UNIVERSITÀ PROGRAMMATE: L’ITALIA NON GARANTISCE LA LIBERTÀ NEL “DIRITTO ALLO STUDIO”

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 COSA SIGNIFICA NUMERO CHIUSO?universita 1 scaled UNIVERSITÀ PROGRAMMATE: LITALIA NON GARANTISCE LA LIBERTÀ NEL DIRITTO ALLO STUDIO

Le facoltà di medicina e chirurgia, odontoiatria, veterinaria, architettura ed altre vengono programmate con prove d’accesso stabilite con Decreto Ministeriale. Le università “private”, con medesimo sistema, sono gestite dai singoli Atenei e sono a pagamento. Le università “farlocche” sono digerite e ignorate da tutti i “governi della Repubblica” e sono a pagamento a go-go.

In effetti la Repubblica italiana, con le Sue Istituzioni, utilizza la “programmazione” quale scusante a garanzia della qualità didattica e servizi allo studente. Motivazione palesemente dimostrativa del fallimento del diritto allo studio non garantito, inversamente a come stabilito dalla Carta Costituzionale e dalla dichiarazione universale dei Diritti Umani (ONU). Gli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana stabiliscono il DIRITTO allo STUDIO intangibile e irrinunciabile. Le Istituzioni hanno il dovere di garantirlo, come lo sancisce la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea art.14.

Nel nostro Paese l’istruzione universitaria è aperta a tutti anche a cittadini stranieri. La formazione privata, riconosciuta dallo Stato, ha le sue autonomie gestionali, formative ed economiche. Esempi sono: Bocconi, Luiss, San Raffaele, Cattolica, ecc., queste dispongono autonomamente le modalità di prove d’accesso e rette da corrispondere.

L’Università italiana dal secondo dopoguerra in poi, in epoche differenti per coalizioni ideologico-partitiche, rinuncia al libero accesso a tutte le facoltà universitarie.  Il DIRITTO allo studio viene messo in discussione, inizia la selezione con sbarramenti all’accesso. La selezione naturale, per impegno e capacità a parità di concessioni, viene abiurata.  Negli anni ’70 e ’80 il numero chiuso venne applicato ad alcune facoltà universitarie, prime fra tutte medicina e chirurgia. Governi monocolori democristiani o di centrosinistra con PSI & C., sfruttando l’alibi della programmazione numerica (anche in presenza del 18 politico), limitarono l’accesso agli Atenei stabilendone la disponibilità di posti facoltà per facoltà, nasceva il NUMERO CHIUSO. Questo sistema venne contestato da tutta la sinistra parlamentare ed extra. Anche una componente della destra (MSI), col suo mondo giovanile (F.U.A.N. e F.d.G.), commise l’errore politico di sostenere il numero chiuso unitamente agli schieramenti liberali e laici (PLI; PRI).  Dalla prima alla seconda Repubblica la situazione cambia in peggio e l’università, pur ampliando l’offerta formativa policentrica, continua a sostenere il numero chiuso.  Provvedimento conservatore, non selettivo meritocratico, discriminante rispetto ai meno ambienti ed alle fasce con reddito medio basso.

L’Italia, dopo Inghilterra e Olanda, è il terzo Paese europeo per gravosità delle tasse universitarie, sommano fino a 3.000 euro anno -senza servizi-. In Germania si studia gratis con un solo contributo di 500,00 euro finalizzato all’ottenimento dei servizi: residenze, mensa, trasporti, sport e cine-teatro.

La tassa universitarie sono definite: ” tasse universitarie socialmente ingiuste”.

I Paesi del nord Europa, Svezia, Finlandia e Danimarca concedono lo studio universitario “gratis” agli studenti U.E. In Francia le tasse non superano i 600,00 euro.

L’Italia non investe sufficienti risorse nella scuola e nella formazione, basta analizzare la “scuola” al tempo del COVID 19.

La “questione italiana” è alla base dell’emorragia del mondo studentesco. L’abbandono prematuro degli studi e la fuga verso le università dell’Est sono amare constatazioni. Il principale Paese verso cui migrano i nostri studenti universitari è la Romania.  In questo Paese, ex repubblica socialista sovietica, esiste un buon rapporto costi-qualità dei corsi universitari. Per difetto 40.000 studenti universitari ogni anno fuggono dall’Italia per garantirsi lo studio altrove. Gli studenti approdati in Romania in prevalenza scelgono le facoltà di medicina-chirurgiche e veterinarie. Oltre alla qualità degli studi, la Romania comunitaria è ritenuta conveniente perché mantiene la doppia divisa monetaria, l’euro e Leu. Il cambio Euro Leu risulta favorevole agli studenti occidentali nei costi-benefici. Inoltre, agli studenti stranieri, sempre nel rapporto qualità-costi, sono garantiti corsi di studio in lingua: inglese, francese, tedesco e chiaramente in lingua romena.

Il famoso contratto di “GOVERNO” stipulato tra Lega e M5S nel Conte 1°, prevedeva la “revisione d’accesso alle università”.  Salvini per fare digerire agli elettori leghisti l’incesto con i grillini stipulò quest’accordo nella direzione sociale.  Morto un governo se ne fa un altro. Il numero chiuso, lo sbarramento al diritto allo studio, la preclusione a misurarsi con le proprie competenze e capacità continua ad essere il DISCRIMINE ANCHE DEL GOVERNO ROSSO-GIALLO -PD + M5S-. E se per i grillini, senza né arte né parte, non rappresenta nulla visto l’assenza di riferimenti culturali e politici, per le sinistre il NUMERO CHIUSO è un’autentica vergogna ideologico-politica.

L’istruzione universitaria, col ritorno allo Stato di Diritto allo studio senza discrimini sociali, politici e economici, dovrebbe diventare cavallo di battaglia per la destra di Fratelli d’Italia e per la Lega di Salvini.  Regolamentare il vero diritto allo studio è elemento discriminante rispetto al NEO-LIBERISMO del PD. Di contro, le scelte SOCIALISTE diventano d’obbligo per una destra moderna, libera e democratica votata a perseguire l’alternativa all’attuale governo rosso-giallo.

Quest’auspicio è anche in ragione delle direttive europee rispetto questa materia – 36/2005. Vengono garantiti ai cittadini europei la possibilità di lavorare ed esercitare la propria professione in TUTTI gli Stati europei- anche professioni sanitarie – Recepito dal Dlgs.206 del 09.11.2007.

Ma questo non è sufficiente, per cui, anche se la laurea rumena è riconosciuta in tutta Europa compreso l’Italia – Direttive Europee 36/2005; 100/2006; Dlgs.207/07. Gli studenti laureati in Romania sono costretti ad ingaggiare un braccio di ferro, lungo e costoso, per farsi riconoscere i propri diritti.

Il governo Conte elargisce bonus cultura, bonus monopattini e bici, bonus vacanze, pc – tablet e internet, non riconosce il DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO IN CASA PROPRIA commette un errore epocale.

Caserta, 10 ottobre 2020.

Nicolò Antonio Cuscunà.

5 Commenti

  1. Lo studio serio ,la valutazione seria ,a 360 gradi dello studente (predisposizione.anche a livello psicologico)dovrebbero essere la motivazione all’ accesso o al rifiuto.
    Ma sappiamo che andrebbe a dare problemi alla. diffusa “arte”della raccomandazione

  2. Non auguro allo scrivente di doversi far curare da uno dei 70.000 che sarebbero annualmente da ammettere a Medicina senza il numero chiuso. La demagia e la sanità non possono sempre andare d’accordo.

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