ARRESTATO MATTEO MESSINA DENARO, GRAZIANO: UNA GRANDE VITTORIA DELLO STATO

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2018 messina denaro ARRESTATO MATTEO MESSINA DENARO, GRAZIANO: UNA GRANDE VITTORIA DELLO STATOArrestato, dai carabinieri del Ros, in una clinica a Palermo il boss mafioso Matteo Messina Denaro latitante da 30 anni. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido.

Il capomafia di Castelvetrano, provincia di Trapani, si era recato nella clinica privata La Maddalena di Palermo, dove era in cura da oltre un anno per sottoporsi a terapie. Dopo il blitz nella clinica a Palermo, l’ormai ex superlatitante Matteo Messina Denaro è stato trasferito in una località segreta. La clinica la scorsa notte durante il blitz del Ros era stata messa in sicurezza con diverse decine di uomini per tutelare tutti gli altri pazienti. Al momento dell’arresto, Messina Denaro non era allettato ma si stava facendo dei controlli diagnostici.

Immediato il commento del capogruppo del Pd in commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano: “La cattura di Messina denaro è una grande vittoria dello Stato, delle sue istituzioni democratiche, della magistratura, delle forze dell’ordine. Viene finalmente premiato il lavoro quotidiano, difficile e impegnativo degli investigatori. Si mette fine a un lungo incubo. Una bella notizia per l’Italia”.

Figlio del vecchio capomafia di Castelvetrano (Tp) Ciccio, storico alleato dei corleonesi di Totò Riina, Matteo Messina Denaro era latitante dall’estate del 1993, quando in una lettera scritta alla fidanzata dell’epoca, Angela, dopo le stragi mafiose di Roma, Milano e Firenze, preannunciò l’inizio della sua vita da Primula Rossa. “Sentirai parlare di me – le scrisse, facendo intendere di essere a conoscenza che di lì a poco il suo nome sarebbe stato associato a gravi fatti di sangue – mi dipingeranno come un diavolo, ma sono tutte falsità”. Il capomafia trapanese è stato condannato all’ergastolo per decine di omicidi, tra i quali quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito strangolato e sciolto nell’acido dopo quasi due anni di prigionia, per le stragi del ’92, costate la vita ai giudici Falcone e Borsellino, e per gli attentati del ’93 a Milano, Firenze e Roma. Messina Denaro era l’ultimo boss mafioso di “prima grandezza” ancora ricercato. Per il suo arresto, negli anni, sono stati impegnati centinaia di uomini delle forze dell’ordine. Oggi la cattura, che ha messo fine alla sua fuga decennale. Una latitanza record come quella dei suoi fedeli alleati Totò Riina, sfuggito alle manette per 23 anni, e Bernando Provenzano, riuscito a evitare la galera per 38 anni.