TORNA ALLA RIBALTA IL CASO DEL LOGO DELLA REGGIA DI CASERTA: INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO

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        –          di Fausto Pillitteri          –                      

I senatori del M5S Agostino Santillo e Danila De Lucia presentano una interrogazione al ministro del PD Franceschini, che però butta acqua sul fuoco.

È stata discussa ieri al Senato, nell’ambito del question time, l’interrogazione presentata dai senatori del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo e Danila De Lucia, relativa al discusso caso che ha visto l’acquisizione da parte della direttrice Tiziana Maffei del nuovo logo della Reggia di Caserta. Tornando indietro ad aprile scorso, la questione del cambio dell’immagine, che dovrebbe rappresentare il monumento casertano, ha tenuto banco sui social e sugli organi di informazione. L’opinione pubblica, così come gli addetti ai lavori, bocciò sonoramente il nuovo brand, richiamandone l’inconsistenza sotto l’aspetto grafico e la mancanza di un legame alla storicità del sito, inoltre la somiglianza estrema con altri brand già conosciuti non ha fatto altro che alimentare l’insofferenza verso il nuovo marchio. Nell’interrogazione i senatori pentastellati ricostruiscono puntigliosamente e dettagliatamente i passaggi che hanno portato la dirigenza di Palazzo Reale a compiere questa scelta così discussa, ma il ministro Dario Franceschini smorza immediatamente gli impulsi “belligeranti” dei pentastellati, richiamando con autorevolezza l’autonomia nelle scelte gestionali delle direzioni dei siti museali. Insomma, vale a dire che la Reggia non è parte integrante del territorio e non deve tenere conto delle istanze o dei suggerimenti che da esso provengono. Una dicotomia che aumenta sempre di più, quella tra il principale attrattore turistico e la città svogliata e distratta che lo contiene, un immaginario fossato che contorna il castello e che cresce nelle sue dimensioni quotidianamente, in barba alle inutili, obsolete e ripetitive strategie turistiche che vengono messe in essere dai pensatori urbani, e che si limitano alle aperture di un cancello o di un altro, credendo che basti questo per intercettare il flusso turistico di uno dei monumenti più visitati. La Reggia è anche lei ostaggio della politica o di una parte di questa, trampolino di lancio per carriere fulminanti, creatrice di miti e superstar. La politica che ci rappresenta, che ha tutto in mano e che comanda, che richiede sempre più autonomia e dove il diritto di critica è negato. Oramai ci stanno abituando alle gestioni commissariali, quelle con i più ampi poteri e dove si amministra a colpi di decreti … ma non eravamo uno Stato democratico?

Il video dell’interrogazione