23 NOVEMBRE 1980-23 NOVEMBRE 2020: 40 ANNI DAL TERREMOTO CHE TRASFORMÒ IL SUD IN PROFONDO SUD

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           –          di Nicolò Antonio Cuscunà          –                   

%name 23 NOVEMBRE 1980 23 NOVEMBRE 2020: 40 ANNI DAL TERREMOTO CHE TRASFORMÒ IL SUD IN PROFONDO SUDDomenica 23 novembre del 1980, ore 19,34, momento della vita vissuta che tutti ricordano, gli infiniti attimi della scossa restano quale evento indelebile di ricordi emozionali. Evento rammentato al pari del 18° compleanno, del giorno della laurea, dell’11 settembre 2001 o della morte di persone care. 10° grado della scala Mercalli, le province di Avellino, Salerno e Potenza, con epicentro tra Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Lioni , Sant’Angelo dei Lombardi, Calabritto ed altri, subirono 90 interminabili secondi di movimento sussultorio ed ondulatorio. L’evento assunse il nome di “SISMA dell’Irpinia”, 280.000 sfollati senza casa, 8.848 feriti, 2.914 morti mai realmente accertati. 8 aree diversamente classificate dell’epicentro, 679 comuni colpiti ed in parte o del tutto distrutti, 100.000 alloggi tra il devastato ed il danneggiato. Tre regioni coinvolte nel mortale evento, le province di Avellino, Salerno, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza e Foggia subirono morti e infiniti danni all’edilizia abitativa, sacra e produttiva.

In quell’epoca Caserta era città bomboniera, non ancora sobborgo-periferico napoletano. Le caserme ospitavano i soldati di leva, i cinema erano sempre stracolmi come le pizzerie e i ristoranti. Su corso Trieste i giovani, per costumanza, effettuavano le cosiddette “vasche” , andata e ritorno tra piazza Margherita e l’angolo di via Colombo -May Market -Benetton-. Quella domenica sera il sisma, come in uno scatto di foto in bianco e nero, definitivamente fermò la città-paese dove tutti conoscevano tutti. Il terremoto segnò la fine di Caserta da “bere” e l’inizio dell’attuale oblio. Nulla è ritornato come prima. Interi palazzi del centro storico, tra via G.B.Vico, San Giovanni, San Carlo e De Dominicis, vennero sgomberati, qualcuno non più edificato, decine e decine di sfollati ,nessun morto. Era sindaco di Caserta l’avv. Giampaolo Iaselli, il consiglio comunale coeso ed in seduta permanente coordinò i primi interventi per la messa in sicurezza, sgombero e sistemazione dei senza casa. Le piazze si riempirono di gente impaurita, alla quale, l’Ente Comune, non fece mancare legna da ardere e bevande calde. Non esisteva la Protezione Civile, ma la presenza dell’Esercito, la Croce Rossa ed il volontariato politico non fecero mancare il proprio contributo d’assistenza. Il Fronte della Gioventù contribuì con 2 camion di derrate alimentari, coperte e medicine, raccolte nella storica sede di via Roma n.59. Materiale consegnato a sfollati casertani ed a senzatetto di Sant’Angelo dei Lombardi.  La ferita più grave per la città fu lo sbarramento-chiusura di via Vico e via San Giovanni, muri invalicabili che di fatto spaccarono la città in due tronconi. Cosa resta di quell’evento? La maggioranza degli sfollati non ha fatto più ritorno nelle proprie abitazioni, e gli alloggi requisiti per ospitarli, edilizia residenziale privata, divenuta pubblica, sono vergognoso GHETTO della successiva gestione della “COSA PUBBLICA” (P.co Primavera di Tuoro, costato oltre 13 mld di £). Gli Hotel requisiti per ospitare gli sfollati – Hotel Houston e Canzanella; il primo “fantasma all’uscita autostrada Caserta Nord, il secondo riportato a nuova vita.

terremoto irpinia 23nov 2 scaled 23 NOVEMBRE 1980 23 NOVEMBRE 2020: 40 ANNI DAL TERREMOTO CHE TRASFORMÒ IL SUD IN PROFONDO SUDIl terremoto dell’Irpinia indicato come uno dei peggiori esempi di SPECULAZIONE su una TRAGEDIA, o meglio definito “terremoto infinito”.

Magistratura ordinaria, Corte dei Conti e Commissione Bicamerale d’inchiesta (L.128 del 7 aprile 1989) appurarono “commistioni tra politica e camorra”. A presiedere la commissione fu chiamato l’on. Oscar Luigi Scalfaro ( …si garantì i galloni per diventare Presidente della Repubblica), la relazione presentata al Parlamento stabilì la spesa di 50.620 miliardi di lire. Nella circostanza, per veicolare i soldi pubblici, vennero costituite 26 Banche Cooperative, 9 nella sola provincia di Avellino, la più proficua la “BANCA POPOLARE IRPINA” con socio di maggioranza Ciriaco De Mita. La Commissione d’Inchiesta accertò che le Banche Cooperative prestarono soldi ad IMPRESE del NORD Italia, mentre le aree del Sud, senza vocazione industriale, servirono solo alla politica-camorra per mettere le MANI SUL TERREMOTO.

Le commemorazioni spesso servono a distrarre dai veri danni creati dagli eventi naturali e dagli uomini. Non è mai troppo fissare eventi ancora vivi nella memoria, servono al prossimo per non commettere sempre gli stessi errori.

Cosa rimane dell’evento sismico dell’80, solo ricordi dolorosi, tristezza per il cattivo uso della politica, debiti da pagare all’infinito? Fortunatamente la politica non è come tutte le erbe un solo fascio. Dagli errori sulla lentezza dei soccorsi nacque la “PROTEZIONE CIVILE”; dall’intelligenza di un collezionista-gallerista napoletano Lucio Amelio (1931-1994) rimane la collezione TERRAE MOTUS”. Raccolta di 70 opere d’Arte Contemporanea –monotematica – con artisti del valore di Andy Warhol, Keith Haring, Joseph Beuys, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino e altri. Collezione donata, per volontà testamentale di Amelio, alla Reggia di Caserta.

Terremoto dell’Irpinia e Malasanità al Sud, rami dello stesso albero. Diritti negati, alla salute, al lavoro e all’esistere, i figli della politica conosciuta e non evitata. Non è sufficiente, anzi è stupido, non esercitare il diritto di scelta-voto, la vera rivoluzione non nasce sulle barricate e nelle piazze in subbuglio, la rivoluzione si attua con la matita copiativa scegliendo il nuovo, il conosciuto, l’onesto ed il competente.

Chi ha vissuto quell’evento, con o senza dolore diretto, resta l’insegnamento di come ” l’uomo si rende misero quando profitta di miserie”.112347094 5f29f7db 54c1 46b9 a59c dd1b3af51b8f 23 NOVEMBRE 1980 23 NOVEMBRE 2020: 40 ANNI DAL TERREMOTO CHE TRASFORMÒ IL SUD IN PROFONDO SUD

1 commento

  1. Purtroppo l’uomo continua ad approfittare delle miserie altrui e non impara nulla di nulla dalla storia e questa ennesima sciagura (la pandemia da coronavirus) ne è la dimostrazione!!!

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