COVID 19, LO STATO DELL’ARTE…

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   –        di Giulio Liberatore *         –                  

liberatore giulio COVID 19, LO STATO DELLARTE...

La recente attualità, le recenti raccomandazioni della OMS, suggeriscono la necessità di un nuovo focus sullo stato dell’arte della ormai famigerata pandemia da Covid 19…

Epidemiologia, terapia, prevenzione, sono i principali terreni di discussione e di studio e, soprattutto, sono il campo di scontro fra i sostenitori di uno scenario apocalittico, da verificarsi in un futuro più o meno remoto e da collocarsi, secondo i più, nella prossima stagione autunnale o, comunque, appena ritorneranno le temperature fredde…ed i sostenitori di una posizione più morbida che teorizzano la perdita di aggressività del virus o, anche qui comunque, la sua parziale mutazione in un germe meno aggressivo, della famiglia di quelli che popolano ed hanno sempre popolato le stagioni autunnali ed invernali…

Come spesso capita, la ragione ed il torto non sono mai completamente dalla stessa parte…la medicina non è una scienza esatta come la matematica, ma una scienza basata su criteri di evidenza clinica (EBM), piuttosto che su algoritmi matematici tanto cari ad epidemiologi e virologi che, peraltro, sono andati incontro a più di una cantonata durante la prima fase della epidemia recente… Il Padreterno, per fortuna, non ci ha creato in serie come le automobili e, quindi, tanta parte del nostro futuro dipende dal codice genetico e dalla interazione con l’ambiente…

coronavirus scaled COVID 19, LO STATO DELLARTE...La previsione di epidemie da virus influenzali nel prossimo autunno-inverno sono abbastanza scontate perché ci sono tutti gli anni e poi, in fondo, il Covid 19 a quella famiglia di virus appartiene… Parimenti scontate sono le conseguenze di queste infezioni su particolari coorti di pazienti, per lo più molto anziani e con patologie pregresse anche plurime… Tutti gli anni ci sono aumenti della mortalità a causa di quanto detto e di patologie influenzali… Rimane però il fatto che questo coronavirus ha dimostrato una capacità di contagio e di interessamento delle basse vie respiratorie, anche in pazienti più giovani, che altri virus influenzali non avevano e che, soprattutto, contro questo virus non abbiamo ancora la disponibilità di un vaccino…ma questo è un altro argomento e ci torneremo più avanti…..

terapie covid COVID 19, LO STATO DELLARTE...Secondo argomento di confronto fra la comunità scientifica: le terapie…

Anche qui c’è stato un confronto continuo su varie classi di farmaci: antivirali, antinfiammatori, immunomodulatori ed anche in questo caso si è assistito a composizioni e scomposizioni di varie categorie di farmaci, magari adoperati finora per altri tipi di patologie e sulla cui effettiva validità terapeutica le stesse istituzioni scientifiche, nazionali ed internazionali ( OMS,ISS,AIFA) hanno autorizzato studi prospettici e sperimentazioni cliniche che hanno di volta in volta generato speranze, salvo poi rivedere la propria posizione e ridimensionare di molto le prospettive iniziali. Uno degli ultimi studi, proveniente dalla Gran Bretagna, ha tirato nuovamente in ballo, la terapia con farmaci steroidei ( il cortisone, per i non addetti ai lavori )… Anche qui si tratta di farmaci non proprio nuovi, dotati di grandi proprietà antinfiammatorie riconosciute da tempo, ma nel contempo di numerosi effetti collaterali non proprio secondari in una terapia anti infettiva, a cominciare dal temuto effetto disreattivo immunologico che produrrebbe una diminuzione della risposta individuale alle infezioni. Ovviamente non è un farmaco da utilizzare per quadri clinici di bassa e media intensità ma, se confermato, il risultato di una diminuzione del 30% della necessità di una intubazione endotracheale in caso di infezione grave,il prodotto finale di questa terapia non è poca roba di questi tempi…

Terzo e non ultimo argomento di confronto fra gli studiosi è la prospettiva di un vaccino da ottenere in tempi non lunghi, ipotesi che porrebbe un tassello decisivo nella soluzione di questa pandemia che sta mettendo in ginocchio una intera generazione globale…

Anche qui bisogna essere chiari: per produrre un vaccino sicuro e disponibile su vasta scala, c’è bisogno di un programma definito in 3 fasi. Bisogna dapprima procedere ad uno studio biologico e di laboratorio, poi bisogna passare ad una fase di sperimentazione clinica, prima su animali e poi sull’uomo ed infine passare alla fase di produzione su larga scala, tenendo conto che la richiesta sarà amplissima e diffusa su tutti i cinque continenti, vista la diffusione della pandemia…

Non voglio tediare i lettori sui passaggi specifici da affrontare in maniera analitica nella preparazione di un vaccino, ma mi corre l’obbligo di precisare che, in molti casi e di recente nella preparazione di un vaccino per la profilassi dell’HIV, quando sembrava si fosse arrivati alla fase finale del percorso produttivo, per motivi neppure tanto ben precisati si è fermato tutto il processo e si è abbandonato il progetto… Questo per precisare quanto sia complicato studiare, sperimentare e produrre un vaccino,peraltro tanto atteso,su scala mondiale.

Conclusione: come sempre, in medio stat virtus…non c’è da essere né catastrofisti, né superficiali…

Vorremmo sperare che le autorità sanitarie istituzionali abbiano imparato dagli errori commessi nella prima fase della pandemia…che si eviti di affollare P.S. dove la possibilità di contagi aumenta sensibilmente, che si evitino ricoveri pericolosi presso RSA ed istituti di ricovero per anziani e che, soprattutto, si preparino percorsi di filtro territoriale (le cosiddette USCA) che sono e saranno sempre un fondamento indispensabile nella prevenzione di ogni tipo di patologia….

Commettere ancora una volta gli stessi errori, perdersi in chiacchiere ed arringhe senza operare e farsi trovare impreparati di fronte ad una seconda ondata di contagi da Covid 19, sarebbe davvero imperdonabile…

* Direttore UOC emerito Asl Caserta,

già Direttore Sanitario Aziendale AORN Caserta

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