ALTRAGRICOLTURA, INCONTRO AL CENTRO DON MILANI DI CASAL DI PRINCIPE

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%name ALTRAGRICOLTURA, INCONTRO AL CENTRO DON MILANI DI CASAL DI PRINCIPECASAL DI PRINCIPE – Gianni Fabbris, presidente onorario di Altragricoltura e portavoce dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare, ha tenuto questa mattina 25 ottobre 2022 fra le ore 11 e le 12 presso il Centro Don Milani di Casal di Principe la Conferenza stampa dedicata a chiarire la posizione del movimento sulla Sovranità Alimentare ed a illustrare le iniziative in campo.

Gianni Fabbris è fra i fondatori di Altragricoltura – Confederazione Sindacale per la Sovranità Alimentare (nata dopo diversi anni di iniziative a Genova nel 2001 durante la mobilitazione contro il G8 e gli effetti della globalizzazione dei mercati) e l’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare è lo spazio costituitosi all’incirca sei anni fa animato da decine di associazioni, sindacati e movimenti in rappresentanze di imprese (agricole, pescatrici e della trasformazione) di associazioni e sindacti dei lavoratori (forestali e braccianti italiani e immigrati), di associazioni di cittadini e di esperienze di comunità che agiscono in rete sviluppando progetti, elaborando strumenti e conducendo mobilitazioni e campagne di iniziativa.

La conferenza stampa si è tenuta all’indomani dell’Assemblea di domenica sera dell’Alleanza e in un luogo non casuale: Per Gianni Fabbris, il Centro Don Milani a Casal di Principe “è un luogo simbolico del riscatto di un intero mondo rurale italiano per la resistenza degli allevatori bufalini che parla della speranza di tutti gli allevatori e agricoltori di uscire dalla crisi drammatica in cui sono ricacciati da troppo tempo per l’azione diretta della speculazione finanziaria e commerciale e delle scelte politiche e istituzionali fin qui messe in campo dai governi di tutti i segni politici che si sono succeduti negli ultimi trent’anni”. Del resto “L’esperienza straordinaria del Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino è possibile anche per l’azione attiva fin dal dicembre scorso dell’Alleanza Sociale e di Altragricoltura che hanno ispirato il metodo dell’azione sindacale fondato sull’autonomia e un disegno che punta a restituire dignità agli allevatori ed alle comunità”.

La Conferenza stampa è stata l’occasione per annunciare le iniziative in calendario del Movimento nazionale sulla Sovranità Alimentare e per entrare nel merito della polemica e del dibattito sollevati dalla scelta del nuovo Governo di cambiare il nome del Ministero dell’Agricoltura cambiandolo in Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare.

“Non sappiamo con quanta consapevolezza e verificheremo nei fatti con quali intendimenti reali il Governo abbia compiuto questa scelta. Sappiamo che è un gesto foriero di possibili importanti sviluppi che, se implementati adeguatamente, potrebbero portare all’apertura di un dibattito nuovo e potrebbero spostare il campo di gioco” ha sostenuto Gianni Fabbris “Un campo di gioco in cui la partita è truccata da troppo tempo e in cui l’arbitro (le istituzioni) sono chiaramente compromessi con una sola delle squadre del torneo. Sono almeno trent’anni che tutti i Ministri che si succedono (di qualsiasi colore politico fossero espressione) hanno sempre incarnato la parte dei guardiani del modello agroalimentare imposto dalla liberalizzazione e dalla finanziarizzazione dei mercati. Al massimo qualcuno di loro ha avuto l’ardire di competere per efficientare il sistema, mai per modificarlo prendendo atto dei molti disastri sociali, economici e ambientali che ci consegnava. Tutto in ossequio ai dettati delle transnazionali e delle decisioni prese nel FMI, nell BM o nei trattati di libero scambio tanto cari al Wto che hanno in realtà sequestrato la politica svuotando i poteri degli organismi elettivi chiamati ad assolvere al diritto/dovere di decidere. In questi anni abbiamo perso un intero patrimonio di lavoro, saperi. cura della terra e del mare, economie e risorse genetiche, ambientali, di diversità biologica. In dieci anni abbiamo perso il 20% delle imprese, abbandonato il territorio rurale che si va scarnificando di attività e servizi, di intere comunità che si svuotano consegnandoci disastri ambientali, crisi economica, sociale e disorientamento culturale. Intanto i poteri finanziari si rafforzano e le lobbies saccheggiano ricchezze naturali sulla pelle del lavoro e delle imprese produttive ridotte in una crisi drammatica”.

Per Fabbris è il momento delle scelte e della responsabilità della società e della politica. La qualità del nostro territorio, il valore del cibo che consumiamo, il valore del nostro agroalimentare, della terra e del mare sono una questione strategica che richiede un passo avanti della politica e uno indietro del mercato. Per questo “la scelta di cambiare il nome del Ministero coniugandolo con la Sovranità Alimentare è un segnale per noi interessante, perchè ricorda a tutti noi che il destino dell’agricoltura e del cibo sono questioni politiche e la Sovranità Alimentare lo è”.

“Non sappiamo cosa e come intendano il Governo e il Ministro operare per dare conseguenza a questa scelta. Sappiamo che il Movimento che da decenni si batte per la Sovranità Alimentare ha le idee molto chiare. Fra queste idee ve ne sono due che occorre fin da subito assumere: la Sovranità Alimentare non divide i territori per confini nazionali ma, se proprio dobbiamo segnare dei confini, questi vanno tracciati fra gli interessi della speculazione e delle multinazionali e quelli di chi la terra e nel mare ci lavora e del cibo e del territorio fruisce. In tutto il mondo ed anche qui da noi, in Italia sempre più ridotta a terra di saccheggio in cui produrre è diventato impossibile (come si fa a vendere l’uva a 7 centesimi come sta avvenendo in questi giorni mentre produrla costa almeno 50?). La seconda questione è che la Sovranità Alimentare (che si fonda sui principi dell’agroecologia e dei diritti sociali) non è un puro slogan utile a motivare l’ennesima campagna di marketing del nostro Made in Italy quanto, piuttosto, la chiave per riformare il sistema per restituire al Paese la dignità di un Patrimonio produttivo che stiamo perdendo”.

Per  questo l’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare, facendo propria la proposta venuta dagli allevatori bufalini in mobilitazione, ha elaborato una lettera di proposta che viene inviata al Ministro dell’Agricoltura, ai Parlamentari ed a tutti i Consiglieri Regionali italiani, nonchè alle forze politiche per aprire un dibattito sulla Nuova Riforma Agraria. Il documento che si intitola “La prossima sia una legislatura di Riforma per la nostra agricoltura” e sottolinea “Sovranità Alimentare, Agroecologia, Diritti. E’ l’ora della Nuova Riforma”, propone dieci primi focus su cui concentrarsi nel confronto e ricorda quali sono i principi della Sovranità Alimentare che, peraltro sono stati opportunamente sottolineati in un felice documento prodotto da Via Campesina Internazionale e che è stato tradotto in Italiano (La Sovranità Alimentare è la Via da seguire e l’unica soluzione) dal Centro di Documentazione dell’Alleanza Sociale e pubblicato nel suo sito (https://sovranitalimentare.it/2022/10/24/la-sovranita-alimentare-e-lunica-soluzione-e-la-via-da-seguire/)

Al Ministro insieme al documento (scaricabile qui https://sovranitalimentare.it/2022/10/25/sovranita-alimentare-agroecologia-diritti-e-lora-della-nuova-riforma/) è stata avanzata la richiesta di incontro.

Durante la Conferenza Stampa è intervenuto Peppe Pagano a nome del Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino per dare conto delle prossime iniziative degli allevatori annunciando che saranno illustrate in un evento pubblico online la sera del 31 ottobre