L’AMMONIMENTO DI ARISTOTELE

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di Vincenzo D’Anna*

Le piazze d’Italia cominciano a riempirsi di un sempre più alto numero di manifestanti: sono quelli che rifiutano il Green Pass e le limitazioni alle libertà individuali che lo speciale “lasciapassare” comporta. A guardar bene, la protesta viene, sostanzialmente, da quanti rifiutano la vaccinazione anti Covid e tutte le incognite che una terapia genica, quale essa effettivamente è, potrebbe comportare nel medio lungo termine. Le teorie sui futuri irreparabili inconvenienti derivanti da tale pratica, sono di specie e tenore scientifico diversi, adottate e propalate da soggetti eterogenei, sia pure accomunati nella protesta. Si parte dalla preoccupazione di tipo squisitamente scientifico per giungere a vere e proprie fandonie, dalle elucubrazione di taluni scienziati, successivamente dequalificate e degradate in chiacchiere da apprendisti stregoni, a quelle di soggetti che diffondono sui social convincimenti smerciati come verità scientifiche. Un guazzabuglio di tesi e di argomentazioni che lascia confusi chiunque tenti di discernere il vero dal falso, il dubbio dalla cialtroneria autoreferenziale. La capillarità delle reti social e l’uso diffuso da parte di un sempre più largo strato sociale conferisce al sensazionalismo delle cose di poco pregio e rigore un vantaggio che nessuna verità può colmare. Si forma e si espande sotto forma di opinione largamente condivisa, la tesi sulla assoluta nocività delle terapie genetiche e vaccinali. Non contano le opinioni di quanti non si esprimono attraverso i social né contano quelle dei milioni e milioni di italiani già sottoposti al trattamento. Coloro che impongono quelle pratiche sanitarie oltre ad essere considerati degli irresponsabili, accusati di mettere a repentaglio la salute pubblica, presente e futura, vengono additati come malvagi liberticidi, che vogliono conculcare o limitare le prerogative ed i diritti dei liberi cittadini. E’ questo il punto dolente della vicenda: l’incrocio dove s’incontrano e si fondono la preoccupazione per la tutela della salute con un intento liberticida e la pratica vaccinale intesa come strumento, per raggiungere oscure trame e finalità di tipo para politico. In sintesi quello che viene paventato è che il governo, od altre forze oscure che si muovono dall’esterno, abbiano come disegno inconfessato quello di voler instaurare un regime repressivo se non autoritario. E’ appunto quest’ultima ipotesi che scalda i cuori di qualche noto intellettuale, tutto proteso a recitare il ruolo di difensore dei sacri diritti della cittadinanza, intoccabili in un paese democratico. Ma sono intoccabili anche i diritti di cittadinanza dei vaccinati e soprattutto il diritto di essere protetti dal virus. Insomma si ritorna ai tempi in cui andavano di moda i moti rivoluzionari grillini e la lotta al potere politico corrotto (dalle case farmaceutiche) e tiranno. E’ in questo spazio che si inseriscono anche le forze extraparlamentari ed i loro capipopolo, trasformando in rendite politiche sia la paura della gente che gli erronei convincimenti di una parte della cittadinanza, sia pure numericamente residuale. Riprende piede, con l’assalto alla sede della GCIL, la violenza non solo verbale nel mentre le approssimazioni e le iperboli di ragionamenti frettolosi e, soprattutto, di opinioni che seppur formatesi sui sociali, vengono elevate al rango di opinione diffusa e veritiera. Un miscuglio di false verità, di qualunquismo che contengono il seme della violenza e dell’istigazione all’odio sociale, ancora una volta indirizzato verso il ceto politico e le istituzioni. Ecco che sovviene l’insegnamento di Aristotele, il grande filosofo dell’antichità, allorquando nel libro della “Politeia” introduce il concetto dell’anaciclosi, il degradare delle forme di democrazia conosciute e delle tre forme fondamentali di governo – monarchia, aristocrazia e democrazia – che si propongono finalità benigne. Queste ultime, per quanto ispirate al bene della società, vengono descritte come deboli ed instabili. Stiamo parlando di forme che l’umanità ha già sperimentato negli ultimi secoli e che spesso, come previsto dal filosofo greco, si sono degradate in forme malvagie di governo: la tirannia, l’oligarchia ed infine l’oclocrazia. Quest’ultima, significa potere al popolo ed alle sue volontà espresse al di fuori degli schemi di un ordine costituzionale, di leggi ed ordinamenti sociali, ed e’ la più pericolosa e forse la più prossima. Un traguardo a cui rischiamo di andare incontro al termine di un ipotetico ciclo, che riguarda la nostra Nazione. Insomma, in sintesi, rischiamo un domani di politica caotica e insurrezionale. Un altro enfatico fallimento come quello che ha portato in parlamento ignoranti improvvisati scelti su di una piattaforma telematica. A coloro che si attardano a non voler comprendere che la riforma della politica attraverso il rilancio di partiti politici, regolamentati e disciplinati da democrazia interna, porta il sistema allo sbando, deve essere dedicato l’ammonimento Aristotelico.

*già parlamentare