– di Francesca Nardi –
Ieri a Capua, nella solenne atmosfera dell’Aula Magna del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, avrebbe dovuto celebrarsi, così come era stato annunciato, in maniera degna e rispettosa degli uomini e dei luoghi, la cerimonia relativa alla Prima Edizione del Premio Nicolò Antonio Cuscunà. L’evento, avrebbe dovuto essere un’occasione significativa per onorare la memoria di un uomo giusto, una figura di spicco del nostro territorio e per evidenziare l’impegno di quanti, grazie al proprio talento e alle proprie competenze, si distinguono nei campi della ricerca, della cultura e del sociale. Avevamo letto, come tutti, su un giornale a tiratura nazionale, “la cerimonia si svolgerà in una cornice di eccezione con la presenza di autorità cittadine, personalità del mondo accademico e rappresentanti di associazioni culturali. Il Premio, dedicato a Nicolò Cuscunà si propone infatti di incoraggiare il dibattito culturale e scientifico, promuovendo valori di alto profilo umano e professionale. L’iniziativa, nata per ricordare e tramandare l’eredità di Cuscunà, mira a sottolineare, quanto sia fondamentale e viva la tradizione di un territorio ricco di storia e di personaggi illustri, ma allo stesso tempo, aperto all’innovazione. Nei momenti più attesi della cerimonia, oltre alla consegna materiale del Premio, ci sarà spazio per interventi istituzionali e brevi letture da parte dei vincitori, i quali illustreranno al pubblico le motivazioni e l’importanza del proprio lavoro”…Nulla di quanto annunciato e peraltro di quanto concordato tra la Direzione del Dipartimento di Economia e l’Organizzazione del Premio si è verificato, né vi è stato alcun intervento istituzionale, e certamente non per l’assenza dei vice sindaci di Capua e Caserta o del direttore del Museo o di altre figure, ma semplicemente, perché non sono stati invitati a parlare… Non vi è stata alcuna cerimonia di consegna del Premio, ricordiamo che si trattava della Prima Edizione e, quindi, sarebbe stato auspicabile, laddove non fosse ritenuto addirittura ovvio, un minimo sindacale di “accessorio dialettico”, ma non soltanto, non abbiamo memoria di alcuna cerimonia di consegna, ma gran parte dei convenuti, non hanno avuto contezza alcuna, del presunto momento solenne, ammesso vi sia stato un sospiro in più del normale che, i soliti “arronzatutto perl’occasione” avrebbero, in un secondo momento, potuto contrabbandare per tale. Nada de nada…al di là di qualcosa che somigliava molto, anzi troppo, ad una fastidiosa incombenza, da sbrigare in fretta, annunciando, presentando e dimostrando, senza tanti complimenti, sia alla sottoscritta che, forse in un’altra dimensione, avrebbe dovuto coordinare, sia all’organizzatore, presidente dei Maestri del Lavoro Mauro Nemesio Rossi, che non c’era tempo da perdere e che “se ne sarebbe parlato un’altra volta”, per non evidenziare l’aria leggermente sogghignante, con cui si è ascoltato in videoconferenza il senatore Maurizio Gasparri. La riflessione tra mille pensieri contrastanti ed una certa percentuale di sdegno, scaturisce spontanea, a margine dei ringraziamenti del gruppo familiare del compianto onorevole Nicolò Cuscunà, per quei quattro paccheri ricevuti in piena faccia assieme alla sottoscritta e ai Maestri del Lavoro… Decisamente…questi “Italiani, popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti e di navigatori”, sono dei veri geni, quando decidono di distruggere un’iniziativa sgradita alle loro corde e… puntando sull’ovviamente scontato self control della vittima predestinata, ottenere quindi, il risultato perseguito con tanta discutibile maestria e continuare serenamente il loro percorso esistenziale e professionale, scansando strategicamente, i pezzi ingombranti dell’altrui dignità, sparsi per la prestigiosa location…Se la caratura sociale del genio in questione fosse stata tale da richiedere incidentalmente “per l’occasione nell’occasione”, un abbigliamento scenico, come ad esempio una toga setosa con lucidi risvolti lilla, ce la va sans dire che l’effetto “colpito (strategicamente) e affondato (platealmente)” sarebbe stato pressocché assicurato. Ed è proprio così che, fatalmente, è andata… Potremmo definire una simile operazione destruens, il normale saggio dimostrativo della parte illuminata della società, l’intellighentia che trae le sue motivazioni culturali, nella grassa ottusità di un sistema convinto e persuaso che il genere umano debba essere catalogato per appartenenza politica e la percentuale dell’importanza sociale che, all’occasione dovrebbe essergli attribuita, debba obbligatoriamente, essere una conseguenza logica della sua collocazione politica. Inutile rimarcare, secondo questa scuola di pensiero che, a destra troviamo gli ignoranti, violenti e socialmente pericolosi, a sinistra mammole da cogliere ancora in boccio e collocare nei gangli vitali della società, onde evitare che avvizziscano precocemente e assieme alle rughe precoci, appunto, mostrino magari qualche segno precoce della dissimulazione o dell’abilità nel contrabbando di se stessi. Ahinoi, abbiamo il sospetto che questa summa di assurdità sia esattamente quello che è successo ieri, nelle solenni atmosfere pregne di pathos e grondanti cultura ed eleganza, dell’Aula Magna del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Caserta “Luigi Vanvitelli e che la Politica sia entrata di prepotenza nell’istinto e nel giudizio e di conseguenza nel comportamento, della massima autorità del Dipartimento di Economia. Ma se così non fosse e qualcuno avesse intenzione di sostenere che la Politica, fosse stata estranea a qualsivoglia atteggiamento e soprattutto al difettuccio di accoglienza e cortesia registrato, o qualcuno osasse dimenticare i fatti salienti e la verità delle cose accadute e di conseguenza provasse persino a risentirsi, allora…dinanzi all’evidenza dei fatti, dovremmo, nostro malgrado iniziare a pensare che in codesta splendida Università, urge la creazione di un master gratuito che tratti in maniera approfondita dell’Etica ed Estetica dell’Educazione e del Garbo attraverso i secoli. Hasta la vista!




















Nicolo’ Cuscuna’ era una grande persona , seria e un combattente per gli ideali che ho sempre condiviso ,
i nuovi lasciano molto a desiderare, ho assistito alla presentazione del libro su Tramp al teatro Garibaldi a SMCV , e mi sono ricordato di Toto’ . Ho sempre pensato che sarebbe stato un bene combattere contro le privatizzazioni ,ma le privatizzazioni servono oggi per finanziare l’attuale sistema elettorale “do ut des”
Grazie per il chiarimento. Per quanto riguarda il resto, compresa la dimensione relativa al libro su Trump di Sangiuliano, devo dire che sono
perfettamente d’accordo con lei, anzi, addirittura con qualche schizzo di acidita’ in piu’, anzi piu’ di qualche schizzo. Grazie
Gentile Gennaro, le sarei davvero grata se lei fosse più chiaro e, al di là del divertente film di Totò e degli onorevoli “coccotelli” di cui parla, sarebbe opportuno che lei dicesse chiaramente a chi si riferisce, affinché non vi siano fraintendimenti ed errate interpretazioni. Grazie
IL TURCO NAPOLETANO TOTO’ : GLI ONOREVOLI “COCCOTELLI” SONO IN GRAN NUMERO
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