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CORONAVIRUS A SESSA: GENITORI IN RIVOLTA CONTRO LA RIAPERTURA

IL COMMISSARIO PREFETTIZIO, PRIMA NEGA IL CONFRONTO AI GENITORI E POI APRE AL DIALOGO CON I DIRIGENTI SCOLASTICI

INTANTO IL DISTRETTO SANITARIO DELL’ASL DI SESSA AURUNCA, AFFONDA NELL’INCAPACITÀ PIÙ TOTALE

             –         di Salvatore Zinno       –                   

Andrea Cantadori

Sulla faccenda della riapertura delle scuole con didattica in presenza, non bastava il caos che sta producendo la Regione Campania con il Presidente Vincenzo De Luca, il quale ha deciso di non decidere lasciando libero arbitrio ai sindaci.

E i sindaci dei comuni campani, in larghissima parte hanno risposto, assumendosi le loro brave responsabilità ed hanno optato per la chiusura delle scuole; la maggior parte fino al 6 dicembre prossimo che, con il fine settimana incollato, diventa un 9 dicembre.

A Sessa Aurunca no!

Nonostante l’esplosione dei contagi – in controtendenza con il dato regionale che va lentamente calando – che fa schizzare a quasi 400 i contagi totali con 308 positivi attuali ed un numero di decessi che si attesta sulle 14 unità secondo i nostri dati, il commissario prefettizio Andrea Cantadori, insediatosi da una decina di giorni, ha deciso anche lui di non decidere…almeno fino a ieri sera.

Il dott. Cantadori sta subendo un forte pressing da parte dei genitori e dai consigli scolastici degli istituti primari e secondari di primo grado, per i quali è assolutamente impensabile riprendere la didattica in presenza in un momento delicato come quello attuale.

Ma perché i genitori sono così contrari al ritorno in classe dei loro figli i quali stanno vivendo un periodo di disagio a causa della mancanza di socialità e di contatto umano?

È presto detto: la preoccupazione deriva proprio dal dato epidemiologico riscontrabile sul bollettino ufficiale ASL. Un dato in costante crescita che non accenna a trovare soluzioni di assestamento.

Molti di loro, riuniti nei consigli di classe, hanno preso carta e penna ed hanno inviato via PEC una richiesta al commissario Cantadori, con la quale chiedono il prosieguo della “didattica a distanza”, in funzione dell’elevato numero di contagi che interessa il comune, ma anche sulla base delle indicazioni delle associazioni dei pediatri che si sono detti contrari al rientro in classe in questa fase; i genitori sessani hanno preso in considerazione anche la nota dell’ANCI Campania (associazione dei comuni) che chiede espressamente al presidente De Luca di rivalutare le sue decisioni in merito alla scuola.

A questo punto, il commissario prefettizio ha convocato per il pomeriggio di oggi una riunione alla quale ha invitato i dirigenti scolastici degli istituti sessani unitamente al responsabile zonale dell’ASL di Caserta. Per valutare i dati in possesso dell’ASL e prendere una decisione in merito alla riapertura oppure no delle scuole. Da questo confronto sono stati esclusi i rappresentanti dei consigli di istituto, i primi che avevano sollevato dubbi e gli unici, con una certa sicurezza, ad avere il quadro esatto della situazione ed essendo i più diretti interessati in quanto genitori, appunto.

Ora una considerazione la dobbiamo necessariamente fare: il dott. Cantadori è proprio certo di voler prendere le proprie decisioni in base ai dati forniti dal distretto sanitario di Sessa?

A nostro parere, in questo momento è il dato più inattendibile ed inutile che si possa leggere. Come testimoniato da diversi medici di base del comprensorio nonché da operatori privati nel campo della diagnostica sanitaria, il distretto sanitario sessano è il più “terremotato” dell’intera provincia, in quanto non ha tenuto per niente in conto le PEC che i laboratori privati hanno puntualmente inviato nel momento in cui hanno accertato la positività di un soggetto da loro scrinato. Di conseguenza hanno aggiornato male e con scarsa costanza il data-base regionale dal quale poi viene estratto il famoso bollettino giornaliero.

Basti pensare che i laboratori privati sessani hanno da soli eseguito oltre 12mila test molecolari e antigenici – individuando qualche centinaio di positivi – mentre i medici dell’ASL aurunca non sono arrivati neanche alla metà fornendo numeri a nostro parere ancora troppo bassi rispetto alla realtà. Inoltre, l’elenco dei deceduti è fermo da dieci giorni alla cifra di 4 unità mentre i deceduti con il covid-19 sono almeno 14; e per “elaborare” questo numero ci è bastato leggere i necrologi affissi per strada, senza ricorrere ad alcuna intelligence spionistica o calcoli astronomici.

L’ASL quindi sta “dando i numeri al lotto” da diverse settimane risultando totalmente inattendibile per qualsiasi valutazione di specie. La domanda che ci poniamo adesso è la seguente: nel momento in cui, negli uffici Asl in via del Seminario, decideranno di aprire e leggere tutte le PEC ricevute dai laboratori privati attestanti un certo numero di soggetti positivi e li inseriranno nel data-base regionale, l’indice RT schizzerà alle stelle…con quali conseguenze per la popolazione ed il territorio?

Cose che neanche una zona rossa potrebbe giustificare; neanche a Wuhan in piena epidemia avranno avuto le percentuali che si genereranno a seguito di un’esatta lettura dei numeri.

Il commissario Cantadori, quindi, senza farsi tirare per la giacchetta da nessuno degli pseudo politici locali che da giorni stanno tentando di strumentalizzarne le azioni, deve fare una valutazione in massima serenità fidandosi dei pessimi numeri che ha a disposizione (seppur poco veritieri in difetto) e che indicano una crescita costante del numero di contagiati sul territorio comunale, tenendo ben presente che all’interno delle scuole vi sono decine di insegnati e collaboratori scolastici positivi o con familiari positivi, oltreché un gran numero di genitori di alunni  positivi, i quali tutti assieme potrebbero scatenare una nuova ondata di contagi ai quali sarebbe difficile mettere rimedio.

Il disappunto generale dei genitori sessani è indirizzato senza dubbio al fatto di essere contrari al rientro in classe in questo particolare momento di emergenza sanitaria, ma anche verso quei consiglieri comunali che hanno determinato la caduta dell’amministrazione in un momento delicato come questo.

In particolar modo, abbiamo potuto leggere decine e decine di commenti negativi rivolti verso colui che è considerato l’artefice della sfiducia all’ex sindaco Silvio Sasso, ovvero Ciro Marcigliano; ma più di lui, gli strali sono rivolti in massa verso l’ispiratore vero della sfiducia al primo cittadino, il Presidente del Consiglio Regionale Gennaro Oliviero.

L’opinione comune della gente, punta dritta verso la scellerata iniziativa di far trovare la città senza una guida certa in un momento di emergenza sanitaria solo per un capriccio politico di Oliviero il quale ha voluto vendicarsi di Silvio Sasso per il fatto che costui non lo avrebbe votato alle ultime regionali. Ai sessani proprio non sta andando giù questa cosa tanto minacciare in tanti di ricordarsene alle prossime elezioni comunali, e noi staremo a vedere.

Certo Sasso non avrebbe avuto la capacità di salvare la città come un novello “defensor civitas”, ma sarebbe stato certamente più emotivamente presente verso le preoccupazioni che attanagliano i propri concittadini.

Invece a Sessa, le decisioni ora le prende un commissario prefettizio che vive (come è giusto che sia) la cosa con il giusto distacco che il suo ruolo e la sua storia dettano.

Decisioni che, dobbiamo stigmatizzarlo, vengono costantemente inquinate da ingerenze esterne di personaggi in cerca di visibilità politica, che per altro hanno contribuito a lasciare la città senza una guida amministrativa.

La speranza dei genitori – che in tantissimi ci hanno contattato in queste ore – è che la decisione del commissario Andrea Cantadori, sia dettata esclusivamente da una valutazione in ordine all’emergenza sanitaria in corso, senza alcun condizionamento politico di sorta e senza basarsi troppo su dati statistici che andrebbero bene più per la tombola di natale che per una pandemia.

Caporedattore

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