impedirà a coloro che vivono fuori dal centro storico, di scendere da casa per contemplarli?

Tutto questo per cosa poi? Per dare sfogo ad una fede cristiana esercitabile ovunque oppure per appagare quella quota di popolazione per cui il fanatismo travestito da tradizione si confonde con la vera fedeli ha detto recentemente il comico Fiorello, se hai fede non hai bisogno dei luoghi di culto, la puoi esercitare ovunque.

Molti cittadini hanno chiesto, nei loro commenti, l’intervento delle autorità ecclesiastiche e di quel Vescovo Piazza. Altri addirittura hanno minacciato denunce all’autorità giudiziaria.

Certo è che il governatore Vincenzo De Luca non ha nascosto la sua irritazione per quella che ha definito una “provocazione” del sindaco di Sessa…e in questo caso, trattando di falò, anche se rituali, i suoi lanciafiamme calzerebbero a pennello…ma staremo a vedere.

Di certo, in questo momento, c’è da un lato il fermo convincimento di stare bene operando da parte del sindaco e la totale convinzione di portare a termine la sua iniziativa, dettata soprattutto dalla sua appartenenza ad una delle congreghe penitenziali sessane; quindi parliamo di personali ed egoistici desideri per nulla suffragati da motivazioni di utilità pubblica. Mentre dall’altro lato troviamo un altrettanto fermo dissenso della cittadinanza, espresso fino ad ora con i consueti commenti sui social network. Commenti scientificamente e sistematicamente cancellati dal sindaco quando esprimono dissenso e lasciati al loro posto quando esprimono favore. È stato il comico caso anche dell’assessora “del fine settimana” Stefania Pellegrino, che si è vista cancellare anche il suo spontaneo commento che diceva: “gravissimo”, riferito all’accensione dei falò che probabilmente non aveva capito fosse un’iniziativa del suo capo supremo.

Certo che dal controllo delle buste della spesa, proposto sempre da Silvio Sasso, per verificare se i cittadini uscivano per acquistare cose necessarie o meno a proporre lui stesso delle “uscite” non necessarie per accendere dei focherelli per nulla indispensabili solo per puro fanatismo religioso, il passo è stato enorme; come enorme è l’atteggiamento autoritario e antidemocratico del sindaco che non ammette il dissenso e la libertà di opinione.

Vedremo a breve come finirà…