OSPEDALE, I PROCESSI SU MISURA DELLA DIREZIONE SANITARIA…

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TRANSUMANZE DIRIGENZIALI scaled OSPEDALE, I PROCESSI SU MISURA DELLA DIREZIONE SANITARIA…(f.n.) – Il caldo di questi giorni, veramente intollerabile, rallenta i riflessi e soprattutto abbassa la guardia dell’attenzione…favorendo l’acuirsi della sindrome della cialtronaggine e la malafede, sempre in agguato. Quando la disorganizzazione che caratterizza il Cup dell’Aorn, è tornata nuovamente alla ribalta e, saltando la siepe di rovi per eludere la barriera corazzata dei controlli… (vien da ridere soltanto a pensarci), atterrando nei pressi dell’imbuto davanti al Cup, abbiano notato l’assenza delle volontarie dell’Avo… non ci siamo soffermati e soltanto in un secondo momento ci siamo incuriositi ed abbiamo iniziato la nostra ricerca, su ciò che appariva una stranezza. Ebbene… non immaginate le cose interessanti ed i particolari di cui si viene a conoscenza, quando non ci si ferma alla prima tappa, ma pazientemente si risale lungo il percorso della memoria recente dei fatti, fino, in questo caso, alla ricostruzione perfetta di una delle storie più squallide, di cui si siano resi autori ed interpreti, negli ultimi anni, gli inquilini provvisori, della palazzina “grigiotopospento” in fondo al parco. Ebbene… pare che l’assenza delle volontarie dell’Avo dall’area Cup, non sia un’assenza volontaria, ma sia stata “decretata” dalla direttrice sanitaria, quella tale Angela Annecchiarico, alla quale non avevamo lesinato i complimenti e gli auguri ed alla quale, avevamo aperto un credito inusuale, senza garanzie, nella nostra fiducia…Purtroppo, abbiamo preso una cantonata…dobbiamo ammetterlo, anche se il ricordo della qualità della precedente direttrice sanitaria, avrebbe fatto apparire chiunque, un gigante e noi peraltro, avevamo un disperato bisogno di sperare nel futuro.  Siamo alle solite.  La maniera di procedere attuale, è praticamente identica a quella in uso nella precedente gestione. I processi alle intenzioni e le accuse ispirate ad arte, sono calibrati sullo stesso metro di giudizio che è quello dell’insicurezza e dell’esigenza di non avere problemi, con il personale sanitario…È appena il caso di evidenziare che… chi non desidera avere problemi, deve scegliere un altro mestiere e rinunciare a fregiarsi del titolo di direttore sanitario, dal momento che la responsabilità di certe cariche, non diminuisce in virtù del favore politico che le ha rese possibili.  Detto questo, torniamo all’Avo e alla “cacciata” dal Cup… Ricordate la “piazzata” del medico, senza divisa né mascherina davanti al Cup, regolarmente riportata da Appia Polis, assieme alla lettera di una testimone oculare che raccontava i fatti?, ricordate la gratuita e volgare sceneggiata su fb, di qualche difensore d’ufficio dello stesso medico?, ricordate che lo stesso medico negò tutto?…Ebbene,  si apprende da tre fonti, diciamo tre!, che la direttrice sanitaria, su impulso del medico grossier, diventato per l’occasione vittima,  bypassando volutamente la denuncia contenuta nella lettera pubblicata, avrebbe accusato le volontarie dell’Avo di intrattenere rapporti “spionistici” con Appia Polis… A quanto pare, le signore dell’Avo che, per anni hanno sopperito alle tante e croniche mancanze di codesta Aorn e medicato l’effetto delle villanie che molti tra medici illustri, infermieri doc e dottoresse del “mistufi”, sui malati, oggi sarebbero state messe alla porta del Cup, per dimostrare a quel medico prima gossier e poi vittima, che la direzione sanitaria è sempre dalla parte del sistema?, o le signore dell’Avo sono state messe alla porta, perché in campagna elettorale, forse è meglio che entri qualche altra associazione…magari  qualche associazione che a tempo debito, è stata inaugurata da un politico attualmente candidato alle elezioni regionali?…A tal proposito la direttrice Annecchiarico dovrebbe essere più attenta ai consigli che le vengono sciorinati sul desk o alla qualità delle insinuazioni dei consigliori, di cui si circonda… Visto che la direttrice, deve la sua carica al presidente De Luca e ai suoi fidatissimi Coscione e Postiglione, dovrebbe mettere in conto la necessità di riflettere sulle eventuali e fuorvianti manovre di qualcun altro, intenzionato a farla sbagliare…Quando la carriera è siglata dalla politica, è indispensabile stare in guardia. Detto questo ed alla fine di questa pessima vicenda pre ferragostana, che umilia ingiustamente, persone degne come le signore dell’Avo, che da anni offrono il loro tempo ed il loro garbo ai malati, ci rivolgiamo direttamente alla Annecchiarico,  come avrebbero dovuto fare le volontarie, quando sono state accusate e rimproverate ingiustamente:  “Ma come ti permetti!” ed aggiungiamo che se desidera nominare il nostro giornale, lo faccia con cognizione di causa, esattamente come facciamo noi con tutti.  Accusare senza prove e senza confronto, non è professionale né dignitoso, ma è la chiara dimostrazione di un limite che purtroppo abbiamo imparato a riconoscere. La storia dell’ingiustizia subita dall’Avo, da oggi cara la nostra sora Annecchiarico, è la nostra storia. Hasta la verguenza!

2 Commenti

  1. Perche la dottoressa Vaiassa senza cartellino né mascherina non è stata sanzionata? Forse perché ennesima figlia di papà? Si informi su questa altra figlia d’arte assunta per un ruolo ed entrata poi nell’entourage a lei tanto caro. Si informi e capirà tanto

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