SUICIDIO DI DAVID ROSSI (quarta parte)

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  malke SUICIDIO DI DAVID ROSSI (quarta parte)

           –      di Ursula Franco  *      – 

ANALISI DELLE TELEFONATE DI SOCCORSO DI BERNARDO MINGRONE

David Rossi è morto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio; David era il responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena.

Informato della sua caduta, Bernardo Mingrone, capo dell’area finanza di Monte dei Maschi ha chiamato i soccorsi e i carabinieri.

mingrone ok SUICIDIO DI DAVID ROSSI (quarta parte)

– Analisi della chiamata al 118 delle 20.43 effettuata da Bernardo Mingrone:

Operatore: 118?

Bernardo Mingrone: Deve mandare subito a Siena, Rocca Salimbeni… subito un’ambulanza.

Richiesta di soccorso immediata e concisa. Nessun convenevole. “subito” segnala un’urgenza e delinea la personalità del Mingrone, un leader.

Operatore: Siena?

Bernardo MingroneSubito un’ambulanza!

Seconda richiesta di soccorsi a distanza di pochi secondi.

Operatore: Sì, ho capito ‘ndove?

Bernardo Mingrone: Rocca Salimbeni, subito.

Operatore: È una via? C’è una via lì? Che cos’è?

Bernardo Mingrone: Rocca Salimbeni a su… Oh mio dio, oh mio dio, a Siena subitoooo!!!

Operatore: Allora, in che civico andiamo?

Bernardo Mingrone: Piazza Salimbeni tre, subito.

Operatore: Sì, sta arrivando.

Bernardo Mingrone: Come si chiama quella strada? Mandi in Piazza Salimbeni, subito… al tre.

Terza richiesta di soccorso. Mingrone, o non ricorda, o non sa il nome del vicolo dove è caduto David, ma non perde tempo, invita il 118 a raggiungere Piazza Salimbeni, che è a pochi passi dallo stesso.

Operatore: Sì che è successo?

Bernardo Mingrone: Si è appena buttata una persona dalla finestra.

Operatore: In Piazza Salimbeni?

Bernardo Mingrone: Piazza Salimbeni, tre!!!

L’enfasi sulla parola “tre” è un invito a far presto.

Operatore: Sì, stiamo arrivando, stiamo arrivando.

david rossi 1 SUICIDIO DI DAVID ROSSI (quarta parte)Concentriamoci sull’obiettivo primario che un soggetto innocente che chiama i soccorsi dovrebbe avere: un’assistenza immediata. La richiesta di assistenza immediata sarà più intensa nel caso in cui la vittima per cui viene richiesta sia una persona con cui chi chiama ha una relazione familiare, emozionale o sociale e generalmente tale richiesta si trova nelle fasi iniziali della telefonata.

1) Mingrone fa una precisa richiesta d’aiuto all’operatore non appena ottiene da lui una risposta e tale richiesta è immediata e concisa.

2) Mingrone non si perde in convenevoli. Le buone maniere sono fuori luogo durante un’emergenza, mal si accordano con una telefonata di soccorso e quando sono presenti sono sospette perché generalmente servono a chi chiama per accattivarsi l’operatore al fine di celare eventuali responsabilità. Vi rimando all’analisi della telefonata al 118 della famiglia Ciontoli

3) La richiesta d’aiuto di Mingrone è ferma, ripetuta e sottolineata dall’urgenza, in un breve scambio con l’operatore ripete la parola “subito” per ben sei volte.

4) Per tutta la durata della telefonata, il tono della voce di Bernardo Mingrone è modulato in accordo con i fatti descritti e tradisce il suo stato d’ansia dovuto ad un forte e sincero coinvolgimento emotivo. 

Al contrario, l’assenza di modulazione del tono della voce è un indicatore di menzogna, chi simula è in grado di modulare il proprio tono della voce solo nelle fasi iniziali di una telefonata di soccorso o a picchi, questo perché chi mente non riesce a concentrarsi a lungo sul tono di voce da usare essendo impegnato nel tentativo di costruire risposte verbali non incriminanti.

– Analisi della seconda chiamata al 118 effettuata da Bernardo Mingrone:

Operatrice: 118 Siena?

Bernardo Mingrone: Sì, ho chiamato per un’ambulanza in via dei Rossi, non è ancora arrivato nessuno.

Un’altra richiesta.

Operatrice: Allora in via dei Rossi?

Bernardo Mingrone: Dei Rossi, sì.

Operatrice: Ma dove? A Siena?

Bernardo Mingrone: In Piazza, sì, Salimbeni.

Mingrone capisce che l’operatrice non ha chiaro dove si trovi via dei Rossi, per questo motivo continua a far riferimento alla più nota Piazza Salimbeni, David, peraltro, si trova in vicolo Monte Pio.

Operatrice: Ah, in Piazza Salimbeni stanno arrivando, son partiti, erano a un pronto soccorso, stavano scaricando un altro malato.

Operatrice: Che succede signore?

Bernardo Mingrone: Eh, si è suicidata una persona.

Operatrice: Ma è…

Bernardo Mingrone: Si è buttata da una finestra.

Operatrice: A che piano?

Bernardo Mingrone: Dal terzo, è immobile per terra, io non so che… no… non riesco ad andarci.

Operatrice: Lo vede che respira?

Bernardo Mingrone: Sì, sì, non… non respira.

Bernando Mingrone, su richiesta dell’operatrice, riferisce che David non respira più ma nonostante tutto desidera che si faccia al più presto un disperato tentativo di soccorrerlo.

Mingrone, a differenza di Alberto Stasi, non si è rassegnato alla morte del proprio collega. Mingrone non è stato in grado di metabolizzare un’informazione così sconvolgente e ha insistito affinché David venisse rapidamente soccorso.

Operatrice: Sento le sirene, stanno arrivando.

Bernardo Mingrone: No, questa è la polizia.

Operatrice: Uhm, è la polizia? OK.

Bernardo Mingrone: Sì, è la polizia.

Operatrice: Comunque, guardi, stanno arrivando.

Bernardo Mingrone: No… ah… ecco l’ambulanza.

Operatrice: E’ l’ambulanza, OK, arrivederci.

– Analisi della telefonata effettuata da Mingrone al 112:

Carabiniere: Pronto?

Bernardo Mingrone: Pronto?

Carabiniere: Pronto, buonasera, Carabinieri di Siena, prego…

Bernardo Mingrone: Può mandare subito una macchina a via dei Rossi, in Piazza Salimbeni, al Monte dei Paschi!? Si è buttata una persona dalla finestra.

Si noti che Mingrone non risponde al “buonasera” del carabiniere ma chiede “subito” una pattuglia, mostrando urgenza.

È chiaro che Mingrone fa sempre riferimento a Piazza Salimbeni e non a via dei Rossi perché è convinto, a ragione, che la Piazza sia più conosciuta della via e che non sarà difficile indirizzare da lì i carabinieri e i soccorsi in via dei Rossi. In ogni caso Mingrone fornisce al carabiniere più riferimenti possibili: “via dei Rossi, in Piazza Salimbeni, al Monte dei Paschi”, perché non ci siano dubbi su dove mandare la pattuglia.

Carabiniere: Come si chiama lei scusi? Pronto? Come si chiama lei?

Bernardo Mingrone: Mingrone.

Carabiniere: Mi…?

Bernardo Mingrone: Mingrone.

Carabiniere: Miii…?

Bernardo Mingrone: Mingrone.

Carabiniere: Mingrone.

Carabiniere: Di nome?

Bernardo Mingrone: Bernardo, Bernardo.

Carabiniere: Bernando, via dei Rossi?

No comment.

Bernardo Mingrone: Via dei Rossi, com’è il numero? (Mingrone si informa da altre persone per rispondere al carabiniere con precisione) all’incrocio di via dei Rossi.

Mingrone chiede informazioni ad altri soggetti vicini a lui per essere il più preciso possibile con il carabiniere.

Carabiniere: Via dei Rossi…?

Bernardo MingroneMandate una macchina qua in Piazza Salimbeni, al volo.

Mingrone è spazientito, fa capire al suo interlocutore che le sue domande sono una perdita di tempo e chiede che venga mandata un’auto “al volo”.

Carabiniere: Salimbeni, lì, è da… davanti al Monte!

Bernardo Mingrone: Sì, esatto!

Il carabiniere mostra di conoscere Piazza Salimbeni, Mingrone appare sollevato.

Carabiniere: Da dove si è buttato questo signore?

Bernardo Mingrone: Dal terzo cazzo di piano!

Mingrone è esasperato dalle domande del carabiniere e glielo fa capire.

Carabiniere: Oh, signore, io sto facendo delle domande… (Mingrone interrompe il carabiniere)

Non solo Bernardo Mingrone dice la parola “cazzo” ma interrompe il carabiniere, è stremato dai tempi morti della telefonata e manifesta tracce verbali di rabbia per i fatti occorsi. Di certo Mingrone non fa nulla per accattivarsi l’interlocutore, mostrandoci così di non avere nulla da nascondere, egli desidera sinceramente che si faccia il possibile per salvare David.

Parolacce ed imprecazioni si trovano di frequente nelle telefonate di soccorritori innocenti mentre nelle telefonate di soccorso di soggetti implicati nei fatti si riscontrano spesso eccessive buone maniere in specie all’inizio della telefonata. 

Bernardo Mingrone: Una macchina, per favore.

Il contesto è la chiave, l’espressione, “per favore”, non rientra tra i convenevoli ma è al limite del polemico, non viene utilizzata per ingraziarsi l’operatore ma per accelerare i tempi.

Carabiniere: Eh, vi si manda, va bene? Un attimino.

Bernardo Mingrone: Sì, grazie.

Mingrone ringrazia mostrandosi finalmente sollevato.

CONCLUSIONI

La richiesta d’aiuto di Mingrone è stata immediata e ripetuta e caratterizzata dall’urgenza (“subito”,“al volo”).

Bernardo Mingrone non ha fornito informazioni non necessarie, né estranee al contesto, né contraddittorie, né ha mai risposto in modo evasivo.

Nelle sue risposte sono assenti le ripetizioni, le pause e le domande, tutti espedienti che i colpevoli usano per prendere tempo per cercare di costruire risposte non incriminanti.

Mingrone non si è esibito in convenevoli, al contrario, ha lasciato intendere al carabiniere di essere irritato con lui mostrando di non temere di inimicarselo.

In sintesi, le tre telefonate di Bernando Mingrone provano la sua estraneità ai fatti e sono un esempio straordinario di una sincera richiesta di soccorso.

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ursula franco 1 SUICIDIO DI DAVID ROSSI (quarta parte)* Medico chirurgo e criminologo, allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari

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