ASL, LE NOMINE DEI DG E LA MESTIZIA DEL DAY AFTER…

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(f.n.) – Le regole non scritte, tramandate dai maestri del giornalismo che, a qualcuno sembrerà strano, ma sono esistiti davvero…premono alle soglie della coscienza ed impediscono di “passare oltre”, ignorare, offrendo lettura (che resterà incompresa), di uno spreco senza eguali, di signorilità, i ripetuti ed ignobili insulti all’intelligenza collettiva e l’ultimo attentato in materia di gestione della Sanità, che Sua Grazia il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha tramato, contro la nostra generosa comprensione, spesso indolenza e chiara passività, della “ragion di stato”  e dei motivi occulti e complicati assai, a monte di questa sassaiola gratuita di cui siamo vittime da tempo. Il prestigioso olezzante pot-pourri di ingegni che nel corso degli anni ha visto la sanità de noautri, gestita dalla magica fusione di ingegni come Oliviero, Zannini e Caputo che ritualmente e con feroce determinazione, hanno dilaniato a morsi, il concetto stesso di sanità, imitando, senza che il candore che contraddistingue la loro mission, consentisse al loro superego di avvedersene, il giovane ghepardo che aggredisce lo gnu e si sfama per una intera settimana alla faccia della iena, che guarda…Ebbene…caro presidente De Luca, della cui predisposizione alla tirannia coreografica, talvolta colorita, grazie a Crozza abbiamo riso, mettendo inconsapevolmente a tacere la rabbia sorda che, per l’ennesima volta, ti eri levato lo sfizio di provocare. Crozza, inavvertitamente ha abbattuto il peso dell’opposizione, generando una sorta di sindrome di Stoccolma… “Avremmo potuto ma non l’abbiamo fatto, perché?” Oggi invece non sei riuscito a farci ridere…Se dobbiamo dirla tutta… il fatto che il tuo amico Ciruzzo il Grande sia rimasto all’Asl Na1, lascia esattamente il tempo che trova, perché non abbiamo mai dubitato che sarebbe rimasto, dove ha voluto andare…senza soluzione di continuità. Al prossimo acquisto e relativo ordinativo nonché consegna di piccionaie per le gronde ospedaliere da riservare ai figli spuri dei gabbiani incrociati col piccione, lo vedremo sul tetto alle cinque del mattino, che confonderà i suoi applausi, da buon democratico doc, con la plebe dei quartieri limitrofi all’A1, che zompa e balla all’arrivo dei camion…Tranquillo sir, non ci interessa più di tanto…come non ci interessa la minutaglia parolaia periferica, impastata di livore sacrosanto e di critica, che dovremmo raccogliere, per meravigliarci adeguatamente della gran carica conquistata da “bimbò”…caruccio…ci basterà l’eco tonante dei tracchi che non potranno non essere sparati al Cardarelli, si presume…o no? Ma tanto… a te cosa interessa quello che pensano gli altri, soprattutto quelli che si “schiattano” di fatica negli Ospedali, negli ambulatori, quelli che ci muoiono, in  nome di niente ed i più meritevoli che, guarda caso, sono sempre quelli che subiscono, in nome della cialtronesca gestione delle Asl e delle Aorn, all’insegna del favore e della sistemazione di ciccì e cocò che… se ci pensi su un momento, tradurrai nel modo giusto senza interprete: figlio, figlia, cugino, cugina, zio, zia, nipote, fratello, sorella, o cumpare e ddoie cummare…e imprenditori vari, che non guastano mai, perché tornano utili al consenso elettorale, di quei bravi politici che presiedono alle attività delicate del sistema. Ed ecco il trionfante ritorno a casa del direttor prodigo…Mario Nicola Vittorio Ferrante, dal momento che si è comportato bene secondo i dettati superiori, eccolo che torna in Irpinia…ed esattamente ad Avellino, ridente città del Meridione, nella cui Asl aveva ricoperto l’incarico di direttore ff e poi quello di commissario.  Oggi è stato ufficialmente nominato Dg…Non sappiamo voi…ma noi siamo davvero commossi e adesso abbiamo la conferma intorno ai metodi giusti per fare carriera. Caro presidente, tornando a casa nostra, tutto quello che pensavamo della tua eventuale scelta di nominare Amedeo Blasotti, Dg dell’Asl di Caserta, lo abbiamo scritto nel dì della vigilia. Avevamo soltanto sbagliato, sostenendo che da dieci anni, mantenendo opportunamente un profilo basso, Blasotti governava l’Asl di Caserta, dividendo il gioco del potere, con il Gran Tari, da qualche giorno, guarda caso, riconfermato nelle sue mansioni che prevedono il “tutto io e basta” …In effetti gli anni di permanenza in Asl, sono soltanto sei, perché entrò all’Asl di Caserta, chiamato dal manager Mario De Biasio nel 2016. E’ il caso di dire che anche se gli anni sono sei e non dieci, uno come lui recupera in fretta…Ciò che indigna non è tanto il solito giochetto della sanità de noautri, al quale siamo abituati, ma l’insistenza di pessimo gusto, con cui si vorrebbe far credere a quello che, si continua a ritenere “il popolo bue”, che le scelte siano state profondamente meditate e che bla bla bla. Non è così che dovrebbe funzionare ma in effetti, è così che funziona. Il lato positivo della nomina di Blasotti, consiste nel fatto che ci risparmia il noiosissimo lavoro di andare a scavare, nel passato di uno sconosciuto, che sia appena arrivato come Dg…Questo passaggio infatti possiamo saltarlo e riprenderemo tranquillamente là, dove abbiamo lasciato…magari insistendo nel chiedergli qualcosa, su quegli strani concorsi ai quali pare abbiano partecipato candidati, che non avrebbero potuto essere ammessi… o magari gli chiederemo conto di alcuni privilegi di cui qualche cara fanciulla superprivilegiata, continua ad usufruire illegittimamente…Chissà se contava su un azzeramento automatico del prima?, avrebbe in tal caso preso una cantonata esagerata. Del passaggio alla Vanvitelli di Ferdinando Russo, non abbiamo la forza di dire e commentare nulla al momento…Caro presidente se sei contento tu delle scelte che ci hai buttato in faccia, spiegaci come hai fatto e sarà un vero piacere ascoltarti e dire: oh caspita! Hasta la vista!

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