FIGURE AUTOREVOLI, FIGURE DI CARTA E FIGURE DI…

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   –   di Francesca Nardi   –                                                                                                  

Lo sconforto di oggi è la sommatoria di stati d’animo irreversibili che scivolano dalla malinconia allo “scuorno” avanzato, al superamento forzato dello stesso, fino a stabilizzarsi pietosamente in questo status decisamente umiliante, che è appunto lo sconforto…qualcosa che si mescola alla rassegnazione dolente, spiazzante…E questo è esattamente ciò che abbiamo provato oggi, dopo la lettura della breve, magistrale ed elegante risposta che il noto Poeta italo-svizzero Fabio Pusterla, ha inviato al giornalista Enzo Palmesano, dopo aver ricevuto la sua “incredibile” lettera aperta, in cui l’autodefinitosi “vittima di reato di tipo mafioso” chiede all’illustre letterato di “dargli una mano” a presentare in Svizzera il libro di Adelchi Scarano sulla storia politica dell’onorevole Paolo Broccoli, visto che, nella “svizzera della camorra” non era possibile presentarlo. Il profondo affetto e rispetto che abbiamo nutrito e continuiamo a nutrire per il compianto professore Paolo Broccoli, è all’origine dello sdegno profondo che, una tanto sciocca ed inopportuna quanto inaudita, inqualificabile e gratuita valutazione di presunti rifiuti a richieste che, si ritiene siano personali, hanno provocato in noi e in tutti coloro che ritengono che la continua e continuata licenza di infangare un intero territorio, una intera provincia costituita da 104 comuni  di cui 103 starebbero a guardare inerti, il pullulare camorristico che impregna e caratterizza l’aria di Pignataro Maggiore che, secondo Palmesano, continua a rappresentare il porto franco internazionale del malaffare, sia ormai scaduta e che, superato il primo momento di pietoso compatimento e giustifica, qualcuno dovrebbe dire all’eroe di farla finita, oppure recarsi, prove alla mano, nella più vicina gendarmeria, unico luogo deputato a raccogliere le sue preziose testimonianze. Ciò a prescindere dalla strana posizione di stallo, in cui la continua denuncia del Palmesano colloca de facto, le forze dell’ordine che, nonostante a Pignataro, secondo il Palmesano-pensiero, la camorra faccia festa tutti i giorni, non accennano ad intervenire, non è vero?, a meno che la verità sconosciuta dei fatti reali,  non sia arrivata addirittura a livelli in cui vige un tacito accordo ammiccante che tradotto in gergo significa: fall parlà…Ed anche in questo caso, sarebbe opportuno evitare che i fatti nostri nel bene e nel male, oltrepassassero il confine ed approdassero in luoghi ameni come la Svizzera, (quella geografica e non quella dei clan) coinvolgendo peraltro, autorevoli personaggi come Fabio Pusterla che da oggi, avrà una ragione in più per restare in Svizzera. Per quanto riguarda noi, invece…crediamo che poche volte la vita ci abbia riservato tanto imbarazzo, come nel momento in cui il professor Fabio Pusterla ha risposto, ovviamente con una lettera aperta, alla richiesta farneticante di Enzo Palmesano, vittima di reato di tipo mafioso. Hasta la verguenza!      

     LETTERA APERTA AL POETA FABIO PUSTERLA (SVIZZERA)

“Presentiamo in Svizzera il libro di Adelchi Scarano su Paolo Broccoli

che non si può presentare nella ‘Svizzera dei clan’ (Pignataro Maggiore)”

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Gentilissimo Professore,

immagino che Lei abbia finito di leggere il bel libro di Adelchi Scarano “Storia di un comunista – La professione politica di Paolo Broccoli”. Colgo quindi l’occasione per farLe arrivare in Svizzera un aggiornamento sulla “Svizzera della camorra” (la famigerata Pignataro Maggiore).

Da oltre quattro mesi sono alla ricerca di una sala per la presentazione del citato volume, con il gruppo di musica popolare “Arianova” e i canti della tradizione contadina e dei braccianti, categoria quest’ultima che fu all’origine dell’impegno sindacale e politico del compianto parlamentare del PCI.

Incredibilmente mi hanno risposto in modo negativo il “Museo della civiltà contadina” (che ha sede in uno stabile di proprietà comunale) e l’Associazione “Amici della Musica” (che ha sede nel Palazzo Vescovile, ospite della Chiesa Cattolica, Diocesi di Teano-Calvi). L’Associazione Arma Aeronautica, invece, non ha risposto per niente.

Vista la situazione, Le chiedo la cortesia di darmi una mano a presentare il libro su Paolo Broccoli in Svizzera, visto che nella “Svizzera della camorra” non è possibile.

Grazie dell’attenzione e auguri di buon lavoro.

Cordiali saluti.

              Enzo Palmesano

giornalista professionista vittima di reato di tipo mafioso

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RISPOSTA:

Gentile Vincenzo Palmesano,

le rispondo dapprima come le avrei comunque risposto se mi avesse scritto privatamente, per chiedermi di organizzare una presentazione del libro su Paolo Broccoli in Svizzera.

La cosa non mi è possibile; intanto perché mi coglie in un periodo particolarmente impegnativo e pieno di trasferte; poi, e soprattutto, perché non avrebbe senso, a meno di inserire l’iniziativa in un contesto più ampio, di riflessione sulla situazione della Campania. Ma per fare questo lei dovrebbe rivolgersi a qualche storico o giornalista politico, evidentemente.

Lei però ha scelto di formulare la sua richiesta in una “Lettera aperta”, e questo mi obbliga a ad aggiungere qualcosa. Intanto, la “lettera aperta” si usa generalmente per denunciare una situazione, e non per chiedere una presentazione. Ho la sgradevole impressione che lei abbia utilizzato il mio nome, e la nostra superficiale e occasionale conoscenza, nata dalla serata pignatarese che ha onorato la memoria e l’opera di Giuseppe Rotoli, per entrare a gamba tesa, come si dice in gergo calcistico, in questioni che riguardano lei e i suoi rapporti con il territorio, che non conosco e che posso soltanto intuire difficili.

Non le nascondo di essere un po’ infastidito da questo modo di procedere. Non risponderò pertanto a eventuali altre sue comunicazioni.

Con un saluto e un augurio

     Fabio Pusterla

 

1 commento

  1. Comunque, Palmesano è riuscito ancora a far parlare di sé. Dopo una risposta così dalla Svizzera, dovrebbe solo trovare un angolo di Matese per un lungo, solitario e silente romitaggio … Ma poi, mi chiedo, perché Adelchi Scarano e Paola Broccoli, che ben conoscono, in tutti i sensi, questa provincia, si sarebbero affidatì, disperati?, proprio a Palmesano?

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