OSPEDALE SAN PIO SU RINNOVO DEI CONTRATTI PRECARI: “I CONTI NON TORNANO”

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sanpio OSPEDALE SAN PIO SU RINNOVO DEI CONTRATTI PRECARI: I CONTI NON TORNANOBENEVENTO – L’ospedale San Pio di Benevento invia un comunicato stampa in cui vuole rendere noto come noti una certa confusione per la proroga dei contratti a tempo determinato di alcuni infermieri: “L’azienda Ospedaliera San Pio di Benevento prosegue sulla stessa strada tracciata dai precedenti Direttori Generali. Prosegue non solo con gli stessi illegittimi “direttori di orchestra”, da questa organizzazione sindacale già segnalati alle sedi competenti, (15 anni di Direttore di dipartimento quando la legge ne consente al massimo 6) ma prosegue anche con gli stessi “suonatori”.

Non fa quindi meraviglia che la delibera n.206/2023 avente ad oggetto: “Proroga contratti a tempo determinato per i profili di C.P.S. Infermiere – C.P.S. Tecnico di laboratorio biomedico e C.P.S. Ostetrica ai sensi della legge di bilancio 197/2022 Art.1 Comma 528 e nota la Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale prot. n.336 del 09/01/2023” presenta numeri tra loro contrastanti che alla fine portano alla mancata proroga di un infermiere.

Praticamente non è chiaro, dopo 4 delibere sulla stabilizzazione, come può succedere che nello stesso atto viene fatta una tale confusione amministrativa.

– Gli infermieri sono 26, sono 30 oppure 27?

– Le ostetriche sono 3, è 1 oppure sono di nuovo 3?

– I 2 operatori socio sanitari che fine fanno?

Vengono esposte 3 tabelle discordanti, che non spiegano niente, che forniscono numeri diversi ma che alla fine portano ad un solo risultato un infermiere non è stato prorogato e il 31 marzo deve tornare a casa.

Questa O.S. ha richiesto l’IMMEDIATA revoca della delibera, in quanto i dati dei diversi profili sono contrastanti; dagli atti e dal deliberato risulta che un infermiere non sarà prorogato; l’intero atto nonché tutta la parte istruttoria dell’atto è costruita in modo poco comprensibile e pare che nessun controllo è stato posto in essere dagli uffici amministrativi sia nella fase istruttoria che in quella di firma e sottoscrizione dell’atto stesso.

Abbiamo già segnalato alla Direzione Generale la mancata rotazione dagli incarichi dei dirigenti amministrativi e tecnici ,  precisando che rispettare le regole e la legge che la stessa azienda si era data è un obbligo prima che normativo anche di carattere morale. Non fare i bandi interni probabilmente serve a favorire qualcuno, non farlo poi in UOC Amministrative dove è assente il Direttore di Struttura Complessa dopo anche aver bandito un 15 septies che prevedeva l’assunzione anche in caso di una sola domanda, fa sorgere diversi interrogativi che un nuovo Direttore Generale dovrebbe immediatamente fugare. L’ ANAC ha più volte sottolineato, che “Per quanto riguarda i dirigenti, la rotazione ordinaria è opportuno venga programmata e sia prevista nell’ambito dell’atto generale approvato dall’organo di indirizzo, contenente i criteri di conferimento degli incarichi dirigenziali che devono essere chiari e oggettivi ”addirittura negli uffici individuati come a più elevato rischio di corruzione, sarebbe preferibile che la durata dell’incarico fosse fissata al limite minimo legale”. A onor del vero il direttore Pizzuti riuscì a fare un regolamento ed operò le rotazioni dell’80% dei dirigenti. Ma è stato un unicum che non è proseguito.

La pagina del sito dell’ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione ha questo slogan iniziale “Prevenire la corruzione, promuovere la trasparenza e la cultura della legalità”.

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