CNA CHIEDE RIAPERTURA ACCONCIATORI. PER ANTONIO MENDITTO HAIR STYLIST CASERTANO: “INUTILE RINVIARE A GIUGNO”

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a cura di Jenny Longobardi

CASAGIOVE (CE) – Manca poco all’avvio della Fase2…e se da un lato si allentano le corde della quarantena lasciando un lieve margine di azione per la gestione delle proprie relazioni familiari, dall’altro persistono non poche incertezze, che accrescono il malcontento della classe dei lavoratori afferenti al settore commerciale. A pagarne le spese, letteralmente, oltre ai rappresentanti del settore turistico, alberghiero e della ristorazione, anche la comunità italiana dei parrucchieri uomo/donna, del wellness e dell’estetica. Un comparto di circa 135mila imprese, che non ci sta dopo due mesi ad essere tagliato fuori da ogni riferimento dell’ultimo DPCM e che non riesce a metabolizzare il presunto rimando a giugno per la ripresa delle attività, inizialmente atteso per il giorno 18 maggio.
“Desta sconcerto e rabbia il fatto che nel D.P.C.M. del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica – ha dichiarato la Cna nazionale in un comunicato –. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del Presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno è intollerabile. Rappresenta la condanna a morte per l’intero settore”, un circuito che economicamente in Italia partecipa in maniera importante. In piena risposta agli orientamenti governativi, da qualche giorno parrucchieri ed estetisti hanno deciso con impeto di alzare la voce e chiedere conferme e garanzie di ripresa, e si dicono pronti ad accettare i protocolli anticontagio Covid-19 da applicare in ambito lavorativo, anche stravolgendo il modus operandi consueto. All’eco che sale dal nord Italia per una mobilitazione di parrucchieri, estetisti ed imprenditori del settore cura e bellezza della persona, si aggiunge dal sud della penisola la fervente protesta dei professionisti che lanciano segnali di allarme sugli episodi di abusivismo. “Il ‘servizio a domicilio’ non solo rappresenta un affronto alla nostra categoria professionale – dichiara Antonio Menditto, noto hair stylist casertano – ma in questo delicato momento è un doppio pericolo, sia sotto il profilo igienico-sanitario, che fiscale. Mentre noi abbiamo le serrande chiuse, fa male sapere che c’è chi opera in maniera scellerata e fuori controllo, mettendo anche a rischio la salute dei clienti”.

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In foto il parrucchiere Antonio Menditto

Antonio Menditto, insieme a suo fratello Innocenzo, da decenni opera all’interno dell’attività presente nel cuore di Casagiove ed ereditata dal padre, e non ci sta come tanti suoi colleghi a rimanere nelle retrovie: “Per noi commercianti il nostro negozio è casa, e se mi dicono che per ritornare a casa devo proteggere me stesso, i miei collaboratori e i miei clienti, io sono disposto a farlo e non ho bisogno di aspettare il mese di giugno! Uno slittamento paradossale visto che prima o dopo dobbiamo aprire… ma più si allungano i tempi, più sarà grande la crisi del nostro settore. In questi due mesi di STOP in ottemperanza alle disposizioni indicate fin qui dal Ministero della Salute ho pensato a come adeguarmi e ho già stabilito che gli appuntamenti saranno presi esclusivamente online o telefonicamente, che farò funzionare solo la metà delle postazioni per permettere di distanziare i clienti oltre il metro, i miei operatori saranno muniti di mascherina e di visiera e ho previsto di fornire ai clienti mascherine conformi, guanti, gel igienizzante e mantella monouso. Per i locali è garantita la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera con appositi detergenti e sterilizzazione degli strumenti di lavoro”.  Ma i parrucchieri, barbieri ed estetisti non sono soli. Dopo la conferenza stampa del primo ministro Giuseppe Conte del 26 aprile u.s. si è manifestato forte anche l’atteggiamento collettivo di vicinanza della gente, che dopo tanta attesa chiede energicamente la riapertura dei saloni, perché oramai non si tratta solo di bellezza, ma di decoro e di igiene della persona. Mentre in Croazia, Germania, Grecia, Norvegia e Svizzera i parrucchieri sono tornati operativi, e in Francia si stanno già organizzando le riaperture, in Italia ci si muove con tempi biblici che significa rasentare la catastrofe per molte famiglie. Ma la prova di coerenza tutta made in Italy è fornita dai Vip che con nonchalance postano sui social i loro selfie mentre sono tra le mani competenti di parrucchieri, estetisti e make up artist. Come si dice a Napoli: “A chi tant, e a chi nient”.  

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Foto diffusa sul web.