(f.n.) – L’Asl delle Meraviglie registra la sua migliore riuscita nell’indolenza tipica di alcune amministrazioni comunali che, investite di un problema di ordine sanitario che, senza tema di apparire allarmisti, riteniamo essere di notevole importanza per l’utenza, lasciano decantare il tutto, secondo il nobile principio della stagionatura…In piena sintonia, l’Asl evita di insistere e gira l’angolo…E così dal maggio del 2023, data in cui l’Asl chiedeva al Consiglio comunale di Sessa Aurunca, di approvare con una certa urgenza, una delibera di sostegno alla permanenza in deroga, del Punto Nascita del PO San Rocco, dopo 22 mesi di rigoroso silenzio, per non disturbare la stagionatura, ieri il Consiglio comunale, convocato urgentemente qualche ora prima, ha approvato senza fiatare o quasi, l’emendamento preparato per l’occasione dal consigliere Silvio Sasso, di cui riportiamo il testo. E’ appena il caso di evidenziare che anche un solo ed eventuale voto contrario, qualora si fosse reso necessario illustrarne le motivazioni, avrebbe richiesto da parte dell’autore, un particolare senso dell’umorismo, dal momento che, dopo quasi due anni di menefreghismo, l’unica cosa da fare, almeno per rispetto nei confronti di chi, nonostante tutto, cerca di essere coerente con il suo ruolo, sarebbe stata quella di approvare e tacere… andare di corsa al bar per un caffè e dileguarsi infine, strategicamente, camminando rasente i muri…Invece… le voci dissonanti sono state addirittura cinque, Vernile e Marcigliano, due fedelissimi in nome e per conto del duca aurunco Oliviero, quindi De Civita e Truglio e Fusco…questi ultimi due, sicuramente si sono tenuti fuori per non sbagliare…Ma al di là di tutto, è appena il caso di interrogarsi sulle motivazioni che all’improvviso, dopo 22 mesi, hanno provocato il risveglio dell’amministrazione di Sessa Aurunca….ed ecco che l’Ansa, veloce come un lampo offre la chiave di lettura del fascinoso ensemble. Infatti, il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, ha affidato all’Ansa, tutto il suo sdegno tardivo, perché, a quanto pare, il Comitato Centrale Nascite, ha previsto la disattivazione di quattro punti nascita, in quattro comuni della Regione Campania, tra i quali figurano Piedimonte Matese e Sessa Aurunca…. Chissà perché… la cosa non meraviglia affatto…e un giorno o l’altro sarà un vero piacere, produrre un’analisi dettagliata di tipo pubblico-privato, a chiarimento di molte cosucce, coincidenze e casualità, che lasceranno il gentile pubblico, con l’occhio stellato. Ma torniamo alla santa ribellione di Oliviero, che afferma di aver proposto l’argomento in questione all’odg del Consiglio Regionale tenutosi ieri pomeriggio…ma guarda la combinazione! Oliviero ha dichiarato che con un atto di coraggio, tutti i consiglieri hanno votato all’unanimità la prosecuzione dei 4 Punti Nascita in Campania, affinché tale prosecuzione, non comporti l’uscita dal Piano di Rientro dai disavanzi sanitari della Regione. Il suddetto atto di coraggio, secondo le intenzioni di Oliviero, avrebbe senz’altro impressionato il Governo centrale, dissuadendolo infine, dall’ insana idea di cancellare i reparti ospedalieri dedicati alle nascite. Sono questi gli atti di eroismo che ci colpiscono come vere e proprie frustate e ci danno la carica per affrontare qualsiasi battaglia!…”In passato – dichiara Oliviero- avevamo più volte richiesto l’apertura in deroga di questi reparti, l’ultima volta nel maggio 2023…”Strano che questa jihad a favore della cicogna, che oggi registra tanta partecipazione, da parte dell’onorevole Oliviero, abbia subito lunghissime pause caratterizzate dalla totale indifferenza per i numeri delle nascite, vertiginosamente in calo, e nei confronti del rischio incombente della cancellazione dei Punti Nascita… Per quanto riguarda l’odg del Consiglio regionale di ieri, strano ma…fino all’inizio dei lavori, sembrava non aver subito alcuna modifica, eppure, a giudicare dalla rapidità con cui il presidente del Consiglio, in serata ha comunicato urbe et orbi il successo di una iniziativa di cui appare evidente, desidera assumersi la paternità, (anche questa tardiva), la faccenda Punto Nascite è di fondamentale importanza…fin dall’inizio del problema…o no? , che non risale certamente all’altro ieri, o no? Ma sicuramente ci sarà una spiegazione, n’est pas?, sia per il ritardo di quasi due anni, sia per la necessità impellente dell’interessamento di oggi, o no? Noi invece, bella gente addormentata nel bosco, siamo interessati al dramma in sé del calo nascite… Decisamente, oggi non si può parlare di Punto Nascita in crisi e a rischio di chiusura, senza dare uno sguardo al passato più o meno recente…chiedere deroghe a fronte di cifre ben lontane dai 500 parti, che giustificherebbero ed onorerebbero, un Punto Nascita all’altezza e far finta che a monte del disastro, non vi siano ragioni ben precise, sarebbe ipocrita e addirittura malsano…così come sarebbe profondamente disonesto, continuare a fare lo gnorri, a sbattersi il petto, chiedendo delibere e aiuti, quando non si è fatto nulla, per mantenere il ritmo di un tempo …Un tempo, già… quando la logica delle scelte della vasta utenza e la sana eccellente normalità, non avevano ancora iniziato a consumarsi, impoverirsi, aggredite ai fianchi da sottintesi striscianti, strategie organizzate a suon di dobloni, e il dubbio misto ad incertezza, non aveva ancora iniziato a scorrere, sottile, insinuante, quasi impercettibile, come un rivolo di fiele, quasi invisibile ma continuo…Oggi, sostenuti da 22 mesi di miserabile afonia istituzionale, riteniamo indispensabile smettere di prenderci in giro e magari, far finta di non sapere che, paradossalmente, c’è stato un tempo in cui, in aperta contraddizione con le boriose affermazioni e autocelebrazioni, del politico di punta della gens aurunca, la qualità non era funzionale ad un disegno a lunga gittata… e un gruppo di validi professionisti, a scaglione furono messi nelle condizioni di andarsene dal San Rocco, esausti o peggio… Ginecologi eccellenti come Peppe Russo, Antimo Di Monaco, Leonardo De Rosa, Antonella Esposito, se ne andarono per incompatibilità di carattere con l’unico che aveva le doti necessarie per essere gradito al patron…:il primario eternamente ff, dottor Merola, famoso tra la gente, soprattutto per la sua personalissima interpretazione dei giorni feriali…Non sono poi così lontani quei tempi in cui, si divertivano a mandare i colleghi davanti alla commissione disciplinare, per impedire a coloro che avrebbero voluto fare ambulatorio, che realizzassero un servizio utile. Qualcuno finge di aver dimenticato che in piena pandemia Covid, un ginecologo fu costretto a scrivere al ministro Speranza, per far si che riaprisse l’ambulatorio di Ostetricia…Se avessero ascoltato il primario ff e l’allora DS, l’incomparabile Moretta, che, caruccio, dicunt…tutte le mattine si recasse a prendere ordini da Oliviero, le pazienti gravide sarebbero state abbandonate al loro destino…E per dimostrare che facevano qualcosa di importante, il cerchio magico de noautri, diede l’alta specialità ad una certa dottoressa che metteva insieme tre interventi all’anno e si addormentava durante i convegni. La domanda sorge spontanea: ma davvero pensate di essere ancora credibili? Hasta la suerte!
Il comunicato:
Natalità, Oliviero: “Punti nascita “salvi” in quattro Comuni, evitato uno scippo a una delle Regioni più giovani d’Italia”
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“La chiusura dei punti di nascita in quattro Comuni della Regione Campania non deve essere più considerato un alibi e un pretesto da agitare, da parte del governo centrale, per non far uscire dal Piano di rientro dai disavanzi sanitari la Regione Campania. In Consiglio abbiamo votato all’unanimità, infatti, il “no” alla disattivazione dei Punti nascita nei Comuni di Piedimonte Matese, Polla, Sapri e Sessa Aurunca”. Così il presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, a margine del voto compatto di tutti i consiglieri contro la soppressione dei centri dedicati alla nascita dei bambini a Piedimonte Matese, Polla, Sapri e Sessa Aurunca. “Ho proposto questo argomento all’ordine del giorno affinchè la prosecuzione dell’attività dei centri di nascita in quattro Comuni campani non comporti l’uscita dal Piano di rientro dai disavanzi sanitari della Regione – continua Oliviero – così, il punto è stato firmato da tutti i capigruppo in Consiglio e votato in maniera unanime oggi dai consiglieri. Con questo atto di coraggio invitiamo, ora, il governo nazionale a rimuovere, finalmente, l’argomento della cancellazione dei reparti ospedalieri dedicati al parto e alle nascite nella nostra Regione come condizione ostativa all’uscita dal programma di rientro. In passato avevamo più volte richiesto l’apertura in deroga di questi reparti, l’ultima volta nel maggio 2023. La Campania è e resta giovane e, ricordiamolo, proprio in provincia di Caserta c’è il Comune più giovane d’Italia, Orta di Atella. Eliminare i reparti dedicati alla nascita di nuovi bambini sarebbe stata una ingiustizia per i cittadini che credono ancora in un sistema di aiuto alle famiglie e alla vita”.



















