di Alessandro Aita
ROSETO DEGLI ABRUZZI – Un altro ko fuori casa per la Paperdi Juvecaserta, ma che ha un sapore completamente diverso. La squadra di Damiano Cagnazzo se l’è giocata alla pari per trentacinque minuti al cospetto della Liofilchem Roseto dominatrice del girone B di Serie B Nazionale, e perdipiù al PalaMaggetti, palazzetto dove il roster di Franco Gramenzi infligge uno scarto medio di oltre venti punti ai malcapitati avversari. Invece ne esce una partita divertente, in cui i padroni di casa devono ringraziare un monumentale Andrea Pastore nel finale: il numero 21 la risolve con due triple di importanza gigantesca, impartendo lo strappo che si rivela decisivo per l’89-80 del finale.
SEMPLICEMENTE TROPPO FORTI – E dire che la Juve ha giocato, senza mezzi termini, una delle sue migliori prestazioni stagionali dal punto di vista caratteriale. Approfittando di alcuni momenti di leziosità degli avversari in avvio, D’Argenzio e compagni hanno risposto colpo su colpo ai tentativi di allungo avversari, apparendo anche in grado di poter piazzare la zampata decisiva e strappare una vittoria che avrebbe avuto del clamoroso riuscendo a sopperire alla maggiore fisicità avversaria. E la Liofilchem, abituata a stritolare gli avversari fra le mura amiche, sembrava poter patire una situazione del tutto nuova. E invece, nonostante le assenze di Andrea Traini ed Alessio Donadoni, ricorda a tutti di essere un roster costruito geneticamente per accedere in A2: nel finale la risolve Pastore, pungolato da due parole di troppo di Davide Mastroianni dalla panchina (causando anche un fallo tecnico).
Una piccola sliding door del match, da cui parte il break che decide la sorte della sfida, ma fossilizzarci sull’evento sarebbe un male, per noi e per Braveheart. Sarebbe potuto salire in cattedra chiunque: da Brian Sacchetti alla miglior prestazione stagionale (20 e 10 rimbalzi) a un Edoardo Tiberti perfetto dal campo (14 e 4 rimbalzi), oltre allo spauracchio Aukstikalnis, rimasto a guardare negli ultimi minuti di partita. Fatto emblematico: il comunitario probabilmente più decisivo del terzo campionato nazionale è rimasto in panchina quando più contava e Roseto ha vinto lo stesso. C’è qualcun altro che può permettersi un lusso del genere? Sicuramente no: al momento, a titolo personale, non riesco a immaginare una A2 2025/2026 senza gli abruzzesi, per qualità del gioco e del roster.
THE RIGHT WAY – Certo, perdere fa sempre male. Ma esistono sconfitte e sconfitte. Così come ci sono le partite contro Livorno al PalaMacchia, in cui fai da vittima sacrificale senza nerbo, ci sono i match con Roseto al PalaMaggetti in cui te la giochi come un vero e proprio gladiatore partendo nettamente sfavorito, e come ricompensa incassi anche i complimenti da parte di tifosi e addetti ai lavori di casa. E da queste sconfitte non puoi fare altro che trarre qualcosa di positivo. Giocarsela alla pari con la favorita d’obbligo per la promozione ti dà estrema fiducia nei tuoi mezzi in vista delle partite successive. E può farti capire che è questo il modo giusto per poterti togliere sempre più soddisfazioni in un campionato difficilissimo ed imprevedibile. Ognuno si costruisce la propria strada per arrivare al successo e forse questa squadra ha bisogno di giocare leggera, a mente libera, con la missione di far divertire e soprattutto divertirsi in mezzo al campo. Certo, soffrirà inevitabilmente sotto le plance con squadre molto più fisiche, ma di contro potrà giocarsela sulla rapidità di esecuzione: chiedere un costante gioco in pitturato a un roster del genere è come chiedere una canzone metal a Cesare Cremonini. Se gliela commissioni magari la scrive pure, ma ci sarà sempre qualcosa di innegabilmente sbagliato. Ognuno si scrive la propria storia e il proprio modo di viverla, un po’ come Carlito Brigante.
Tornando al match di ieri sera, un ko così onorevole e accarezzando a lungo la vittoria può darti un bel boost di fiducia, può farti sentire come quando si tocca la stella di Super Mario con cui si diventa invincibili per un breve periodo di tempo. Anzi, devo correggermi: quasi invincibili. Poiché non tutti si ricordano che nel popolare videogame si può perdere una vita cadendo in un fossato. Dunque si continui a giocare leggeri, ma senza cullarsi sugli allori in vista di un’altra sfida sulla carta proibitiva come contro Ruvo di Puglia.
Liofilchem Roseto – Paperdi Juvecaserta 89-80
(25-19, 46-41, 63-62)
Liofilchem Roseto: Sacchetti 20 (6/6, 1/4), Aukstikalnis 17 (4/6, 3/7), Pastore 15 (2/2, 3/8), Tiberti 14 (4/4, 2/2), Guaiana 12 (2/3, 1/4), Tsetserukou 9 (3/4, 0/0), Dellosto 2 (1/1, 0/1), Durante 0 (0/3, 0/3), Stankovic (0/0, 0/0), Zanier ne, Di Gregorio ne, Nicolo Buscicchio ne. Allenatore: Gramenzi
Paperdi Juvecaserta: D’Argenzio 19 (4/5, 3/6), Giorgi 14 (5/8, 0/1), Ricci 11 (4/9, 1/6), Laganà 9 (0/1, 3/11), Heinonen 9 (0/1, 3/8), Romano 7 (2/3, 1/1), Mastroianni 6 (1/1, 0/1), Diouf 5 (2/3, 0/0), Azzaro (0/1, 0/0), Pisapia ne, Kumer ne, Zampella ne. Allenatore; Cagnazzo
Arbitri: Correale di Roma e Ricci di Perugia
Roseto: tiri liberi: 15/21 – Rimbalzi: 38 6 + 32 (Sacchetti 10) – Assist: 26 (Guaiana 5)
Caserta: tiri liberi: 11/14 – Rimbalzi: 29 6 + 23 (Giorgi, Laganà, Heinonen, Romano, Diouf 5) – Assist: 13 (Ricci, Laganà, Mastroianni 3)























