PRINCIPI DIAGNOSTICI E CARATTERISTICHE DEL DSA

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L’attuale definizione di autismo si concentra su modelli comportamentali osservabili. Questi modelli sono delineati in sistemi diagnostici e di classificazione riconosciuti a livello internazionale come il DSM-IV-TR (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) e l’ICD-10 (Classificazione internazionale delle malattie), pubblicati dall’American Psychiatric Association e dall’American Psychiatric Association. Organizzazione Mondiale della Sanità, rispettivamente. Questi sistemi sono fondamentali per garantire la coerenza dei criteri clinici e di ricerca tra i diversi esperti del settore. L’autismo è classificato come un disturbo pervasivo dello sviluppo, caratterizzato da compromissioni significative e diffuse in varie aree dello sviluppo, tra cui l’interazione sociale, le capacità comunicative e la presenza di comportamenti, attività e interessi ripetitivi. Questi disturbi sono significativamente diversi da quanto previsto in base al livello di sviluppo o alle capacità cognitive dell’individuo. Tipicamente, questi disturbi si manifestano durante la prima infanzia e sono spesso associati ad una diagnosi di disabilità intellettiva. In relazione all’autismo, il DSM-IV-TR delinea specifici indicatori comportamentali. Questi indicatori includono un deterioramento qualitativo nell’interazione sociale, che è dimostrato da almeno due dei seguenti comportamenti: difficoltà significativa nell’uso di comportamenti non verbali come il contatto visivo, le espressioni facciali, il linguaggio del corpo ei gesti per regolare le interazioni sociali ; l’incapacità di formare adeguate relazioni tra pari in base al livello di sviluppo; una mancanza di condivisione spontanea di gioie, interessi o obiettivi con gli altri; e una mancanza di reciprocità sociale o emotiva. Inoltre, esiste un deterioramento qualitativo della comunicazione, caratterizzato da un ritardo o dall’assenza dello sviluppo del linguaggio parlato (senza tentativi di compensazione attraverso metodi di comunicazione alternativi come gesti o mimica). Negli individui con adeguate competenze linguistiche, vi è una marcata compromissione nell’iniziare o nel mantenere le conversazioni, e l’uso della lingua può essere ripetitivo o non convenzionale. Inoltre, si nota l’assenza di giochi di finzione vari e spontanei e di giochi di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo dell’individuo. Infine, gli individui con autismo spesso mostrano interessi ristretti e ripetitivi, con una particolare intensità o focalizzazione su determinati oggetti o parti di oggetti. In alcuni casi possono essere presenti anche manierismi motori persistenti, standardizzati e ripetitivi.

5 Commenti

  1. Articolo magistralmente descritto, come sempre. Espresso con una tale chiarezza,che anche chi si affaccia per la prima volta a questa condizione,riesce a capire e, conseguentemente,a orientarsi in maniera precisa.

  2. Articolo come sempre degno della scrittrice, è un piacere leggerlo, ed anche oggi abbiamo imparato qualcosa di nuovo.

  3. Come sempre i tuoi articoli sono di u a chiarezza elementare da dar capire anche a chi conosce poco la problematica! Complimenti..!

  4. È vero anche la mia nipotina ha difficoltà proprio nella sfera comunicativa. Ha soli cinque anni ma è brutto quando vedo che insieme agli altri bambini non riesce a parlare. Grazie Dott.ssa per questo suo nuovo articolo che è come tutti gli altri interessanti e di importante spunto

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