OSPEDALE, COVID, MONNEZZA E POLITICA IN PROCESSIONE

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%name OSPEDALE, COVID, MONNEZZA E POLITICA IN PROCESSIONE(f.n.) – Il problema ancora una volta è soltanto uno…sempre lo stesso: da dove cominciamo oggi?, dalle insalubri armonie della “munnezza” ammucchiata lungo le pareti della zona di passaggio, che conduce alla lavanderia, per intenderci proprio di fronte alla sede dei volontari ospedalieri, oppure cominciamo dal supporto alle fantastiche circonvoluzioni carrieristiche dei predestinati, in cui l’Aorn è maestra?, Bella domanda!…Si tratta soltanto, di considerare le priorità…se dare la precedenza al percolato che si allarga vischioso, alla base dei sacchi della munnezza con il rischio che, se ci scivoli sopra ti rompi l’osso del collo o magari scegliere di resocontare sulla presenza di quei bidoni neri, appena un palmo più in là, che la dicono lunga ed interessante, sulla presenza di rifiuti speciali o dedicarsi innanzitutto a ciò che ritualmente succede, nella palazzina “grigiotopospento” in fondo al parco, nelle cui stanze si respira alta strategia e profondo mistero…il tutto ben shakerato con le influenze politiche esterne…Eh già, perché quello che non ci facciamo mancare, sono appunto le influenze politiche, che non riusciamo ad accantonare neppure nel corso dei riti dedicati alla Santa Patrona, Sant’Anna…anzi…domenica scorsa nel piazzale dell’Ospedale, i delegati del solito politico, ferventi partecipanti alla processione in onore della Santa, non hanno disdegnato di intercalare orazioni e litanie, con febbrili appuntamenti telefonici…carucci! E mentre la genuflessione alla politica, ahinoi, continua ad essere il pensiero dominante della classe dirigente, la gestione del nostro Ospedale inciampa, si sbuccia le ginocchia e si graffia i gomiti…Al momento più di un terzo dei pazienti ricoverati, affetti da patologie varie è positivo al Covid e, come indicato dalle disposizioni ministeriali, in ogni reparto dovrebbero esserci,  le cosiddette “bolle”, cioè le zone di isolamento, previste per i positivi… Ma risulta assai evidente che qualcosa non ha funzionato nelle procedure di isolamento, dal momento che, in reparti come, ad esempio, la Medicina Generale, oltre il cinquanta per cento dei pazienti, pare si sia positivizzato dopo il ricovero…Ahiahiahi…ma non si tratta di quel reparto, la cui nuova primaria, camminava sulle acque e a breve avrebbe moltiplicato le aspirine e il vicks vaporub?, è pur vero che dopo un mese di permanenza al Sant’Anna perdi fantasia e santità, ma un 50 per cento di positivi dopo il ricovero, desta pesanti sospetti di disattenzione, o no? Il personale sanitario è monitorato con i tamponi o lasciamo perdere? I familiari in visita rispettano i protocolli e le distanze o lasciamo alla loro discrezione ed alla loro intuizione, la linea di comportamento? A giudicare dalla “lieta” promiscuità che si intravede davanti al reparto di Medicina, in verità qualche dubbio ci assale, n’est pas?, e quei pazienti afferenti al DH e quelli in attesa di visita ambulatoriale, seduti “vicini vicini”?…Signori  ma…gli ambulatori non erano stati ubicati “tutti” al piano terra? Vuoi vedere che la Direzione Sanitaria ha disposto in tal senso e poi, come al solito tutti hanno fatto come pungeva loro vaghezza e cioè, tutto il contrario?…Forse, se nella mente affollata di geniali neuroni, della direzione sanitaria, allocasse quella strana parola che giace nella cambusa delle regole e “dicesi” “controllo”, un numero incredibile di inadempimenti, strafottenze, comodi propri e pericolose approssimazioni si potrebbero evitare ed il nostro Ospedale, se ne avvantaggerebbe da tutti i punti di vista, n’est pas? Caro dg Gubitosa e cara ds Annichiarico, è assai probabile che nessuno vi abbia informato dell’ennesimo peccato di grave superficialità, che è stato commesso al Pronto Soccorso qualche giorno fa, quando un uomo tra i 50 ed i 55 anni è stato ricoverato con forti dolori all’addome. Al poveretto sarebbe stato diagnosticato un aneurisma addominale, di circa 8 centimetri e nonostante, superato il limite di 5 centimetri sia previsto il ricovero, il paziente è stato dimesso senza il corredo di una tac o di qualsiasi altro esame effettuato… Risulta che l’uomo sia stato ricoverato subito dopo, in una struttura privata ma, la domanda che sorge spontanea è: se fosse accaduto qualcosa di assai sgradevole in virtù della vostra incoscienza, quale tipo di giochetto avreste imbastito per uscire come al solito indenni, dall’ennesimo fattaccio?…E’ davvero inutile che vi rizziate sulla coda, perché sapete benissimo voi, come lo sappiamo noi che, quando si tratta di scansare un fosso, non avete termini di paragone in abilità e destrezza…Un esempio? Quanta gente è deceduta a causa di infezioni ospedaliere?, e su quanti certificati di morte si leggeva: deceduto per infezione? Lasciamo perdere…è meglio… e noi siamo generosi. Se il personale è ridotto e nella stagione estiva si riduce ulteriormente…una gestione ospedaliera “sana” cerca di organizzare al meglio il servizio e lo fa per tempo…Ma… se l’alta strategia sanitaria internazionale, invece suggerisce innanzitutto di riempire, fino a scoppiare, gli uffici amministrativi, perché i raccomandati sono all’altezza di chi li raccomanda e quindi idonei esclusivamente ad assistere chi amministra…e quei bei medici raccomandati di una volta, che al massimo accorciavano una gamba invece di allungarla, non ci sono più…amigos…questi sono i risultati e non resta che pregare che vi vada sempre bene, come questa volta…perché dovesse mai succedere un’altra schifezza, come quella passata sotto silenzio, qualche tempo fa…saremo noi in prima persona ad organizzare il sit in finché De Luca stesso non venga a mettervi alla porta!   Hasta la vista companeros! %name OSPEDALE, COVID, MONNEZZA E POLITICA IN PROCESSIONE

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