PIANURA E L’ORRORE DELLA STORIA DIMENTICATA – seconda parte

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   –   di Francesca Nardi   –               

La sete di sangue e di vendetta si consuma lentamente affondando nel dolore di chi resta, faticosamente vivo, dopo avere seppellito un figlio…La ribellione contro chi ha seminato morte e distruzione interrando veleni e ipotecando il futuro di un’intera popolazione, sopravvive nella speranza che la giustizia degli uomini non sia fine a sé stessa e che questo canto di morte che incombe su questa terra umiliata, possa spegnersi infine. Pianura…dopo trent’anni di “triste consapevolezza” e “conoscenza dei fatti” siamo qui, inchiodati davanti all’ingresso di un cimitero…e ancora una volta perdiamo il conto dei giovani morti e che dormono oltre quel cancello, mentre il professor Marfella ancora una volta ripete e conferma la drammatica relazione causa-effetto che riporta il pensiero e la mente a ripercorrere immondi sentieri in cui il profitto che grondava sangue incontrava la vita e senza alcuna pietà iniziava a travolgerla. Sono trascorsi anni ed anni e nulla è cambiato…Gli effetti devastanti degli sversamenti illeciti di rifiuti altamente tossici, continuano a mietere vittime e in questo canalone in cui “si sversò di tutto” ed il peggiore dei destini cominciò a dipanare il suo macabro gomitolo, qualcuno, anni fa, ha realizzato un parco giochi…E noi oggi, vorremmo sapere in quale archivio sono conservati i documenti sacri che attestano che in questo canalone non si registrava nulla di anormale e l’intera area non risultava inquinata e quindi nulla si opponeva alla realizzazione del parco, ma soprattutto vorremmo conoscere il nome di chi, quei documenti li ha firmati.