CORONAVIRUS A SESSA: DISTRETTO ASL ALLO SBANDO

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LA PROFEZIA DI UNA DELLE VITTIME SESSANE E L’ULTIMA FOLLIA DEL GOVERNATORE DELLA CAMPANIA PER IL RIENTRO A SCUOLA

          –          di Salvatore Zinno         –                             

 Vi abbiamo raccontato appena ieri di come sia grave la situazione contagi a Sessa Aurunca, problema che accomuna anche la vicina Cellole; 230 positivi a Sessa Aurunca e quasi 90 a Cellole su una popolazione complessiva di circa ventottomila abitanti.

Dieci decessi a Sessa e tre a Cellole secondo la nostra personale tristissima contabilità che si scontra con quella ufficiale e bugiarda dell’ASL.

Diversità di gestione dell’emergenza, sono state da subito riscontrate nei due comuni; mentre da un lato a Cellole il giovane ed inesperto sindaco Guido Di Leone si è dato subito da fare per individuare i possibili motivi di propagazione del virus e contenerlo con proprie ordinanze, nulla è stato fatto a Sessa quando c’era ancora un sindaco in carica, con molta più esperienza amministrativa e mezzi materiali. Qualcosina sta tentando di fare oggi, il neo-insediato commissario prefettizio Andrea Cantadori.

Comunque, mentre la gestione amministrativa dei due comuni è stata molto diversa, i territori si sono trovati associati in una univoca gestione fallimentare dell’emergenza, quella della ASL!

Senza voler parlare in queste righe dell’ospedale San Rocco, in riferimento allo “sperpetuo” gestionale per il quale viene dedicato uno spazio quasi quotidiano dalla nostra redazione, il faro lo accendiamo sul distretto sanitario sessano.

Questi uffici, dotati di adeguato personale medico e tecnico, da qualche settimana sono andati completamente in tilt. Non vengono trasmessi gli elenchi dei positivi e dei soggetti posti in quarantena fiduciaria affinché le autorità provvedano ai controlli.

Inoltre, numerosi sono stati i casi di accertamento della positività di un paziente, dopo il suo decesso.

Un caso emblematico di questa scellerata gestione, è stato quello della povera signora Elvira Bencivenga, maestra elementare deceduta negli ultimi giorni di ottobre senza che l’ASL provvedesse ad eseguire il tampone di rito ma comunicando la positività della donna solo a morte avvenuta, facendola diventare suo malgrado, un altro pessimo esempio di malasanità. Questa lentezza – chiamiamola così – di reazione da parte della struttura sanitaria, cosa ha comportato?

Primo, che centinaia di persone si recarono presso l’abitazione della donna a porgere l’omaggio funebre, restando contagiati anche loro in alcuni casi ed esponendo tantissimi altri ad un rischio elevato di contagio. Secondo, che mezza famiglia si è positivizzata, ed in alcuni casi anche in maniera grave come la madre della donna (oggi ricoverata in coma al Cardarelli di Napoli) ed anche una sorella (ricoverata a Latina in condizioni critiche) ed un fratello deceduto ieri a Sessa a seguito dell’infezione da coronavirus. Inoltre ci sono altri familiari positivi anche se in condizioni complessive accettabili.

Proprio il fratello della maestra Bencivenga, il signor Giuseppe che ieri ci ha lasciato ad appena cinquantadue anni; l’uomo poche ore dopo la morte della congiunta, si era lasciato andare ad alcune considerazioni verso la gestione del loro caso familiare da parte dell’Asl ponendo seri interrogativi. Quelle poche righe oggi risuonano come un preciso atto d’accusa verso la gestione fallimentare della dirigenza ASL, incapace di svolgere il proprio ruolo di programmazione e di indirizzo del personale da essi gestito, facendolo divenire un vero e proprio testamento.

Il signor Bencivenga, buon anima, aveva scritto a proposito della morte della sorella ed ai mancati soccorsi ricevuti: “…qualcuno un giorno ci spiegherà…”; e ancora: “…fatico a capire come possiamo uscire da questa pandemia…” in merito all’operato sgangherato dell’ASL che non è stata tempestiva nell’accertamento della positività della vittima e del possibile contagio a cui ha esposto i congiunti e gli amici.

Un operato pessimo possiamo dire, grazie al quale ci sono persone che autonomamente hanno eseguito tamponi a pagamento risultando positivi e da giorni attendono l’arrivo ufficiale del personale ASL che deve certificare la loro positività. Oppure ancora, persone sottoposte a tampone dai tecnici ASL ma che non ricevono i referti dopo giorni e giorni dall’esecuzione del test. Ma anche persone risultate positive, le quali assieme ai congiunti continuano ad uscire da casa perché l’ASL non fa i controlli e non comunica gli elenchi alle autorità comunali e di pubblica sicurezza le quali dovrebbero vigilare affinché questo soggetti non mettano a rischio il resto della popolazione.

In tutto ciò, si inserisce l’ultima ordinanza regionale (la 90 del 15 novembre), la quale prevede il rientro a scuola dei bambini delle prime elementari dal 24 novembre prossimo a patto che le ASL territorialmente competenti assicurino “l’effettuazione di screening, attraverso la somministrazione di tamponi antigenici, su base volontaria, al personale, docente e non docente delle classi interessate, nonché agli alunni e relativi familiari conviventi”; in pratica, non si riesce a fare i tamponi ai positivi già auto-accertati, figuriamoci se riusciranno a farli agli insegnanti, al personale scolastico, agli alunni e ai loro genitori…utopia, o presa in giro?

Tornando all’ultima vittima sessana del covid, oggi purtroppo, al signor Giuseppe Bencivenga, nessuno darà più spiegazioni ed egli non potrà mai più capire come faremo ad uscire da questo incubo.

Lui, il suo incubo lo ha vissuto in sulla propria carne viva dopo averlo annunciato e raccontato e da quell’incubo si è fatto accompagnare alla tomba….una morte che si poteva evitare, che si doveva evitare, se solo qualche burocrate avesse fatto meglio il suo lavoro!post scaled CORONAVIRUS A SESSA: DISTRETTO ASL ALLO SBANDO

1 commento

  1. Credo che da politici siano divenuti assassini (colposi).
    Qui la gente muore e si continua con i giochetti di potere o chi l ha più grosso o piscia più lontano?
    Iniziate a puzzare di morte, quella che con le vostre non azioni e impreparazione, spero non dolo, state procurando.

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