ASL, LETTERA DI COMMIATO AL DG FERDINANDO RUSSO

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TOUR DE FORCE ASL, LETTERA DI COMMIATO AL DG FERDINANDO RUSSO  Caro Russo ti scriviamo…

ci auguriamo innanzitutto, che qualcuno dei tuoi fidi, si sia preoccupato di procurarti delle compresse fredde, affinché tu le possa applicare sul polso destro, laddove tu non sia mancino, dal momento che sono circa quattro giorni, che firmi delibere e determine…comprendiamo che tu debba obbligatoriamente lasciare tutto in ordine “accussì nisciun se piglia collera” …ma…anche gli amici degli amici non devono esagerare nelle richieste…diamine!,…sei un essere umano!, cerca di riguardarti, firma di meno, in fondo Blasotti è un amico…ci penserà lui…Tranquillo! Non fa parte del cerchio magico?, e perché lo avrebbero nominato se non fosse così? Eh sì…sono passati tre anni… Correva l’anno 2019 ed era il 6 del mese di agosto quando, seguendo con la coda dell’occhio, il lembo di giacca in puro irish line di Mario De Biasio, che spariva dietro l’angolo, sospirammo: se ne va, l’Asl è salva!, eh già!, eravamo convinti che, peggio di come era andata fino a quel momento, sarebbe stato difficile immaginare che andasse nel futuro e neppure la sbrigliata e, talvolta macabra fantasia della politica de noautri, sarebbe riuscita ad inventarsi una ricetta tanto tossica, da farci restare sullo stomaco, quel malloppo di illusioni e speranze, destinate ormai ad inacidirsi. Macché… era destino che noi, perdutamente invaghiti della politica sanitaria nobile, continuassimo a sottovalutare le potenzialità della politica corrente e la sua predisposizione al peggioramento, ed infatti, alla prima fumata nera proveniente da Via Unità d’Italia, capimmo che il primo atto del nuovo Dg, era stato quello di lucidare le mostrine della giacca del gran Tari ed il secondo quello di rassicurare il pacifico Blasotti, pertanto non attendemmo il terzo, per timore di essere piegati in due da una colica epatica e decidemmo di iniziare ad osservarti, con santa rassegnazione… Sei stato bravo, dobbiamo ammettere che ce l’hai messa tutta per provocarci prima e deluderci poi, dalla spocchia con cui virtualmente ti passavi la lingua sulle mani e sulle braccia, come un gatto fusacchioso e soddisfatto di te, alla solerzia con cui aprivi la porta ai missi dominici aurunci e litoranei, passando per i caputiani normanni. Leggendo le lodi che hai tessuto di te stesso, senza alcuna parsimonia, nella tua lettera di commiato urbi et orbi, abbiamo ripercorso le vie drammatiche della memoria recente, inciampando nei silenzi ostinati con cui, offrendo lettura di becera arroganza, hai ignorato lamentele e suppliche, nonché contestazioni e denunce, sovente corredate da immagini inequivocabili, scivolando sulla strafottenza con cui hai preferito giocare a fare l’offeso, anziché replicare, qualora tu avessi avuto “le carte” per farlo, dinanzi ad accuse precise di favoritismo, cecità nepotistica e furbetterie d’accatto…Tanto per fare un esempio, vogliamo ricordare il giochetto dell’addetto stampa?, l’aver fatto di tutto affinché Pasquale Di Benedetto sbattesse la porta e si potessero creare le condizioni per far entrare qualche protetta, che era arrivata al tuo seguito, dalle strutture partenopee?, vogliamo parlare delle piccole inutili vendette, indegne del quadro dirigente di un’Azienda pubblica, come quella di privilegiare un organo di stampa per la pubblicazione dei bandi ed ignorarne qualche altro?, vogliamo parlare dei mandati di pagamento illegittimi…qualcuno direbbe addirittura truffaldini, il cui numero di codice fu regolarmente pubblicato?, vogliamo parlare della tua assoluta indifferenza dinanzi all’illecito dimostrato e commesso da un dirigente, a favore della figlia cocopro di un altro dirigente che, non soltanto non fu sospesa, ma per premiarla, visto che prometteva così bene, l’avete anche stabilizzata…Vogliamo parlare del Covid?,…no…poiché tutto sommato quella tua finta modestia, quel tuo candore studiato e quel tono ispirato da prete pronto alla levitazione, sono addirittura divertenti, quella del Covid te la risparmiamo e per questo, ci aspettiamo riconoscenza, perché… se cominciamo a parlare di Covid, amigo, come dicono a Oxford “ce facimm mal assai…assai”, quindi andiamo avanti senza dimenticare una delle pietre miliari della tua indiscutibile classe, piantata nella piazza principale dell’Asl di Caserta che hai diretto per tre anni: quella di aver tolto un incarico appena conferito ad una dirigente, dichiarando pubblicamente, che la decisione era dovuta all’eccesso di clamore mediatico, mentre l’unico clamore avvertito nell’aria, era stato provocato dallo sbattere secco dei tuoi tacchi all’unisono con il tuo signorsì, al presidente De Luca…che ci auguriamo, ci legga per conoscenza, come del resto ci siamo sovente preoccupati di adoperarci, affinché lo facesse…soprattutto quando le tue prodezze richiedevano una platea all’altezza dei fatti. Le cose che lasci dietro di te sono davvero tante, caro Russo e tutte più o meno della stessa qualità, ma alcune sono di una perfidia senza fine e conto…la tua maniera di assecondare de facto, le vendette personali di alcuni politici, rasenta la raffinatezza de profumiere-avvelenatore capo dei Medici…nessuno strabuzzi gli occhi, non è il caso…Di cosa vogliamo parlare?, del senso di purezza ritrovato all’improvviso, dopo aver osservato indolentemente per anni, chi sguazzava nella melma?, dello scandalo della Misericordia di cui nessuno sapeva nulla o della brava gente che pasticciava con la salute mentale o degli imprenditori favoriti in nome e per conto e degli imprenditori affossati in nome e per conto delle stesse persone?, di cosa vogliamo parlare caro Russo?, tra una lode e l’altra che a pioggia grandini su te stesso, fai una pausa, per favore, ed infilaci qualche vicenda degna di nota e di memoria imperitura…Vogliamo parlare dei Presidi Ospedalieri?, limitiamoci al San Rocco e al Moscati…vogliamo parlare del nulla assoluto che hai steso sul presidio aurunco?, sulle innumerevoli contestazioni documentate pubblicate da questo giornale e delle quali te ne sei infischiato, assecondando de facto il disegno perverso della distruzione organizzata di un PO, in attesa della costruzione di un inutile e dispendioso Ospedale?, vogliamo parlare delle ultime sceneggiate alla luce del classico: nun vulimm sape’ niente?, o vogliamo parlare del tuo puntuale assecondare gli amici degli amici, che impunemente governano le sorti degli Ospedali, che tu scegli per far loro effettuare, esercizio di comando avvacante e, purtroppo dannoso?, caro Russo non vorremmo essere noi a ricordarti le intemperanze del bravo Correra, che tu hai fatto passare sotto gamba o le acrobazie rosso sangue del Misso, delle quali non ti sei mai interessato…Vorremmo chiudere qui pietosamente, ma non possiamo fare a meno di ricordare la tua opera magna, quella senza precedenti e che rimarrà, nella storia dell’Asl di Caserta come la più ragguardevole presa per i fondelli, che un Dg dell’Asl abbia messo in campo negli ultimi decenni, ed è una bella corsa a pensarci bene su…Non ci possiamo salutare infatti, senza menzionare almeno le nomine dei capidistretto…una grande abbuffata fantasiosa, in cui si sono soprattutto, mantenuti i patti con l’establishement storico e azzeccato figure tali, che sarebbe bastata la metà, per chiudersi in casa e restarci…Ad esempio calzante della prassi, che vuole l’interesse dell’amico o del potente, prioritario rispetto al merito, alla professionalità, alla norma e regola e a tutti i criteri normali e necessari per la nomina di un capodistretto, tu caro Russo hai dato il meglio di te con la nomina di una sociologa al distretto di Capua e non ti sei neppure preoccupato di indagare, se il curriculum presentato e che al momento pare sia scomparso dai carteggi …fosse autentico, oppure “aggiustato” alla bisogna …ed invece di darti una calmata quando qualcuno ha presentato ricorso, hai dato il via accanendoti, a quel bravo avvocato Verderosa che, non vorremmo esagerare nei ricordi, ha qualche neo che oscura la limpidezza dei suoi meriti e del suo curriculum…vuoi vedere che non doveva essere lui a ricoprire la carica che ricopre ma qualcun altro? Caro Russo una lettera di commiato da parte nostra rischia di diventare una enciclopedia dell’orrore amministrativo, e pertanto ci salutiamo qui e ti auguriamo non già di cambiare, perché riteniamo sia impossibile, ma di incontrare una stampa più accondiscendente…non crediamo sia poi così difficile…anche se noi in fondo in fondo vorremmo che lo fosse…Hasta la suerte! (f.n.)

2 Commenti

  1. Sei stata benevola con questo signore, convinto che lui è stato scelto da De Luca perché bravo. Lascia un’Asl Caserta allo sbando. I Distretti con Direttori abusivi e non credo che stavolta finisce tutto in una bolla di sapone . Gli Ospedali disorganizzati senza personale con una Classe medica esausta e inviperita.
    L’ ultima sua pennellata l’ultima delibera degli incarichi per sistemare il suo cerchio magico che non hanno manco i cinque anni per avere un incarico. Tanto lui può tutto. Sarà’ uno spasso quando dovrà’ nominarsi un’avvocato come è successo a De Biase.
    PONTI D’ ORO a questo inetto che se ne va’ a fare u uglione ro Rettore ra Vanvitelli.
    Però rimane in zona un’altro abusivo che fa’ danni speriamo che Blasotti riesce a porgli un freno.

  2. Il capr… in questi giorni ha la mano facile a firmare. Probabilmente si riposerà quando andrà a fare “u’ guaglion” del rettore alla Vanvitelli.

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