IL LUSSO E LA POVERTÀ

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 –         di Michele Falcone       –                           

Beppe Grillo 950x551 IL LUSSO E LA POVERTÀBeppe Grillo è in piena crisi difficilmente classificabile. In una riunione con suoi seguaci nella sala Nassyria della Camera ha pronunciato un discorso sconclusionato per rilanciare il piano per la decrescita felice. La sua ricetta prevede al solito il reddito di cittadinanza per tutti, immigrati compresi, statalismo, Pil fermo, tasse per le imprese e salari, pensioni e stipendi ridotti al minimo per chi lavora.

Grillo sogna una Repubblica fondata sull’assistenzialismo esasperato come nemmeno Marx aveva sognato: “Lo Stato deve diventare una buona cosa non una cosa che prende per il culo gli italiani come ha sempre fatto. E per fare questo non serve destra o sinistra ma ragionare su un reddito universale incondizionato che non sia un piatto di minestra, ti dò un reddito perché sei vivo, perché sei al mondo, è una grande battaglia. Istruzione e reddito possono portarci fuori dall’impasse di questi ultimi 30 anni.”

Che nobili parole, che tempra di filantropo!

Peccato che colui che parla così possiede ville al mare in Toscane e in Sardegna, ha suntuose residenze sparse in Italia, ha ricchi investimenti in Costarica.

Dal cilindro del cappello sono, così, fuoriusciti figuri utili per la difesa di interessi personali e per ingannare un popolo di ignoranti che hanno seguito stoltamente come i topi del pifferaio magico di Hamelin. Tutti i nodi, prima o poi verranno al pettine, allora sarà conosciuta appieno l’origine delle immense ricchezze perché mi sembra immorale che un uomo che predichi la povertà in realtà sia un ricco possidente e viva nel lusso più sfrenato. Che fasulla caricatura di santone, al cui confronto il mago Otelma appare essere una figura ieratica!