OSPEDALE SAN ROCCO, CARENZA DI PERSONALE, IL NURSIND SCRIVE ALLA DIREZIONE ASL

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La segreteria territoriale del Nursind nella persona della responsabile del sindacato all’Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, Angelina Raso, ha inviato una nota alla direzione strategica dell’Asl, alla responsabile dell’ufficio Prevenzione e Protezione sul Lavoro e alla direttrice sanitaria del San Rocco di Sessa in cui chiede spiegazioni relative alla carenza di personale nel Presidio Ospedaliero aurunco.

“A circa due mesi e mezzo – si legge nella nota – dopo ripetuti accorpamenti di reparti, spostamento di personale sanitario, sospensione di ricoveri e interventi chirurgici di elezione, di visite ambulatoriali, si è tornati ad una ripresa della normale attività assistenziale. Questa Organizzazione Sindacale considera positivamente questa riapertura, in quanto, ritiene sia necessario tornare ad erogare salute facendo sì che delle strutture sanitarie tornassero a garantire e fornire assistenza e cure ai pazienti con patologie non correlate all’infezione da virus Covid-19 che,

in questo periodo di emergenza pandemica, sono stati esclusi dal circuito assistenziale. Questa Organizzazione in virtù di ripresa delle attività avrebbe voluto che si risolvesse in parte la annosa carenza di personale in tutti i profili anche per superare la piaga del demansionamento. Il NurSind ha più volte evidenziato l’insufficienza e l’inadeguatezza del personale e dei presidi a loro disposizione per erogare un’assistenza in linea con i Lea. Infatti, si assiste a reparti sub-intensivi, Reparto di Cardiologia, dove è presente anche un solo infermiere a far fronte a tutte le richieste assistenziali dei pazienti. Come è possibile assicurare i Lea, quando in un reparto, UO Medicina, sono presenti 19 pazienti, di cui il 90% non autosufficiente, la cui assistenza è garantita da due sole unità infermieristiche e da un solo OSS? Come non può non verificarsi un demansionamento del personale infermieristico che genera stanchezza, stress e rabbia e, di conseguenza, meno attenta e precisa? Proprio in questo momento, dove sono fondamentali l’attenzione e le misure di profilassi per evitare contagi e focolai, nella UOC di P.S vengono a stazionare i pazienti da ricoverare nei reparti di degenza, in attesa del risultato del tampone molecolare, anche, in più di uno nella stessa stanza, con il pericolo di creare un focolaio d’infezione. È da sottolineare che tali pazienti, durante tale attesa, non possono essere sottoposti alle cure diagnostiche e terapeutiche che la loro patologia richiede. Si verifica, inoltre, che ci siano pazienti con patologie psichiatriche, anche sottoposti a TSO, lasciati all’assistenza e al controllo degli infermieri dedicati al P.S., ossia, senza alcuna preparazione ed esperienza di tali pazienti. Il personale sanitario tutto è confuso, stremato, stanco, preoccupato, anche, da un nuovo aumento dei contagi che potrebbe far ripresentare la situazione dei mesi scorsi, dove il reparto di pronto soccorso era diventato, di fatto, un reparto Covid, ma senza averne alcun requisito, a partire dalle stanze di degenza per finire ai percorsi e ai DPI a disposizione del personale. Nel P.O San Rocco si è affrontata l’emergenza pandemica con spirito di servizio, con abnegazione, garantendo sempre la copertura dei turni ricorrendo a straordinari, ordini di servizio giornalieri; ci si è contagiati e ammalati, addirittura, con personale precario a cui non è stato ancora corrisposto l’infortunio sul lavoro. Tutto ciò si è fatto perché si è creduto ad una promessa di aumento personale, soprattutto della figura dell”OSS. Egregi Direttori certamente non è questa la sanità che dovrebbe essere garantita; non è questa l’ assistenza che dovrebbe essere erogata. Il Nursind ritiene che in queste condizioni non solo non vengono garantiti i Lea, ma neanche i criteri di sicurezza e protezione stabiliti dalle norme vigenti”.