PARTE ‘IO HO UN SOGNO’, FINO A 3000 EURO PER LE DONNE CAMPANE. DE CRISTOFARO: “GARANTIRE ACCESSO AL LAVORO ED EQUE RETRIBUZIONI”

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Orlando de Cristofaro Noi Campani PARTE IO HO UN SOGNO, FINO A 3000 EURO PER LE DONNE CAMPANE. DE CRISTOFARO: GARANTIRE ACCESSO AL LAVORO ED EQUE RETRIBUZIONISi è aperta da qualche giorno la possibilità per le donne campane di presentare domanda di partecipazione alla seconda edizione dell’iniziativa “Io ho un sogno”, che consentirà di prendere parte a corsi di formazione, master e corsi di specializzazione in Italia e in Europa con un contributo fino a 3000 euro. Una campagna aperta a tutte le donne di età compresa dai 18 ai 50 anni, che ha permesso già a più di 2.500 persone di fruire di questa importante opportunità.
“Il lodevole progetto della Regione – spiega Orlando de Cristofaro di “Noi Campani” – è finalizzato a valorizzare le competenze e le conoscenze delle donne, spesso ingiustamente svantaggiate sul lavoro.”
“Una particolare attenzione – sottolinea l’architetto – viene riservata alle discipline del cosiddetto ambito STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), che registra ancora una bassa partecipazione femminile. Senza parlare del gap nel mondo della libera professione, dove è ancora più marcata la disuguaglianza. I dati INPS raccontano infatti, un mondo al maschile in cui il reddito medio delle donne è quasi la metà di quello degli uomini.”
“Le opportunità delle donne nel mercato del lavoro – continua – sono frenate da problemi di natura strutturale, barriere che costituiscono una vera e propria discriminazione e che devono essere superate per favorire la creazione di rapporti di lavoro stabili con retribuzioni dignitose.”
“Il mio obiettivo – conclude il candidato alle regionali – è quello di incentivare progetti a favore dell’occupazione femminile, con particolare attenzione alle mamme, e di promuovere tavoli di confronto regionali in primo luogo con le aziende. Per poter garantire un più agevole inserimento nel mondo del lavoro ed eque retribuzioni a tutte le lavoratrici, occorre necessariamente cambiare l’approccio culturale.”