DEMA E IL CENTRODESTRA, SPERANO IN CATELLO MARESCA PER VACCINARE LA REGIONE CAMPANIA DA VINCENZO DE LUCA

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          –       di Fausto Pillitteri      –                         

Catello Maresca scaled DEMA E IL CENTRODESTRA, SPERANO IN CATELLO MARESCA PER VACCINARE LA REGIONE CAMPANIA DA VINCENZO DE LUCAUna candidatura eccellente quella del magistrato Catello Maresca, sulla quale confluirebbero sia De Magistris che l’intera compagine del centrodestra. Un centrodestra che sembrerebbe aver accantonato l’idea di Stefano Caldoro, che siamo sicuri non ne uscirà “cornuto e mazziato” ma certamente godrà di un ristoro politico alle prossime elezioni governative. Anche Forza Italia gradirebbe la candidatura di Maresca, con Cesaro fuori gioco, Mara Carfagna finalmente vedrebbe realizzata la sua proposta, quella di una candidatura nuova, dirompente e vincente. Il povero Vincenzo De Luca, invece, assiste così al disfacimento della possibilità che le prossime elezioni regionali si trasformino in quella passeggiata di salute che immaginava. Aveva previsto tutto il governatore, dopo aver combattuto la sua battaglia interna nel partito e quella sul fronte esterno con i pentastellati, si era concentrato sulla messa in campo di più di 10 liste di appoggio, forte anche dei pronostici che lo davano come favorito, e si sa quando sei favorito vedi accorrere alla tua corte tutti i giannizzeri, i mercenari e i filibustieri, che sicuramente non mancano nel mare magnum della politica regionale. I soliti professionisti che saltano da una coalizione all’altra, come dei cavalieri di ventura pronti a combattere in cambio di un po’ di “visibilità politica”, che significa in soldoni un posto in uno dei tanti C.d.A delle numerose partecipate o degli organi di sottogoverno che fanno capo alla Regione Campania. Tutto questo sarebbe stato valido se, i competitor non avessero cacciato l’asso dalla manica, e che asso. Ebbene, la probabile candidatura di Maresca a capo di una coalizione civica, ma con influenze di centrodestra, sgretolerebbe la flotta Deluchiana ancor prima di cominciare la campagna elettorale, già c’è qualcuno che ha cominciato a prendere le distanze paventando dissidi interni al partito, ma è solo la punta di quell’iceberg che potrebbe affondare la corazzata del presidente. Proviamo ad analizzare le eventuali possibili defezioni, come quelle che ci saranno nella lista del Partito Democratico, dove qualcuno si sfilerà per evitare un inutile e costoso sacrificio, che magari sarà imposto ad altri a fronte di tutto ciò che già hanno avuto e ampiamente goduto. Italia Viva, sta già implodendo da sola, si parla di un periodo di riflessione di Luigi Bosco, che utilizza la stessa scusa dei fidanzatini per lasciarsi in maniera indolore quando questi hanno già la trombamica che li aspetta, Nicola Caputo, fedelissimo, non può lasciare il suo presidente, ma tutto il corollario, che per la maggior parte ha già avuto esperienze nel centrodestra e che non aspettava altro che la famosa fusione con Forza Italia … cosa farà? Vogliamo parlare dell’intraprendente Giovanni Zannini, che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie verso l’altra compagine politica, come si comporterà? Abbiamo voluto nominare volutamente dei pezzi da 90, che non hanno certo difficoltà ad essere eletti, questi i voti li hanno, e pure parecchi … ma è proprio questo il problema. Perché quelli della terra di mezzo, quelli del vorrei ma non posso, correranno a cercare uno spazio dove, per loro, esistono le migliori garanzie … almeno sulla carta. Non parliamo poi delle listarelle e dei partitielli dell’1%, che hanno goduto di una botta di fortuna alle passate elezioni e adesso sperano di confermare o addirittura crescere nei consensi, queste saranno come le temperature di Helsinki … non pervenute. Se a questo aggiungiamo, che è di queste ore la notizia che la sanità campana è interessata da importanti indagini da parte della Procura, lo scenario allora s’incupisce per davvero. Qualora le indagini trovassero fondamento, tutto l’impegno di De Luca nel rafforzare la propria immagine di amministratore fattivo, concreto e pragmatico, rischierebbe di vanificarsi in poche ore. Certo che questi capovolgimenti di fronte, così repentini, roba da fare invidia agli sceneggiatori di Beautiful, renderanno le elezioni senz’altro più avvincenti e non con un finale già scritto … sennò, sai che noia!

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