OSPEDALE SAN ROCCO, PER NON DIMENTICARE, NEL RISPETTO DI MORENA E DELLA SUA BREVE STAGIONE

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(f.n.) – Aveva 27 anni Morena Di Rauso ed era bellissima…La sua storia, troppo breve, affonda e si spegne, nel delta limaccioso delle parole confuse, dei pareri contradditori degli esperti, delle diverse opinioni, delle differenti affermazioni, delle lunghe inconcepibili litanie di chi, assurgendo a depositario della verità, riusciva ad essere più convincente…Ed il più bravo di tutti nel persuadere giovani donne in attesa di un bimbo, a non vaccinarsi, era diventato l’oracolo di riferimento… Aveva 27 anni Morena ed era bellissima e adesso…sua figlia, per addormentarsi, ogni sera dovrà abbracciare il suo ricordo, tradotto dagli altri, cercando il profumo rimasto a dimora in quel golf di lana che Morena, forse, avrà lasciato sulla sedia, prima del ricovero al San Rocco di Sessa Aurunca. La sua piccola porterà con sé il destino, di chi deve accontentarsi di una memoria condivisa, di un sospiro, di un pensiero sussurrato all’interno del suo piccolo cuore, quando viveva già dentro alla sua mamma. Chi è stato?, chi ha rubato il tempo di Morena e di sua figlia?, chi ha distrutto il futuro di una giovane donna?, questa umanità dal pensiero sbilenco che ha sempre bisogno di un colpevole, da dilaniare nell’immediato, oggi si accontenta di una sigla, di una formula: Covid 19…Chi ha spento la luce di Morena?, è stato il tempo…il tempo offerto con incosciente prodigalità all’ombra scura ed incombente del Covid, perché penetrasse nella sua vita e la portasse con sé. Il 22 novembre u.s. scrivemmo che qualche giorno prima, intorno alle 23 una giovane donna al termine della gravidanza, era stata ricoverata al PO San Rocco di Sessa Aurunca. La giovane doveva essere sottoposta a taglio cesareo. Scrivemmo che… la prassi, la prudenza, l’intelligenza, il buon senso ed il senso civico, avrebbero imposto che la prima cosa da fare, fosse il tampone e la seconda cosa, visto il profilo della paziente, che deve partorire ed entrare in contatto con altre pazienti e personale sanitario, avrebbe richiesto che il tampone venisse rapidamente effettuato ed altrettanto rapidamente analizzato…Ma noi, anche in quell’occasione, fummo considerati polemici, brutti, sporchi e cattivi. E noi, anche in quell’occasione invece, evitammo di infierire come sarebbe stato giusto fare, alla luce del dramma che si è consumato, contro la solita inqualificabile approssimazione. La giovane donna, viene operata il giorno dopo, la sua bambina nasce regolarmente. Ma del tampone si avrà notizia soltanto 24 ore dopo, alle 23, due giorni dopo il suo ricovero. Infatti la mattina dopo il ricovero il corriere non era passato affatto dal San Rocco ed inoltre gli autisti avevano ordini precisi e cioè dovevano muoversi per le urgenze soltanto su ordine del vice Passaro e di Antinozzi.  Il tampone risulta positivo, come appare addirittura evidente che sia, visto che la signora al suo arrivo era febbricitante ed il suo medico stava pensando di farle assumere un antibiotico. Ci chiediamo da “ignoranti”: se era febbricitante, perché non provvedere nell’immediato e nell’interesse di tutti, con un tampone e nel caso di positività, provvedere a trasferirla subito in una struttura Covid? In piena pandemia, è possibile che, davanti ad una paziente non vaccinata con febbre e tosse, non si pensi a mettere lei in sicurezza prima di tutto e quindi gli altri?, è normale che la si operi, senza attendere il tampone e la si trasferisca in una struttura adeguata soltanto due giorni dopo, senza tener conto del probabile rischio, cui sono stati sottoposti, nel frattempo, tutti gli altri? Arroganza?, indolenza?, menefreghismo?, qualsiasi sia stata la causa di un atteggiamento per noi “ignoranti” in materia, incomprensibile, oggi anche le polemiche dovrebbero spegnersi davanti alla scomparsa di una giovane di 27 anni e allo strazio della sua famiglia. Infatti, ciò che sopravvive non è la polemica, ma la rabbia, una rabbia violenta e dura come un macigno, contro il quale si frantumerà ogni pretesa di immonda giustificazione da parte di chicchessia. Ne scrivemmo allora ma la ex Ds Stefania Fornasier conferì alla denuncia, la stessa importanza che attribuì alla notizia di quel primario che consentiva a suo figlio, appena laureato e senza tampone né specializzazione, di accedere alla sala operatoria, non per osservare ma per operare e pubblicava addirittura le foto sui social…della serie: faccio quello che mi aggrada… La reazione della Ds fu quella di chiedere le relazioni ai testimoni, dopo di che, raccattò le sue cose e se ne andò a dirigere il Moscati di Aversa, luogo ameno, in cui, i suoi silenzi e la sua rilassante comprensione, saranno molto, molto apprezzati. A noi resta la rabbia impotente di non aver saputo o potuto fare nulla, di non avere avuto forza sufficiente, per far scattare dalla sedia di Via Unità d’Italia, i compiacenti supporter del nulla, che ancora una volta hanno dimostrato, in quale conto tengano le regole, la prevenzione e il protocollo…sempre che un protocollo esista… Noi vorremmo unirci al pensiero di una gentile e sensibile Ostetrica del PO San Rocco, di cui non conosciamo il nome ma che ringraziamo, un pensiero lasciato su fb…Parole bellissime per ricordare Morena, parole come le lacrime preziose e sincere di chi possiede un’anima.

Le hai dato un nome bellissimo…Sofia

Sophia, Dea greca della Sapienza e della Scienza.

Brutto scherzo il destino

Forse il vaccino ti avrebbe strappata alla morte

Forse se ti avessero fatto fare un tampone naso/faringeo ai tuoi primi sintomi, forse, sarebbe andata diversamente

Forse

Se

Ma

La scienza ti avrebbe salvata. Ne sono certa.

Buon viaggio grande mamma dagli occhi di cerbiatto

Questa Ostetrica ti porterà sempre nel cuore. Proteggi la tua piccolina da lassù come solo un angelo sa fare. Dai forza alla tua famiglia

Ciao mamma Bambi