“INCHINO” DELLA VERGINE AL CLAN: LE PRECISAZIONI DEL COMUNE DI CASERTA

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CASERTA – L’Amministrazione comunale invia una nota per precisare la posizione del sindaco Carlo Marino in merito alla “deviazione” della tradizionale processione religiosa nella frazione Santa Barbara, nel luglio del 2017, per “omaggiare” la famiglia di Michele Maravita, genero di Concetta Buonocore, moglie di Antonio Della Ventura, ritenuto capozona dei Mazzacane a Caserta.

Di seguito la nota del Comune:

“In riferimento ad  alcune notizie apparse sugli organi di stampa relative ad una indagine giudiziaria (che non coinvolge alcun componente dell’Amministrazione Comunale), ed in particolare all’ episodio di una processione svoltasi nella frazione di Santa Barbara, si precisa che:

  • La processione della Vergine delle Grazie si è svolta nella frazione di Santa Barbara in data 23 luglio 2017 e non il 27 luglio ed Il sindaco Carlo Marino non ha partecipato a tale manifestazione;
  • La persona erronamente indicata come il sindaco Carlo Marino è l’assessore al Patrimonio Alessandro Pontillo, il quale non era, ovviamente, responsabile della gestione della processione.

A tal proposito, l’assessore Pontillo dichiara:

“Ho partecipato a quella processione in qualità di assessore comunale, come ho fatto anche negli anni successivi, in quanto nativo di quella borgata. Non ricordo la circostanza specifica anche perché è consuetudine di chi guida la processione religiosa entrare in alcune traverse e vicoli con la statua, mentre il corteo attende sulla strada principale. Inoltre, la sosta a cui si fa riferimento sarebbe avvenuta in una stradina di campagna ad alcune centinaia di metri dalla strada principale, lontana dalla mia visuale e dalla mia attenzione. Tengo poi a sottolineare che questa Amministrazione è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e come assessore con delega al Patrimonio ho seguito personalmente l’assegnazione al Comune di beni confiscati. L’ immobile al quale l’indagine si riferisce per l’episodio della deviazione del percorso della processione, è stato confiscato proprio ad alcuni esponenti di una delle famiglie oggetto dell’inchiesta. Successivamente, in sinergia con Prefettura e Questura, è stato liberato da persone che lo occupavano sine titulo ed è stato affidato dal Comune al comitato provinciale di Caserta della Croce Rossa Italiana. Proprio lì, in questo difficile periodo legato all’ emergenza coronavirus,  si è deciso di allestire la sede operativa del Modello Welfare Caserta, grazie al quale migliaia di famiglie casertane in difficoltà hanno ricevuto assistenza attraverso il Centro Operativo Comunale e la Croce Rossa, che ha coordinato numerose associazioni cittadine aderenti alla nostra rete di solidarietà” .