C’ERA UNA VOLTA IL PD E … QUEL CHE RESTA DELLA POLITICA

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   –   di Francesca Nardi   –                                                        pinguin e gallina C’ERA UNA VOLTA IL PD E … QUEL CHE RESTA DELLA POLITICAIn attesa che il Pd decida cosa voglia “essere davvero”, quando la sciagurata stagione che ci ha travolto, avrà terminato il suo terribile corso, ci aspettiamo che i “pensatori“ di turno offrano, fin da subito, i segni prodromici di una riflessione che dovrebbe marchiare a fuoco le “omissioni” e far vibrare le sue corde, ponendo chi ha “cuore e sentimento” politico, nelle condizioni di procedere senza riserve e senza remora alcuna, verso una fredda e lucida analisi del recente passato, che consenta una altrettanto lucida scelta del nuovo segretario.  Le Idee soprattutto, dovrebbero essere chiare per tutti, a cominciare dalle “menti” romane…Ma, se il segretario Enrico Letta, in una lettera ha dichiarato: “In Russia Putin i giornalisti li fa ammazzare, in Italia c’è pluralismo”… allora… non siamo proprio sicuri, che all’interno del Pd, vi sia la netta percezione di ciò che significa pluralismo e soprattutto, sia male impostata la volontà di chiamare le cose con il loro nome, né riteniamo, si sia consapevoli dell’urgenza di provvedere con indispensabile asetticità, a dissodare le incrostazioni della verità e restituire, almeno per quel che riguarda Terra di Lavoro e la Campania, il giusto significato ad alcuni imprescindibili episodi.  I comunicati strumentali dell’ultim’ora, intenzionali e canaglieschi, lascerebbero il tempo che trovano, se dall’altra parte il ragionamento si apprestasse a scansare dal podio, la rustica arroganza dei ducetti che da anni, facendo strame di quella inutile “cusarella” che si chiama stile e che diventa terribilmente importante, quando risulta assente, imperversano, sbattendosi il petto pubblicamente e ordinando purghe private ma dolorose. In Italia e tantomeno chez nous, non vi è alcun pluralismo, companeros, e sarebbe davvero in malafede o inguaribilmente sonnolento, chi nutrisse ancora l’illusione, che qualcuno possa azzardarsi a deviare dal pensiero unico, di cui siamo inconsapevoli servi, dicendo ciò che pensa, senza che uno qualsiasi, rozzo, ignorante ed incivile, si senta legittimato ad insultarlo, affibbiandogli i peggiori epiteti. Fatta giustizia sommaria quindi, delle patetiche affermazioni su una finta e manomessa libertà di espressione, torniamo alla fragilità di cui ha dato prova ineludibile, il Pd nei confronti dell’applicazione libertina dei suoi principi in provincia di Caserta nel periodo pre amministrative e a quel riscatto e a quella presa di posizione che auspichiamo, il Pd oggi, sia intenzionato ad assumere. Non dimentichiamo infatti le discutibili imposizioni e pretese preelettorali, a firma del presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero e dei suoi fans locali, puntualmente contestate dal partito nazionale, legittimamente risentito per il guazzabuglio ideologico in cui l’onnipotente aurunco lo stava immergendo, ed altrettanto puntualmente accantonate, quasi che qualcuno segnasse tremebondo il passo, spaventato dalla sua stessa audacia…Oggi, abituato a far ciò che vuole ed intenzionato a lasciar intendere, caruccio, che la candidatura a segretario di Stefano Graziano non gli è gradita, lancia un improvvido sasso nello stagno, …chiedendo il rinvio dell’assemblea regionale telematica del Pd convocata per oggi…adducendo a pretesto che sarebbe stato molto meglio e molto più (audite audite) “democratrica” un’assemblea in presenza, visto che l’emergenza è ormai terminata… Infatti Omicron 2 e i suoi fratelli 3,4 e 5, gli hanno fatto una telefonata personale ieri mattina e gli hanno detto …vai tranquillo Gennà! Sfortunatamente per lui, lo stagno era vuoto e il sasso è atterrato sul fondo, senza produrre quei romantici cerchi sull’acqua, che non sai mai dove vanno a finire… Il comunicato era cofirmato da una fan sammaritana di Oliviero, iscritta al partito con carica nazionale e dal parlamentare beneventano Umberto Del Basso De Caro. La partecipazione di quest’ultimo appare assai originale dal momento che sia lui che Oliviero insistono sullo stesso collegio e cosa abbiano mai da dividere, in considerazione del prossimo futuro,,,non si comprende. Misteri dell’immediato! I tre sottoscrittori del comunicato evidenziano dunque che “le dimissioni del segretario regionale Leo Annunziata necessitano di una analisi approfondita sulle condizioni in cui versa il partito in regione e nelle singole realtà provinciali” …Ahi quanta e quale verità sottintesa, quasi un lapsus freudiano in queste poche parole, che lasciano intendere senza possibilità di equivoco, l’intenzione recondita di Oliviero e della solidale piddina di prodursi, quanto prima, in una lodevole autocritica, di cui ci auguriamo non mancheranno di renderci partecipi…Infatti come negare l’impronta condizionante del presidente del consiglio regionale nella storia recente di un partito che deve a tutti i costi essere ricostruito? Ce la va sans dire che se il partito avesse accettato di sospendere l’assemblea telematica di oggi, che si è svolta invece puntualmente, ancora una volta, sarebbe stato tristemente e squallidamente evidente che il consigliere Oliviero continuava a dirigere l’orchestra, il che, companeros, era esattamente il messaggio che desiderava atterrasse sulla platea… Hasta la suerte!